Italia. I 40 anni della comunita' di don Gelmini: intervengono Casini, Fini e Prestigiacomo
E' doveroso, secondo il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, rispondere alle aspettative di sostegno necessario alla rete di solidarieta' che in Italia, con 1.325 strutture si occupa del recupero dalla tossicodipendenza.
Nel discorso con cui Casini oggi pomeriggio a Molino Silla di Amelia ha celebrato i 40 anni di attivita' della Comunita' incontro di don Pierino Gelmini, molti sono stati i passaggi in cui il presidente della Camera ha ribadito che la droga e' un "cancro della societa' intera" e che "non c'e' spazio per una politica che si rassegni ad una facile legalizzazione". Casini ha invitato quindi la politica ad "affrontare a viso aperto questo nemico", con investimenti nella prevenzione e nel sostegno concreto alle famiglie e soprattutto valorizzando quella che ha definito una "straordinaria rete di strutture di intervento, sia pubbliche che private, che sono impegnate nel recupero". Infine Casini ha fatto rilevare che "a 40 anni dalla sua fondazione, la Comunita' incontro e' diventata la famiglia di migliaia di giovani perduti nella tossicodipendenza e recuperati alla vita e ad una esistenza dignitosa".
Ad Amelia c'era anche il vice-presidente del Consiglio dei ministri, Gianfranco Fini. Le comunita' di recupero dalla tossicodipendenza "svolgono un ruolo sociale di grande rilievo" e il Governo "sta lavorando per metterle nelle condizioni di operare al meglio". Nei confronti della lotta alla droga, "vale sempre la triplice parola d'ordine: prevenire, recuperare e reprimere. Uno dei primi atti del nostro Governo e' stato quello di istituire un commissario per il coordinamento delle politiche antidroga". Il vicepremier ha spiegato che la prevenzione in questo ambito riguarda scuola, informazione e sanita', mentre per il recupero ha ribadito che svolgono un ruolo centrale le comunita'. "Ma quando si parla di droga, la parola repressione va usata per combattere spaccio e narcotraffico". Il Governo ha gia' autorizzato le Asl ad usufruire delle comunita' di recupero in alternativa ai Sert. Ma secondo Fini non bisogna demonizzare le strutture pubbliche: "anch'esse vanno messe nelle condizioni di superare la sola terapia di mantenimento, operando al meglio anche per il recupero dei tossicodipendenti". Il Governo "sta attuando quanto era scritto nel programma", e si sta confrontando sulla riforma della legge contro le tossicodipendenze.
"Sono qui col cuore per ringraziare Don Gelmini che da quel lontano febbraio 1963 rappresenta un punto di riferimento di una strategia vincente contro le tossicodipendenze ed il disagio sociale. La strategia che Don Pierino ha attuato e diffuso in centinaia di centri in Italia e nel mondo e' la strategia dell'amore verso il prossimo. Amore come strumento fortissimo di emancipazione umana e sociale". Con queste parole e' intervenuta il Ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo.
"In quel 'vieni con me, ti porto a casa mia' con cui Don Gelmini, all'epoca un monsignore del Vaticano, accolse 40 anni fa la richiesta di aiuto di un uomo sofferente, stava gia' la scelta di condividere, di capire, assistere, aiutare il prossimo senza giudicarlo, ma indicandogli una strada comune di amore. Don Pierino Gelmini ha dimostrato che si puo' incidere, che si possono cambiare le cose, che si possono salvare centinaia di giovani ogni anno dall'inferno della droga e dalla prostituzione essendo 'un prete di strada', come egli stesso ama definirsi. Io trovo che acquisisca sempre maggiore spessore l'esempio di chi alla condanna retorica preferisce l'azione sul campo, di chi piuttosto che denunciare i problemi preferisce affrontarli e provare a risolverli con le armi della concretezza e del costante impegno civile. Per questo chi governa ha trovato sempre in Don Gelmini un interlocutore importante. A lui, come adesso a noi, interessa risolvere i problemi. Ma questa giornata, per noi che abbiamo responsabilita' di Governo, non puo' e non deve essere solo una occasione per celebrare il lavoro di una persona che ha fatto storia nel campo della solidarieta'. Questa giornata deve essere anche l'occasione per guardare avanti, per confermare e rafforzare un impegno forte -che questo Governo ha gia' assunto, ma che qui vogliamo ribadire- per sostenere le esperienze ed il modello delle comunita' nella lotta al disagio e nel contrasto delle tossicodipendenze. Per troppo tempo nel nostro Paese si sono confrontate due culture: quella statalista e quella del volontariato cattolico e laico che rivendicava i risultati delle comunita'. Oggi il valore dell'esperienza, ormai storica, delle comunita' e' stato riconosciuto in pieno e la strategia del Governo nella lotta alla droga assegna a queste realta' un ruolo centrale".
