Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. L'aspirina anti-trombosi, uno studio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Somministrata a basse dosi, l'aspirina riduce significativamente il rischio di trombosi in pazienti affetti da policitemia vera, una malattia cronica caratterizzata da un progressivo aumento dei globuli rossi e causata dall'alterato funzionamento delle cellule staminali del midollo emopoietico.
Questi i risultati dello studio pubblicato sul New England Medical Journal il 7 gennaio da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati da Raffaele Landolfi, professore ordinario di Medicina interna dell'Universita' Cattolica di Roma. La trombosi (la formazione di un coagulo nei vasi sanguigni) ostacola la circolazione e puo' essere causa di infarto, ictus, trombosi venosa o embolia polmonare.
Tutte queste complicazioni, abbastanza frequenti nella policitemia vera, si riducono notevolmente con l'uso di aspirina. La sperimentazione di cure efficaci contro la trombosi in patologie particolari come la policitemia, rappresenta, oltre che un importante vantaggio per i pazienti affetti da quelle patologie, anche una opportunita' per comprendere meglio cosa puo' causare o prevenire efficacemente i vari tipi di trombosi nella popolazione generale e nei soggetti con determinate caratteristiche.
Lo studio, ideato all'interno dell'Universita' Cattolica, si e' avvalso per la parte epidemiologica, ed organizzativa del contributo fondamentale del Consorzio Mario Negri Sud.
"Questi risultati -ha affermato il prof. Raffaele Landolfi- indicano un alto rapporto beneficio/rischio dell'impiego dell'aspirina in pazienti affetti da policitemia vera, dimostrando che il suo utilizzo non ha alcuna controindicazione associato alla terapia citotossica specifica per la malattia".
In pazienti policitemici gia' in trattamento con la terapia citoriduttiva standard (l'obiettivo di questa terapia e' quello di abbassare il numero di globuli rossi) l'aggiunta di basse dosi di aspirina (100 mg die) riduce in maniera importante il rischio di morte per cause cardiovascolari, di infarto, di ictus, di embolia polmonare e di trombosi venosa.
L'uso di aspirina nella policitemia vera e' stato per molti anni accuratamente evitato per il timore di emorragie gastrointestinali mentre questo studio ha dimostrato che anche i pazienti policitemici tollerano molto bene basse dosi di aspirina. La policitemia vera e' una patologia causata da un alterato funzionamento delle cellule staminali del midollo che causano una sovrapproduzione di tutte e tre le linee cellulari del sangue -globuli bianchi, rossi e piastrine- come lo stesso nome etimologicamente indica (policitemia significa infatti piu' sangue). E' una patologia relativamente rara che colpisce piu' frequentemente gli uomini rispetto alle donne, tipicamente nella fascia di eta' compresa fra i 40 e gli 80 anni, con un aumento del rischio di trombosi sia arteriose (ictus o attacchi cardiaci) sia venose. Alcuni pazienti sono soggetti a sanguinamenti causati dalle anomalie piastriniche proprie della patologia, ma la principale causa di morte e' la trombosi.
"L'aspirina in questo studio ha dimostrato di poter ridurre la mortalita' cardiovascolare, gli ictus e le trombosi venose di oltre il 50%: un'efficacia sorprendente, superiore a quella che questo farmaco ha dimostrato in altre condizioni", ha spiegato Landolfi.
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