Italia. La 'ndrangheta leader nel narcotraffico
La settimana scorsa l'operazione del Ros dei carabinieri con oltre 140 arresti, oggi quelle di Polizia e Guardia di finanza con altre decine di persone ammanettate: la 'ndrangheta si conferma sempre piu' come l'organizzazione criminale italiana piu' potente nel panorama internazionale.Un potere che consente alle cosche calabresi di svolgere un ruolo praticamente egemone nel narcotraffico controllando le rotte che portano la droga, in particolare cocaina, dai paesi del centro America all'Italia e all'Europa via Spagna.
Le ordinanze emesse dal Gip di Reggio Calabria al termine delle due indagini, confluite in due operazioni in contemporanea per evitare fughe di indagati comuni e coordinate dai sostituti procuratori della Dda Francesco Mollace e Nicola Gratteri, sono state una quarantina: undici le hanno eseguite i finanzieri del Goa, 31 gli investigatori della squadra mobile di Reggio che si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi di varie regioni. L'accusa per tutti e' associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e riciclaggio, ma il filone seguito dalla squadra mobile ha permesso anche di fare luce su due delitti commessi a Reggio ed a Madrid, di sequestrare, nel corso dell'indagine, ingenti quantitativi di armi e droga, di sventare un tentativo di evasione in Spagna ed un tentativo di rivolta in un carcere ecuadoriano.
Al centro delle inchieste il boss del narcotraffico Santo Maesano, di 47 anni, estradato lo scorso anno dalla Spagna, dove era latitante e da dove reggeva le fila dei collegamenti con i narcos venezuelani e del cartello di Medellin. Elemento di spicco del clan Paviglianiti-Pangallo-Maesano-Favasuli, Maesano si rese latitante nel 1998 approfittando della scarcerazione per decorrenza dei termini. Amante della vita mondana e dei locali notturni piu' raffinati, fu localizzato in Spagna nel 2001 ed arrestato l'anno successivo dal Goa mentre giocava a tennis in uno dei circoli piu' esclusivi di Palma di Maiorca.
Dell'importanza dell'uomo nell'organizzazione, gli investigatori della squadra mobile reggina ne hanno avuto riprova pochi mesi piu' tardi, quando hanno saputo dell'invio in Spagna di un commando che avrebbe dovuto tentare di liberare il boss durante le fasi dell'estradizione in Italia. La segnalazione permise alla polizia spagnola di preparare un rigido servizio di sicurezza che scongiuro' l'assalto. Non solo. Gli investigatori italiani hanno anche sventato, nell'agosto 2003, una rivolta nel carcere di Quito (Ecuador) dove erano detenuti numerosi narcotrafficanti italiani.
Gli omicidi su cui e' stata fatta luce sono quelli di Gaetano Sgro', ucciso il 5 dicembre 2001 a Reggio Calabria (Santo Maesano e' accusato di essere il mandante) e di Carlos Nicholls Posada, colombiano, ucciso il 15 aprile 2002 a Madrid da un connazionale per ritorsione contro i fornitori colombiani per una partita di cocaina considerata di pessima qualita'.
L'operazione "Zappa" condotta la notte scorsa dalla Polizia di Stato contro un gruppo di narcotrafficanti "investe, dopo quella fatta dai carabinieri, la Calabria come centro di smistamento della droga dimostrando come la 'ndrangheta abbia assunto veramente la veste di capofila della nostre organizzazioni criminali". A sostenerlo e' stato il procuratore nazionale antimafia, Piero Luigi Vigna.
"Sono molto soddisfatto di questa operazione che ha visto l'esecuzione di 31 misure di custodia cautelare in carcere e un impegno molto forte sia della Dda di Reggio Calabria, ed in particolare del sostituto procuratore Francesco Mollace, sia della Questura reggina. Il questore Vincenzo Speranza anche questa volta ha dimostrato una grossa attivita"'.
"Il dato significativo dell'operazione e' quello dell'estensione sul territorio, non solo nazionale, quindi Reggio, Roma, Milano, Como, Brescia, Torino, Pisa, Pistoia, Prato, Parma, Caserta e Potenza, ma anche internazionale. L'operazione ha interessato, sotto il profilo investigativo, territori di altri Stati come Spagna, Francia, Marocco, Colombia, Peru', Ecuador, Venezuela. C'e' stata una grossa collaborazione anche a livello internazionale e la cattura di persone molto importanti in questo panorama di diffusione della droga. Non solo. Oltre alla droga, cocaina ed hashish sono state sequestrate anche armi ed esplosivi".
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