Italia. Accuse ed incoraggiamenti al ministro Turco per ricorso al Consiglio di Stato sulla cannabis
"Se i Dico sono considerati una questione che attiene alla coscienza, ritengo che cio' valga ancora di piu' per il tema della droga, che influisce in maniera determinante sulla salute e spesso sulla vita di migliaia di giovani". A dichiararlo Silvana Mura, deputata di Idv, che aggiunge: "Su questo tema non si puo' procedere in maniera ideologica e aprioristica". La sospensione del decreto Turco "sia l'occasione di una generale riflessione sull'impostazione da dare alla politica sulla droga e le tossicodipendenze, anche perche' in questa direzione andava un ordine del giorno approvato in Senato ben prima della sospensiva adottata dal Tar".Il modo migliore per fronteggiare la droga, spiega Mura, "e' individuare un mix virtuoso tra prevenzione, contrasto e decriminalizzazione di alcuni comportamenti in rigoroso ordine di priorita', e iniziare l'opera innalzando il limite per il consumo di cannabis- conclude l'esponente di Idv- non ci sembra certo in linea con questa impostazione".
"La decisione del Tar mi sorprende. Il decreto Turco era molto equilibrato e sbloccava una situazione non facile, anche se riguardava solo un aspetto della materia". Lo afferma a "Il Mattino" don Luigi Ciotti che intervenendo sulla bocciatura del Tar del Lazio che ha messo uno stop al decreto sulla droga, aggiunge: "Ora bisogna impostare una strategia piu' ampia di contrasto alla droga con un raggio di azione a 360 gradi".
"Si deve puntare soprattutto -prosegue- sull'educazione e sulla prevenzione". Per don Ciotti, inoltre la legge Fini-Giovanardi e' un buon punto di partenza e "non si deve ripartire da zero. E ora fa bene il ministro Turco a presentare ricorso contro la bocciatura del decreto attuativo di quella normativa. Non possiamo criminalizzare le persone piu' deboli".
"Non e' tutto da rifare -ribadisce- ma va certamente attuato un disegno di legge piu' ampio considerando che in questi anni non siamo riusciti ad essere piu' efficaci. La domanda e l'offerta di droga non sono mai diminuite".
"Non gioisco affatto e non credo proprio che il giudizio del Tarsia contro il ministro della Salute Livia Turco". Lo dice al 'Messaggero' Enzo Carra (Margherita), dicendosi comunque "lieto che si metta la parola fine all'impostazione ideologica su un tema cosi' serio come quello della tossicodipendenza".
Secondo Carra, "se il centrodestra ha varato un provvedimento che punta sulla repressione, il centrosinistra si sente in obbligo di dimostrare tutto il contrario, promuovendo una legge piu' comprensiva e permissiva. Ma cosi' non si va da nessuna parte", afferma il deputato della Margherita e aggiunge: "non si puo' passare da 'indietro tutta' a 'avanti tutta' solo per motivi ideologici".
"Con altri senatori del centrosinistra votammo un ordine del giorno che invitava il ministro a ripensare la sua decisione di alzare le quantita' di droga che motivano l'arresto". Lo ricorda Antonio Polito in un'intervista al 'Corriere della Sera', rilevando che ora "siamo di fronte a una gran confusione istituzionale" e dicendosi comunque "contrario alle leggi fatte dal Tar".
Se fosse nei panni del ministro della Salute Livia Turco, il senatore della Margherita dice che non prenderebbe "la sospensiva del Tar come uno sfregio personale. Piuttosto -spiega Polito- coglierei lo spunto come dicevamo nell'ordine del giorno di novembre, per riconsiderare la materia".
'La Turco prova e rimettere assieme i cocci ma ha solo una scelta: dimettersi. Con lei, tutto il governo e' stato clamorosamente bocciato dalla magistratura.
Prodi cosa ne pensa? Dal professore e' arrivato solo un fragoroso silenzio'. Lo afferma Isabella Bertolini, vicecapogruppo dei deputati di Fi.
'Il ministro riceve attacchi - prosegue la Bertolini - pure da parte dell'Unione che, tanto per cambiare, finisce in pezzi. Dopo la bocciatura del decreto sciagurato, il governo deve invertire la rotta. Contro la droga e' necessario stringere le maglie, non allargarle. Dobbiamo difendere i nostri ragazzi. La CDL lo ha fatto e lo fara' sempre. Il governo Prodi, ostaggio della sinistra massimalista- conclude la Bertolini -, fa il contrario'.
"La decisione del Tar di ieri rafforza la necessita' di intervenire oltre che con un ricorso in Consiglio di stato, come annunciato dal ministro Turco, anche con un intervento politico-legislativo per cancellare la legge Fini-Giovanardi". Lo dichiara il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, lasciando Palazzo Chigi dopo la "riunione istruttoria" sulle linee guida sulla nuova legge sulle tossicodipendenze, a cui hanno partecipato il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero, e le ministre della Salute, Livia Turco, e della Famiglia, Rosy Bindi.
