Italia. 1350 le donne che hanno chiesto di conservare il cordone in banche estere
E' un serbatoio ricchissimo di cellule staminali, utilizzate con successo contro malattie come leucemia, anemia, talassemia. In Italia il sangue del cordone ombelicale, al momento del parto, si puo' donare, ma non puo' essere conservato per se' o per i propri figli. E cosi' qualcuno sceglie di ricorrere alle banche del cordone presenti in altri Paesi. E' un vero e proprio mercato, una delle tante facce del turismo della salute. Nel 2006 sono state 1.350 le donne che, prima di partorire, hanno fatto richiesta di portare all'estero il loro cordone. E' questo il quadro delineato, rispondendo all'interrogazione di Donatella Poretti della Rosa nel pugno, dal sottosegretario alla Salute Antonio Gaglione.
Il sangue del cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali: strumenti importanti per combattere malattie del sangue molto gravi: come il midollo osseo, infatti, possono essere trapiantate nei pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e altre patologie. Ma a differenza di quello che esige una compatibilita' del 100% tra donatore e recettore, per il sangue del cordone ombelicale basta una compatibilita' del 70%: aumenta cioe' sensibilmente la possibilita' di trovare un donatore.
La raccolta del sangue e' molto semplice: basta, al momento del parto, un kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone ombelicale, che deve essere inviato nei centri che prelevano e isolano le cellule staminali e le congelano, crioconservandole.
In Italia le staminali da cordone possono essere raccolte in 15 centri pubblici accreditati. Ma e' vietata la conservazione per uso autologo, cioe' per i propri figli o per se stessi. A chi ne fa richiesta al ministero della Salute, pero, viene riconosciuta la possibilita' di portarlo all'estero. Prima dell'autorizzazione, si deve effettuare un colloquio informativo (counselling) col Centro nazionale trapianti del ministero della Salute. "Nell'ultimo mese le richieste di counselling sono state 323", e' il dato fornito dal sottosegretario Gaglione: "In totale, il Cnt ha finora effettuato oltre 1.400 counselling, di cui 1.350 nel 2006". Le donazioni di cordone, anche a causa del notevoli difficolta' legate al sistema di raccolta, avvengono solo nel 5% dei parti: in tutto, quindi, circa 30 mila l'anno.
COMMENTI
Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno:
"Mi sembra evidente la necessita' di intervenire sulla materia a partire dall'unica proposta di legge esitente, depositata da me e sottoscritta da deputati di vari partiti (Marco Beltrandi, Dorina Bianchi, Daniele Capezzone, Sandra Cioffi, Cinzia Dato, Sergio D'Elia, Tana De Zulueta, Daniela Dioguardi, Daniela Garnero Santanche', Bruno Mellano, Chiara Moroni, Maurizio Turco), che ha come obiettivo quello di permettere a tutte le donne di poter conservare per se', per i propri congiunti o per chi ne abbia necessita' il sangue del proprio cordone ombelicale per scopi terapeutici, clinici o di ricerca.
Voglio ricordare che con questa proposta di legge difficilmente si rischierebbe di veder diminuire la donazione in quanto, in Italia, non tutti i punti nascita permettono la raccolta e la donazione del cordone, facendo si' che molti di questi vengano gettati via. Le banche private aumenterebbero la possibilita' di conservazione delle sacche cordonali in sinergia con il servizio pubblico e senza pesare economicamente su di questo, andrebbero anzi a destinare il 10% dei profitti alla ricerca scientifica."
"Come donne e come Rifondazione comunista lotteremo fino a quando una legge garantira' a tutte le mamme, e non solo a chi puo' permettersi un viaggio all'estero, la possibilita' di conservare e utilizzare, giustamente, anche per i propri figli, le cellule dei cordoni ombelicali". Questo e' quanto afferma Tiziana Valpiana, senatrice del Prc e membro della commissione Sanita'.
"Gia' ora, grazie alle iniziative del Prc, il Piano sangue prevede l'organizzazione del prelievo di sangue cordonale nei punti nascita- spiega ancora Valpiana- il problema e' grave e reale, in Italia bisogna ancora discutere sul perche' ne sia vietato l'uso autologo, ma anche sul perche' non esiste ancora una rete per la conservazione dei cordoni ombelicali, il cui sangue e' ricco di cellule staminali preziose nella cura di leucemie, anemie e talassemie".
La raccolta del sangue e' molto semplice: basta, al momento del parto, un kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone ombelicale, che deve essere inviato nei centri che prelevano e isolano le cellule staminali e le congelano, crioconservandole.
In Italia le staminali da cordone possono essere raccolte in 15 centri pubblici accreditati. Ma e' vietata la conservazione per uso autologo, cioe' per i propri figli o per se stessi. A chi ne fa richiesta al ministero della Salute, pero, viene riconosciuta la possibilita' di portarlo all'estero. Prima dell'autorizzazione, si deve effettuare un colloquio informativo (counselling) col Centro nazionale trapianti del ministero della Salute. "Nell'ultimo mese le richieste di counselling sono state 323", e' il dato fornito dal sottosegretario Gaglione: "In totale, il Cnt ha finora effettuato oltre 1.400 counselling, di cui 1.350 nel 2006". Le donazioni di cordone, anche a causa del notevoli difficolta' legate al sistema di raccolta, avvengono solo nel 5% dei parti: in tutto, quindi, circa 30 mila l'anno.
