Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. 170 in sciopero della fame per Welby e Cnb. 5 malati si autoriducono farmaci

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Intanto ha raggiunto quota 170 il numero di cittadini in sciopero della fame per chiedere che venga data una risposta al co-presidente dell'Associazione Coscioni.
Tra questi ci sono anche cinque malati che sono disposti a ridurre il dosaggio dei farmaci che li tengono in vita.
Si tratta -riferisce una nota dell'associazione- Andrea Trisciuoglio, 'che ridurra' del 50% la somministrazione di interferone per la sclerosi multipla; Denis Diafano che sospendera' la terapia del dolore e gli antiepilettici; Biagio Dell'Acqua che aderisce con un giorno di sciopero della fame pur essendo affetto di sclerosi laterale amiotrofica, Stefano Cappadozzi malato di insufficienza renale cronica che digiunera' il piu' a lungo possibile.
Infine Yasmin Ravaglia, che nonostante sia malata di Osseogenosi imperfetta digiunera' a oltranza'. Tutti quanti, chiedono inoltre al Governo la nomina del nuovo Comitato nazionale di bioetica, scaduto a giugno. Nel frattempo nelle piazze continua la raccolta firme, gia' oltre diecimila, sulla petizione sottoscritta anche dal costituzionalista Stefano Rodota' affinche' il Parlamento faccia una indagine conoscitiva sull'eutanasia clandestina, e vengano calendarizzate le proposte in tema di eutanasia depositate.

LUIGI MANCONI ADERISCE ALL'ASS. COSCIONI PER SOSTENERE WELBY

Per sostenere gli obiettivi dello sciopero della fame promosso dall'associazione Luca Coscioni a sostegno del 'caso Welby', 'ho deciso di iscrivermi all'associazione stessa'. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi.
'Quella di Piergiorgio Welby -afferma Manconi riferendosi al co-presidente dell'associazione che, gravemente malato, chiede gli si 'stacchi la spina'- costituisce una drammatica vicenda umana e, insieme, una importante questione politica.
All'interesse sollevato dal suo messaggio e dalla saggia risposta del Capo dello Stato ha fatto seguito  un progressivo silenzio, che l'ha portato a una condizione di solitudine pubblica'. In questa situazione, prosegue Manconi, 'Welby consuma la sua atroce agonia e cio' che egli definisce il degrado del proprio corpo e della propria persona. Eppure, qualcosa va fatto: per ridurre o interrompere la sua sofferenza e, insieme, offrire una speranza di dignitosa conclusione della propria esistenza a quanti si trovino nella sua stessa condizione'.
Il Parlamento, conclude Manconi, 'deve legiferare per consentire a coloro che possono intervenire (medici e magistrati) di aiutare un uomo a non vedere ulteriormente dissipata la parte che resta della sua vita e della sua identita''.

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