Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. La 'seconda generazione' chiede diritto di voto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Parlano italiano, magari in romanesco o napoletano, si incontrano nei self service per mangiare la piazza ma non possono votare, fare il servizio civile volontario nazionale, accedere ai concorsi pubblici. Sono gli immigrati della seconda generazione, quelli nati e cresciuti in Italia, figli di extracomunitari arrivati a Roma, Milano, Napoli o Bologna negli anni '80, che italiani si sentono a tutti gli effetti ma che non godono del diritto di cittadinanza. Per questo hanno deciso di riunirsi nella rete chiamata "G2" ovvero generazioni seconde, per darsi voce. Oggi, nella sede della casa internazionale delle donne in via della Lungara a Roma, si apre il loro primo 'workshop' per discutere dei diritti negati ai figli di immigrati senza passaporto italiano e analizzare insieme le proposte per una nuova legge o modifica della legge italiana per i nati in Italia e un percorso preferenziale per ottenere la cittadinanza per chi e' arrivato piccolissimo nella penisola.
"G2 nasce a Roma nel 2005, la maggior parte di noi e' cresciuta nella Capitale ma ci teniamo in contatto attraverso il nostro blog con le altre citta'", spiega Paola Baudet Vivanco, 32 anni, cilena di origine, ma cresciuta in Italia. La sua e' una storia come tante. Passaporto straniero, ha studiato in Italia, fa la giornalista ma non puo' iscriversi all'albo pur esercitando la professione in testate italiane.
Assieme a lei ci sono Maia, Mohamed, Alicia e tanti altri, sulla carta africani, asiatici, latino-americani, nei fatti italiani. Quello che ripetono nei loro interventi ha una costante: difficolta' per rinnovare o ottenere il permesso di soggiorno, difficolta' ad ottenere la cittadinanza, accesso negato a tutto cio' per il quale e' necessario essere italiani.
"Abbiamo iniziato ad incontrarci nei self service della stazione Termini- racconta Paola- confrontando le nostre esperienze abbiamo capito che i problemi erano gli stessi e per questo l'anno scorso abbiamo dato vita a 'G2'. Tutti parlano del problema della cittadinanza, ma nessuno da' voce ai diretti interessati. Ecco noi vogliamo che ci sia data la possibilita' di fare proposte anche per modificare le leggi e speriamo di trasformarci da rete informale a vera e propria associazione pere difendere i nostri diritti".
A discutere con loro ci sono 2 esperti di problemi dell'immigrazione e l'assessore capitolino all'universita' e alle politiche giovanili Jean Leonard Touadi. "Come si fa a chiamare immigrati bambini che non si sono mai mossi da Roma- dice l'assessore capitolino. E' una cosa folle che in un Paese come il nostro non si permetta di concedere cittadinanza a bambini che qui sono cresciuti e si sono formati. Non possiamo lasciarli in questo limbo giuridico".

"Non possiamo piu' dire 'abbiate pazienza' ai figli di immigrati che nascono o crescono in Italia. Se vogliamo impedire che Roma conosca i problemi delle banlieu parigine, dobbiamo occuparci delle seconde generazioni". Cosi' l'assessore capitolino all'Universita' e alle politiche giovanili Jean Leonard Touadi, parlando a margine del workshop di 'G2- generazioni seconde'.
"La prima generazione e' fisiologico che 'abbozzi'", spiega usando un termine romanesco l'assessore di origine congolese in Italia da quando aveva diciannove anni per studiare all'universita' di Roma e oggi docente di Cultura dei paesi di lingua francese. "Voglio dire- prosegue Touadi- che le prime generazioni di immigrati sono piu' disposte al sacrificio. I loro figli no, perche' nascono qui, qui vanno a scuola e apprendono i nostri modelli, quindi le loro aspettative sono del tutto diverse da quelle dei genitori".
Per evitare a questi ragazzi "di vivere il disagio della 'doppia appartenenza' che puo' portare a problemi e tensioni- conclude l'assessore- dobbiamo rendere questa 'doppia appartenenza' una risorsa per l'Italia".
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