Italia. L'uso delle droghe mette in rilievo i disturbi della personalita'
La vecchia distinzione tra tossicodipendenti e 'persone normali', tipica dell'immaginario collettivo degli italiani, starebbe per tramontare. Un preoccupante segnale in questo senso, infatti, giunge da Milano, dove si diffondono sempre piu' i disturbi della personalita' legati al consumo insospettabile di sostanze: atteggiamenti aggressivi, scelte sconsiderate, talvolta vere e proprie 'sindromi psichiatriche'. Il fenomeno, di cui si e' parlato ieri, in Questura, nel corso di una relazione sulla lotta al narcotraffico, e' stato confermato dall'azienda sanitaria del capoluogo lombardo."L'uso diffuso di cocaina ed ecstasy, di anfetamine, metanfetamine e farmaci -spiega Riccardo Gatti, psichiatra e direttore del dipartimento dipendenze patologiche dell'Asl Citta' di Milano- puo' mettere in rilievo disturbi della personalita' che gia' ci sono, o farli nascere. A preoccupare non sono solo gli stupefacenti ma anche le sostanze legali come l'alcol, i medicinali ansiolitici ed antidepressivi, i farmaci dopanti. Sostanze di cui decine di migliaia di persone fanno uso e spesso abuso". L'assunzione di questi composti, quindi, si tradurrebbe in una serie di atteggiamenti aggressivi, in disturbi della personalita', e talvolta anche in psicosi gravi. "E quello che piu' rende subdolo questo consumo e' il fatto di essere considerato innocuo dalla stragrande maggioranza delle persone, che non si sentono 'drogate' ma che di fatto reagiscono in modo alterato ai normali stimoli.
"Non c'e' solo l'aggressivo o l'agitato -spiega il medico di un Sert- ma anche chi, semplicemente, fa scelte sconclusionate sul lavoro, compie investimenti azzardati, guida in modo imprudente. E piu' le cose vanno male, piu' queste persone riterranno utile farsi aiutare da farmaci, alcol, stupefacenti, con l'effetto di aggravare ancor di piu' la situazione".
"Questo fenomeno e' l'effetto di un'onda lunga iniziata anni e anni fa -spiega ancora Gatti-. Allora non era visibile, perche' chi si drogava stava male e si vedeva, veniva individuato subito, mentre gli altri, quelli solamente 'un po' fuori', erano talmente pochi da essere ritenuti nella media fisiologica della societa'. Solo ora, con il diffondersi dei casi iniziamo a renderci conto che tante persone vivono male, anche se in un modo, per cosi' dire, socialmente compatibile, e quindi sommerso. Anche il consumo di hashish non deve essere sottovalutato. Non e' una questione di proibizionismo o legalizzazione: molteplici studi dimostrano ormai in modo inequivocabile che il vizio della 'canna', negli anni, quindi in eta' matura, puo' portare anche disturbi psicologici gravi".
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