Sabato 6 giugno 2026
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Italia. L'identikit del consumatore di stupefacenti secondo l'Istituto Superiore di Sanita'

Notizia ·
C'e' in Italia un nuovo identikit del consumatore di droga secondo un'indagine dell'Istituto Superiore di Sanita', realizzata in collaborazione con le Regioni italiane, diffusa oggi nel corso di un workshop sul tema "Nuove droghe, nuovi problemi. Sostanze ricreazionali e ricerca di territorio".
Sono le cosiddette "droghe ricreazionali", anfetamina, ecstasi, cocaina, psicofarmaci, LSD a segnare l'aumento maggiore nel consumo di droghe registrato negli oltre 200 Servizi territoriali pubblici e privati censiti dallo studio dell'ISS. Dalla ricerca, che per la prima volta accende i riflettori sul consumo di droghe diverse dall'eroina, viene fuori l'identikit del nuovo consumatore: a rivolgersi ai Servizi e' un uomo che risiede prevalentemente nel Nord, ha circa 28 anni, possiede la licenza media, qualche volta quella professionale e nel 50% dei casi vanta un lavoro stabile.
"La ricerca e' la prima di cosi' ampio respiro -afferma Teodora Macchia, dell'ISS- effettuata nell'ambito dei Servizi territoriali pubblici e privati". Sono stati infatti coinvolti oltre 200 Sert, che rappresentano il 40% di tutte le strutture diffuse in Italia e che coprono circa la meta' del territorio nazionale. Importante anche il campione, composto da 1.911 soggetti dell'eta' media di 27,4 anni, di cui l'86.8% costituito da maschi e il 13.2% da femmine.
"Per la prima volta l'attenzione e' stata focalizzata, non sul classico consumo di eroina, ma sulle droghe ricreazionali: cocaina, ecstasy, ketamina, psicofarmaci, anfetamine, inalanti. I dati confermano un aumento generale del consumo di droghe pari al 4% tra il 1999 e il 2002, come risulta dalla relazione presentata al Parlamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, testimoniando inoltre che l'eroina resta la principale motivazione per cui ci si rivolge al Ser.T..
Aumenta anche del 3% la quota di coloro che ricorrono a queste strutture a causa di una dipendenza specifica da droghe ricreazionali, in primo luogo dalla cocaina, di cui fa uso l'8.7% del campione contro il 4.3% del 1999. Secondo la ricerca, inoltre, i consumatori non sono solo studenti o persone emarginate, ma anche uomini maturi, apparentemente integrati socialmente".
Gli studenti, infatti, rappresentano una percentuale non particolarmente significativa del campione, appena il 6.2%. I disoccupati sono circa il 23%, mentre piu' del 60% ha un'occupazione e quasi la meta' gode addirittura del cosiddetto posto fisso. Una sicurezza questa che caratterizza maggiormente gli uomini (50.7%) rispetto alle donne (30.5%), sebbene poi quest'ultime risultino complessivamente piu' "acculturate", conseguendo nel 22% dei casi la licenza superiore contro il 13% dei maschi. Complessivamente e' con la scuola media che termina il percorso di studi del campione (quasi il 65%).
La discoteca non e' l'unico luogo in cui si assumono droghe ricreazionali. Le percentuali mostrano, a sorpresa, che il consumo avviene molte volte anche in casa: questo e' vero per il 40% degli uomini e il 30% delle donne. Il 15% del campione si droga in strada, il 27% in discoteca e il 20% nei locali pubblici. Circa un soggetto su tre, poi, consuma abitualmente in solitudine.
"Il consumatore tipico, in altre parole non si droga piu' per riuscire a integrarsi nel gruppo o per godere di momenti ricreazionali, ma per sentirsi appagato quando e' solo", spiega Macchia.
La mappa geografica del consumo delle droghe ricreazionali vede primeggiare il Nord-Ovest con un aumento del 6.6% dal 1999 al 2000. In coda il Sud dove ci si droga con le nuove sostanze appena dell'1.7% in piu'. Le zone d'Italia, poi, dove maggiormente si e' assistito a una riduzione del consumo di eroina sono il Nord-Est (-5.1%), il Centro (-3.6%) e le isole (-7%). Nel Sud si e' registrata una diminuzione di appena lo 0.2%, mentre nel Nord-Ovest il consumo di questa sostanza aumenta dell'1%.