Nel discorso con cui Casini oggi pomeriggio a Molino Silla di Amelia ha celebrato i 40 anni di attivita' della Comunita' incontro di don Pierino Gelmini, molti sono stati i passaggi in cui il presidente della Camera ha ribadito che la droga e' un "cancro della societa' intera" e che "non c'e' spazio per una politica che si rassegni ad una facile legalizzazione". Casini ha invitato quindi la politica ad "affrontare a viso aperto questo nemico", con investimenti nella prevenzione e nel sostegno concreto alle famiglie e soprattutto valorizzando quella che ha definito una "straordinaria rete di strutture di intervento, sia pubbliche che private, che sono impegnate nel recupero". Infine Casini ha fatto rilevare che "a 40 anni dalla sua fondazione, la Comunita' incontro e' diventata la famiglia di migliaia di giovani perduti nella tossicodipendenza e recuperati alla vita e ad una esistenza dignitosa".
Ad Amelia c'era anche il vice-presidente del Consiglio dei ministri, Gianfranco Fini. Le comunita' di recupero dalla tossicodipendenza "svolgono un ruolo sociale di grande rilievo" e il Governo "sta lavorando per metterle nelle condizioni di operare al meglio". Nei confronti della lotta alla droga, "vale sempre la triplice parola d'ordine: prevenire, recuperare e reprimere. Uno dei primi atti del nostro Governo e' stato quello di istituire un commissario per il coordinamento delle politiche antidroga". Il vicepremier ha spiegato che la prevenzione in questo ambito riguarda scuola, informazione e sanita', mentre per il recupero ha ribadito che svolgono un ruolo centrale le comunita'. "Ma quando si parla di droga, la parola repressione va usata per combattere spaccio e narcotraffico". Il Governo ha gia' autorizzato le Asl ad usufruire delle comunita' di recupero in alternativa ai Sert. Ma secondo Fini non bisogna demonizzare le strutture pubbliche: "anch'esse vanno messe nelle condizioni di superare la sola terapia di mantenimento, operando al meglio anche per il recupero dei tossicodipendenti". Il Governo "sta attuando quanto era scritto nel programma", e si sta confrontando sulla riforma della legge contro le tossicodipendenze.
"Sono qui col cuore per ringraziare Don Gelmini che da quel lontano febbraio 1963 rappresenta un punto di riferimento di una strategia vincente contro le tossicodipendenze ed il disagio sociale. La strategia che Don Pierino ha attuato e diffuso in centinaia di centri in Italia e nel mondo e' la strategia dell'amore verso il prossimo. Amore come strumento fortissimo di emancipazione umana e sociale". Con queste parole e' intervenuta il Ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo.
"In quel 'vieni con me, ti porto a casa mia' con cui Don Gelmini, all'epoca un monsignore del Vaticano, accolse 40 anni fa la richiesta di aiuto di un uomo sofferente, stava gia' la scelta di condividere, di capire, assistere, aiutare il prossimo senza giudicarlo, ma indicandogli una strada comune di amore. Don Pierino Gelmini ha dimostrato che si puo' incidere, che si possono cambiare le cose, che si possono salvare centinaia di giovani ogni anno dall'inferno della droga e dalla prostituzione essendo 'un prete di strada', come egli stesso ama definirsi. Io trovo che acquisisca sempre maggiore spessore l'esempio di chi alla condanna retorica preferisce l'azione sul campo, di chi piuttosto che denunciare i problemi preferisce affrontarli e provare a risolverli con le armi della concretezza e del costante impegno civile. Per questo chi governa ha trovato sempre in Don Gelmini un interlocutore importante. A lui, come adesso a noi, interessa risolvere i problemi. Ma questa giornata, per noi che abbiamo responsabilita' di Governo, non puo' e non deve essere solo una occasione per celebrare il lavoro di una persona che ha fatto storia nel campo della solidarieta'. Questa giornata deve essere anche l'occasione per guardare avanti, per confermare e rafforzare un impegno forte -che questo Governo ha gia' assunto, ma che qui vogliamo ribadire- per sostenere le esperienze ed il modello delle comunita' nella lotta al disagio e nel contrasto delle tossicodipendenze. Per troppo tempo nel nostro Paese si sono confrontate due culture: quella statalista e quella del volontariato cattolico e laico che rivendicava i risultati delle comunita'. Oggi il valore dell'esperienza, ormai storica, delle comunita' e' stato riconosciuto in pieno e la strategia del Governo nella lotta alla droga assegna a queste realta' un ruolo centrale".
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