Italia. Il 71% dei farmaci oppioidi nei cerotti
In Italia il 28% delle confezioni di farmaci oppioidi forti commercializzati per la cura del dolore moderato-severo si riferisce a farmaci con formulazione orale, mentre il mercato risulta dominato da quelli transdermici, in cerotto (71%).
Sono dati che contrastano con le Linee Guida di OMS e EAPC (associazione europea cure palliative), secondo cui la via di somministrazione di prima scelta deve essere quella orale, definita efficace ed agevole.
E' quanto emerge dalla ricerca condotta dal Centro Studi Mundipharma -azienda che commercializza farmaci oppiacei- sul consumo dei principali 'oppioidi forti' utilizzati nella terapia del dolore (ossicodone CR, morfina CR, ossicodone+ paracetamolo, fentanyl TTS e buprenorfina transdermica), su dati IMS Healthcare relativi al realizzo dell'industria farmaceutica nell' anno 2006.
In base alla ricerca, le province di Padova, Perugia e Biella risultano le realta' piu' attente all'applicazione delle Linee Guida (dal momento che consumano la stessa quantita' di confezioni di oppioidi orali e transdermici), ma sono ancora lontane dalla corretta applicazione delle raccomandazioni ufficiali.
Tra le dieci citta' piu' 'virtuose' rientrano anche Milano, Aosta e Sassari. All'altro estremo della speciale classifica, si collocano Teramo, Benevento, Crotone e Isernia, con un consumo di oppioidi transdermici che costituisce piu' del 90% del mercato. Il divario si acuisce andando a misurare il dato a valori, dal momento che i preparati transdermici sono mediamente piu' costosi degli oppioidi orali: a Biella, Padova e Vicenza le formulazioni orali impegnano solo poco piu' del 30% della spesa relativa agli oppioidi forti, mentre a Matera, Avellino, Isernia, Teramo e Crotone quasi il 95% delle risorse e' utilizzato per l'acquisto di preparati transdermici.
Sono dati che contrastano con le Linee Guida di OMS e EAPC (associazione europea cure palliative), secondo cui la via di somministrazione di prima scelta deve essere quella orale, definita efficace ed agevole.
E' quanto emerge dalla ricerca condotta dal Centro Studi Mundipharma -azienda che commercializza farmaci oppiacei- sul consumo dei principali 'oppioidi forti' utilizzati nella terapia del dolore (ossicodone CR, morfina CR, ossicodone+ paracetamolo, fentanyl TTS e buprenorfina transdermica), su dati IMS Healthcare relativi al realizzo dell'industria farmaceutica nell' anno 2006.
In base alla ricerca, le province di Padova, Perugia e Biella risultano le realta' piu' attente all'applicazione delle Linee Guida (dal momento che consumano la stessa quantita' di confezioni di oppioidi orali e transdermici), ma sono ancora lontane dalla corretta applicazione delle raccomandazioni ufficiali.
Tra le dieci citta' piu' 'virtuose' rientrano anche Milano, Aosta e Sassari. All'altro estremo della speciale classifica, si collocano Teramo, Benevento, Crotone e Isernia, con un consumo di oppioidi transdermici che costituisce piu' del 90% del mercato. Il divario si acuisce andando a misurare il dato a valori, dal momento che i preparati transdermici sono mediamente piu' costosi degli oppioidi orali: a Biella, Padova e Vicenza le formulazioni orali impegnano solo poco piu' del 30% della spesa relativa agli oppioidi forti, mentre a Matera, Avellino, Isernia, Teramo e Crotone quasi il 95% delle risorse e' utilizzato per l'acquisto di preparati transdermici.
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