(1) L'interrogazione a risposta immediata:
clicca qui
(2) Il testo della proposta di legge:
clicca qui
Il sangue del cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali: strumenti importanti per combattere malattie del sangue molto gravi: come il midollo osseo, infatti, possono essere trapiantate nei pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e altre patologie. Ma a differenza di quello che esige una compatibilita' del 100% tra donatore e recettore, per il sangue del cordone ombelicale basta una compatibilita' del 70%: aumenta cioe' sensibilmente la possibilita' di trovare un donatore.
La raccolta del sangue e' molto semplice: basta, al momento del parto, un kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone ombelicale, che deve essere inviato nei centri che prelevano e isolano le cellule staminali e le congelano, crioconservandole.
In Italia le staminali da cordone possono essere raccolte in 15 centri pubblici accreditati. Ma e' vietata la conservazione per uso autologo, cioe' per i propri figli o per se stessi. A chi ne fa richiesta al ministero della Salute, pero, viene riconosciuta la possibilita' di portarlo all'estero. Prima dell'autorizzazione, si deve effettuare un colloquio informativo (counselling) col Centro nazionale trapianti del ministero della Salute. "Nell'ultimo mese le richieste di counselling sono state 323", e' il dato fornito dal sottosegretario Gaglione: "In totale, il Cnt ha finora effettuato oltre 1.400 counselling, di cui 1.350 nel 2006". Le donazioni di cordone, anche a causa del notevoli difficolta' legate al sistema di raccolta, avvengono solo nel 5% dei parti: in tutto, quindi, circa 30 mila l'anno.
COMMENTI
Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno:
"Mi sembra evidente la necessita' di intervenire sulla materia a partire dall'unica proposta di legge esitente, depositata da me e sottoscritta da deputati di vari partiti (Marco Beltrandi, Dorina Bianchi, Daniele Capezzone, Sandra Cioffi, Cinzia Dato, Sergio D'Elia, Tana De Zulueta, Daniela Dioguardi, Daniela Garnero Santanche', Bruno Mellano, Chiara Moroni, Maurizio Turco), che ha come obiettivo quello di permettere a tutte le donne di poter conservare per se', per i propri congiunti o per chi ne abbia necessita' il sangue del proprio cordone ombelicale per scopi terapeutici, clinici o di ricerca.
Voglio ricordare che con questa proposta di legge difficilmente si rischierebbe di veder diminuire la donazione in quanto, in Italia, non tutti i punti nascita permettono la raccolta e la donazione del cordone, facendo si' che molti di questi vengano gettati via. Le banche private aumenterebbero la possibilita' di conservazione delle sacche cordonali in sinergia con il servizio pubblico e senza pesare economicamente su di questo, andrebbero anzi a destinare il 10% dei profitti alla ricerca scientifica."
"Come donne e come Rifondazione comunista lotteremo fino a quando una legge garantira' a tutte le mamme, e non solo a chi puo' permettersi un viaggio all'estero, la possibilita' di conservare e utilizzare, giustamente, anche per i propri figli, le cellule dei cordoni ombelicali". Questo e' quanto afferma Tiziana Valpiana, senatrice del Prc e membro della commissione Sanita'.
"Gia' ora, grazie alle iniziative del Prc, il Piano sangue prevede l'organizzazione del prelievo di sangue cordonale nei punti nascita- spiega ancora Valpiana- il problema e' grave e reale, in Italia bisogna ancora discutere sul perche' ne sia vietato l'uso autologo, ma anche sul perche' non esiste ancora una rete per la conservazione dei cordoni ombelicali, il cui sangue e' ricco di cellule staminali preziose nella cura di leucemie, anemie e talassemie".
La raccolta del sangue e' molto semplice: basta, al momento del parto, un kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone ombelicale, che deve essere inviato nei centri che prelevano e isolano le cellule staminali e le congelano, crioconservandole.
In Italia le staminali da cordone possono essere raccolte in 15 centri pubblici accreditati. Ma e' vietata la conservazione per uso autologo, cioe' per i propri figli o per se stessi. A chi ne fa richiesta al ministero della Salute, pero, viene riconosciuta la possibilita' di portarlo all'estero. Prima dell'autorizzazione, si deve effettuare un colloquio informativo (counselling) col Centro nazionale trapianti del ministero della Salute. "Nell'ultimo mese le richieste di counselling sono state 323", e' il dato fornito dal sottosegretario Gaglione: "In totale, il Cnt ha finora effettuato oltre 1.400 counselling, di cui 1.350 nel 2006". Le donazioni di cordone, anche a causa del notevoli difficolta' legate al sistema di raccolta, avvengono solo nel 5% dei parti: in tutto, quindi, circa 30 mila l'anno.
(1) L'interrogazione a risposta immediata:
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