La cocaina risulta essere la preferita tra le droghe ricreazionali, scelta maggiormente dagli uomini (73.5%) rispetto alle donne (55.3%): il consumo primario di questa sostanza ha registrato, tra il 1999 e il 2002, un aumento dell'80%, contro il 27% dei cannabinoidi, il 5% dell'eroina e il 4% dell'ecstasy. Un incremento del 17.1% segna, infine, il numero delle persone in trattamento per anfetamine.
Molte volte, inoltre e in momenti diversi, i nuovi consumatori ricorrono a piu' tipi di sostanze, quasi sempre per compensare gli effetti di altre droghe assunte precedentemente. Ad esempio eroina e psicofarmaci sono spesso utilizzate per moderare gli effetti di una serata a base di cocaina ed ecstasy. Non solo: piu' del 20% di chi consuma altre sostanze ricreazionali, preferisce farlo in associazione alla cocaina. Vale a dire che un soggetto su cinque del campione analizzato, mentre si droga con eroina, cannabinoidi, LSD, non disdegna di prendere anche qualche dose di cocaina.
Le sostanze ricreazionali, definite anche sociali perche' la loro assunzione rende nell'immediato piu' socievoli, disinibiti ed euforici, fanno pagare, pero', fin da subito, un prezzo molto alto: depressione, ansia, paranoia, pensieri psicotici, che in alcuni casi spingono al desiderio di morte.
La ricerca ISS ha evidenziato come una persona su cinque, tra coloro che fanno uso di sostanze ricreazionali, rimane vittima di un evento traumatico che, nella maggior parte dei casi, e' un incidente stradale, una rissa o un tentativo di suicidio. Con risvolti drammatici, quindi, non solo per la salute psico-fisica dell'individuo, ma anche per la sicurezza sulle strade e per quella delle altre persone.
E' stato calcolato che il 20% di coloro che si rivolgono ai Servizi subisce, secondo le loro stesse parole, "eventi traumatici direttamente riconducibili all'assunzione di sostanze ricreazionali", con un triste primato femminile, che vede le donne vittime di tali eventi nel 21,3% dei casi contro il 19,7% degli uomini. I piu' frequenti sono gli incidenti stradali pari al 38% del totale dei traumi presi in considerazione (346), seguiti da malori di vario tipo (30,4%), dalle risse (21,2%) e dai tentativi di suicidio (14,8%), che registrano, tra questi soggetti, un tasso 36 volte superiore a quello riscontrato nella popolazione generale. Nel 7,2% dei casi, poi, si tratta di cadute e nell'1,2% di incidenti sul lavoro. La percentuale di eventi traumatici, infine, cresce in coloro che hanno sofferto di disturbi psichiatrici e che rappresentano il 16,5% di chi si rivolge ai Servizi. Tra questi il 21,6% sono donne e il 15,7% uomini.
Per quanto riguarda la classifica delle sostanze piu' 'colpevoli', l'indagine ha evidenziato come la cocaina sia di gran lunga la maggiore responsabile di tutti i vari tipi di incidenti.

Dalla ricerca emergono alcune differenze di genere nel rapporto con le droghe ricreazionali. Viene fuori, in particolare, che le donne usano sostanze psicotrope, soprattutto cocaina, psicofarmaci e alcol, anche combinati tra loro, per combattere la depressione, lo stress, i disturbi della personalita'.
Una sorta di automedicazione, di cui pero', sperimentano maggiormente gli effetti collaterali: irritabilita', insonnia, mal di testa, senso di soffocamento e di morte imminente, psicosi, paranoia. Abusano di queste sostanze maggiormente quando sono sole in casa, diventano tossicodipendenti generalmente piu' tardi dell'uomo, ma una volta fatta l'esperienza degli stupefacenti, tendono a incrementarne significativamente i consumi e presentano maggiori difficolta' nel recupero. Se poi hanno un partner forte assuntore, sono pronte ad adottare comportamenti piu' rischiosi.
La ricerca ha inoltre evidenziato che l'aggressivita', appannaggio esclusivo fino a poco tempo fa degli uomini, sembra caratterizzare sempre piu' gli atteggiamenti femminili: in 154 episodi di rissa, direttamente riconducibili all'assunzione di cocaina, 100 hanno avuto come protagonista proprio il gentil sesso. Si tratta di un dato nuovo, tra l'altro confermato anche dalle dichiarazioni dei gestori delle discoteche che negli ultimi anni hanno sottolineato come sempre piu' spesso ad alzare la voce e a "far a botte" all'interno del locale siano appunto le donne.
E' stato, inoltre, constatato che le donne resistono di piu' agli interventi adottati dai servizi per il recupero. Se e' vero, infatti, come ha mostrato la ricerca, che ad ogni donna che si rivolge al Sert per lamentare problemi legati all'assunzione di sostanze ricreazionali corrispondono sei uomini, e' altrettanto vero che cio' accade poiche' esse sono piu' restie a chiedere aiuto. Molto spesso, poi, non trovano nei servizi gli approcci terapeutici specificamente indirizzati alle peculiarita' del loro "esser donna", essendo questi standardizzati e indifferentemente orientati a un'utenza sia di tipo maschile che femminile. Tutto cio' spiegherebbe anche perche' le donne fatichino maggiormente rispetto agli uomini a uscire dal "tunnel". A queste difficolta', infine, si aggiunge la riprovazione sociale: la ricerca mostra che la collettivita' e' poco disposta a "perdonare" una donna che si droga, rispetto a un uomo caduto nel medesimo problema, soprattutto quando il consumo e' occasionale e non si traduce in patologia.
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