Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Istat: meno nascite, piu' immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In calo le nascite e in aumento gli immigrati nei primi cinque mesi del 2010. Lo sottolinea l'Istat che oggi ha diffuso i dati sul bilancio demografico mensile in cui si sottolinea che la popolazione residente in Italia e' di 60.442.587 abitanti, pari a +102.250 persone rispetto all'inizio dell'anno (+0,17%). Questo aumento si e' concentrato nelle regioni del Centro (+0,28%), del Nord-est (+0,24%) e del Nord-ovest (+0,23%).
Il movimento naturale fa registrare nel complesso un dato negativo, -28.455, ma in misura inferiore ai corrispondenti cinque mesi del 2009, il cui dato ammontava a -36.726. Il saldo è negativo in tutte le ripartizioni, con un tasso di variazione naturale pari a -0,5 per mille. Inoltre, nello stesso periodo, si sono avute 222.699 iscrizioni in anagrafe per nascita, con un decremento di 1.969 unità rispetto agli stessi mesi del 2009 (-0,9%). Il tasso di natalità si presenta piú elevato nelle regioni dell'Italia del Nord e del Centro (3,8 per mille nel Nord-est e 3,7 per il Nord-ovest e il Centro) e piú basso in quelle dell'Italia meridionale e insulare (3,6 per mille). Il numero delle cancellazioni per morte risulta invece pari a 251.154, con un decremento di ben 10.120 unità rispetto all'analogo periodo del 2009.
Nei primi cinque mesi del 2010 i dati relativi al movimento migratorio con l'estero fanno registrare un saldo positivo (+157.682), ma ridotto rispetto a quello degli stessi mesi dell'anno precedente (+160.857), con una diminuzione del 2,0 per cento diffusa nelle ripartizioni del Nord e del Centro, lievemente compensata da un incremento nelle regioni del Mezzogiorno. Il tasso migratorio estero è stato pari al 2,6 per mille a livello nazionale ma registra valori piú elevati nell' Italia Centrale (3,5 per mille) e al nord (3,1 per mille). Nelle ripartizioni Meridionale e Insulare ha registrato valori piú bassi, rispettivamente pari a 1,5 e 1,3 per mille.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →