Martedì 9 giugno 2026
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Italia. 'Terri Schiavo e l'umano nascosto-La medicina tecnologica e lo stato vegetativo'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non c' e' stata una sola Terri Schiavo, la donna americana in stato vegetativo per anni e poi morta come chiesto dal marito, mentre la famiglia di lei avrebbe preferito continuare a prendersene cura, perche' ci sono tanti casi analoghi anche in casa nostra. Li racconta il libro 'Terri Schiavo e l'umano nascosto-La medicina tecnologica e lo stato vegetativo' (Societa' editrice fiorentina, 9 euro, pagine 110) uscito in questi giorni in concomitanza con l' ottava Giornata dei risvegli (che si svolge proprio oggi) e dedicata appunto ai disabili in stato vegetativo.
Lo ha scritto Giovanni Battista Guizzetti, medico geriatra e responsabile di un reparto per pazienti in stato vegetativo al Centro Don Orione di Bergamo, che fa parte del gruppo dei 37 esperti scelti dall'ufficio di presidenza della commissione sanita' del Senato per discutere in Parlamento la questione del 'testamento biologico'. Una vicenda tornata prepotentemente attuale dopo la richiesta di Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, di essere lasciato morire.
Guizzetti, come si legge nella prefazione di Adriano Pessina, direttore del Centro di bioetica della facolta' di medicina di Roma, sottopone a critica l'espressione 'stato vegetativo' e ricorda che, mentre molti discutono di eutanasia e di accanimento terapeutico ed emettono verdetti di vita o di morte, spesso si dimenticano di comprendere le condizioni concrete di queste persone che hanno accanto.
'Nessuno e' ancora riuscito a dimostrare che questi soggetti sono sempre e del tutto privi di coscienza -scrive Guizzetti- e di fronte ad una persona che si trova in questa condizione la prima e vera domanda a cui rispondere e' quale sia il bene che desideriamo per lei'.
Parlando della sua esperienza decennale al Centro Don Orione, Guizzetti conclude dicendosi convinto che 'nessuna funzione o qualita' puo' aumentare anche solo di un briciolo il valore sostanziale di ogni essere umano che tanto piu' urgentemente va riconosciuto tanto maggiore e' la condizione di debolezza in cui si trova'.
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