Italia. Abruzzo. Regione: stranieri sono risorsa e non emergenza
Affrontare, in termini culturali e strutturali, il tema dell'immigrazione perche' da emergenza venga vissuto e sviluppato come una risorsa che possa contribuire a far crescere il Paese: questa, come sottolinea un comunicato della Regione Abruzzo, la 'mission' che si propone di raggiungere il viaggio attraverso l'Italia dell'immigrazione avviato dal ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero e del sottosegretario Cristina De Luca, che oggi, in Abruzzo, registra la sua quinta tappa, con la Conferenza regionale dell'immigrazione.
'Un viaggio', come ha spiegato lo stesso Ferrero, 'che sviluppi la discussione sul tema della immigrazione e che parta dai problemi reali vissuti dalle singole realta' regionali'.
Sono oltre 3 milioni gli immigrati residenti in Italia (42.250 in Abruzzo): a questo numero si devono aggiungere circa 500 mila irregolari (secondo Caritas), oppure circa 700 mila (secondo Eurispes). 'Un fenomeno', secondo la sottosegretaria De Luca, 'che non puo' piu' essere ignorato o considerato solo nella sua parte legata agli sbarchi clandestini, alle irregolarita' e alle emergenza, ma che deve essere comunicato in termini positivi'.
Per modificare l'approccio culturale e strutturale nei confronti di queste tematiche, e' necessario disporre di una normativa che renda possibili queste soluzioni: 'Ognuno di noi che ha a che fare con questi temi', ha detto l'assessore Mura, 'avverte la necessita' di cambiare la legge 'Bossi-Fini' che crea solo illegalita''.
La delegazione ministeriale ha incontrato gli assessori Mazzocca, Fabbiani e Srour, i rappresentanti delle quattro prefetture abruzzesi (che hanno presentato un dossier sull'immigrazione in Abruzzo), nonch, i rappresentanti della Caritas, delle associazioni iscritte all'albo regionale degli immigrati, dell'associazione 'On the road' di Martinsicuro, di Anci e Upa, delle organizzazioni sindacali e di quelle datoriali. Nel suo intervento, l'assessore Mura ha ricordato che L'Abruzzo affronta il fenomeno dell'immigrazione con un grande senso di civilta' accogliendo i lavoratori stranieri come una risorsa, 'proprio come noi lo siamo stati per i paesi europei'. 'Al di la' di una serie di politiche attivate, la Regione non ha voluto il Centro di accoglienza temporanea a Preturo, perche' se vogliamo fare interculturalita' ed evitare sacche di disagio sociale, non possiamo relegare nelle prigioni questi lavoratori stranieri'.
'Un viaggio', come ha spiegato lo stesso Ferrero, 'che sviluppi la discussione sul tema della immigrazione e che parta dai problemi reali vissuti dalle singole realta' regionali'.
Sono oltre 3 milioni gli immigrati residenti in Italia (42.250 in Abruzzo): a questo numero si devono aggiungere circa 500 mila irregolari (secondo Caritas), oppure circa 700 mila (secondo Eurispes). 'Un fenomeno', secondo la sottosegretaria De Luca, 'che non puo' piu' essere ignorato o considerato solo nella sua parte legata agli sbarchi clandestini, alle irregolarita' e alle emergenza, ma che deve essere comunicato in termini positivi'.
Per modificare l'approccio culturale e strutturale nei confronti di queste tematiche, e' necessario disporre di una normativa che renda possibili queste soluzioni: 'Ognuno di noi che ha a che fare con questi temi', ha detto l'assessore Mura, 'avverte la necessita' di cambiare la legge 'Bossi-Fini' che crea solo illegalita''.
La delegazione ministeriale ha incontrato gli assessori Mazzocca, Fabbiani e Srour, i rappresentanti delle quattro prefetture abruzzesi (che hanno presentato un dossier sull'immigrazione in Abruzzo), nonch, i rappresentanti della Caritas, delle associazioni iscritte all'albo regionale degli immigrati, dell'associazione 'On the road' di Martinsicuro, di Anci e Upa, delle organizzazioni sindacali e di quelle datoriali. Nel suo intervento, l'assessore Mura ha ricordato che L'Abruzzo affronta il fenomeno dell'immigrazione con un grande senso di civilta' accogliendo i lavoratori stranieri come una risorsa, 'proprio come noi lo siamo stati per i paesi europei'. 'Al di la' di una serie di politiche attivate, la Regione non ha voluto il Centro di accoglienza temporanea a Preturo, perche' se vogliamo fare interculturalita' ed evitare sacche di disagio sociale, non possiamo relegare nelle prigioni questi lavoratori stranieri'.
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