Chiedere al sindaco Walter Veltroni di intervenire presso il ministro della Sanita', Livia Turco, affinche' rinunci a ricorrere in appello al Consiglio di Stato e lasci fissate le vecchie quantita'. E' lo scopo della mozione che i consiglieri comunali di Roma di An, Luca Malcotti e Federico Guidi, il 19 marzo, in Consiglio comunale di Roma presenteranno a seguito alla sentenza del Tar del Lazio che sospende il decreto, del ministro Livia Turco, che raddoppiava la quantita' di sostanza stupefacente consentita per uso personale.
I consiglieri di An si augurano che alcune forze politiche della maggioranza, con un atto di responsabilita', votino a favore della mozione.
"La decisione del TAR del Lazio contro il decreto del Ministro della Salute sulle tossicodipendenze merita senza alcun dubbio il ricorso annunciato da Livia Turco". Lo dice il vicepresidente della Camera di Deputati, Carlo Leoni, vicepresidente della Camera.
"E' la legge Fini-Giovanardi - ricorda Leoni - che affida al ministro il potere di emanare un decreto sulle quantità detenibili di principio attivo di sostanze stupefacenti, oltre le quali scatta la sanzione penale; se fosse illegittimo il decreto Turco, lo sarebbe ancor più quello emesso per primo da Storace, verso il quale invece non furono sollevate contestazioni di legittimità".
"Fra i due decreti - sottolinea Leoni - la differenza è solo di contenuto, non di forma nè di procedura, e sarebbe assai grave se il TAR iniziasse ad intervenire sul merito degli atti istituzionali".
"Hanno quindi ben poco da cantare vittoria - conclude Leoni -quegli esponenti della CDL e perfino della Margherita che hanno strumentalizzato questa vicenda per aggredire Livia Turco e le sue iniziative, assolutamente giuste e razionali, in materia di tossicodipendenze. Ci tengo per questo ad esprimere ancora una volta a Livia Turco la mie piena solidarietà".
'Dopo la bocciatura da parte del Tar il governo, invece di insistere su proposte alternative alla legge Fini-Giovanardi, dovrebbe fare mille passi indietro'. Lo dichiara Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza Nazionale.
'Peraltro, Prodi e la Turco sanno benissimo che al Senato una proposta per la legalizzazione della droga non avrebbe nessuno spazio - continua Gasparri - perche' si ripeterebbe quanto sta avvenendo sui Dico. Bisogna invece salvaguardare ed applicare la legge Fini e sostenere l'azione delle comunita' per il recupero dei tossicodipendenti'.
'La decisione della giustizia amministrativa dovrebbe indurre al silenzio coloro che parlano ancora di legalizzazione della droga - sostiene il deputato - in realta' il vero problema e' che abbiamo un governo morto e che non ha la legittimita' democratica per affrontare argomenti cosi' delicati. L'agonia del governo, la decisione del Tar, la realta' dei fatti ci inducono a rappresentare le ragioni della lotta alla droga in nome della maggioranza degli italiani'.
'Difendiamo quindi - conclude Gasparri - la legge vigente ed invitiamo la Turco ad un atto di umilta'. Le sue dichiarazioni dopo le decisioni del Tar sono state sbagliate ed arroganti. La Turco ha compiuto un errore ed un abuso. Farebbe meglio a lasciare il posto a qualcun altro'.
Le sanzioni amministrative e riparatorie sono meglio del carcere per contrastare l'uso di sostanze stupefacenti. E' l'opinione del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che e' intervenuto sul tema della droga parlando agli studenti di un liceo classico torinese.
Proprio stamani, nel cosiddetto tossic park di Torino, i giovani di varie comunita' per il recupero dei tossicodipendenti hanno ripulito le sponde del torrente Stura da siringhe e sporcizia, una sorta di gesto pacificatorio nei confronti degli abitanti del quartiere protagonisti di ronde e proteste. 'Anziche' discutere sulla quantita' di droga consentita dalla legge per l'uso personale -ha detto Chiamparino a proposito delle polemiche sul decreto Turco - sarebbe meglio studiare sanzioni che abbiano un maggiore valore deterrente. Le statistiche - ha spiegato - dicono che la maggioranza delle persone che assumono sostanze stupefacenti non sono tossicodipendenti, ma persone normali che ne fanno uso una tantum per sballarsi. Mi chiedo quindi se una serie di sanzioni amministrative e riparatorie, come ad esempio quella inflitta negli Stati Uniti alla modella Naomi Campbell per aver molestato una sua collaboratrice domestica, non sarebbero piu' utili.
Forse - ha concluso - mille euro di multa e l'obbligo di pulire i bagni pubblici per una settimana sarebbero un deterrente migliore del carcere'.
'Sensibilizzare genitori e figli non basta, bisogna eliminare i pericoli che sono fuori dalle nostre case'. Maurizio Conte, consigliere regionale della Lega, pone l'accento sull'emergenza droghe, il cui mercato e' in esponenziale aumento nel padovano. In due anni, un incremento del 24% dei reati connessi alle droghe, con 120 indagati a piede libero e 343 fermati per i medesimi reati.
'Sono numeri che fanno impressione e non si puo' piu' restare a guardare - ha commentato Conte -. Educare e sensibilizzare sul problema non basta, bisogna agire contro chi approfitta dell'ingenuita' dei nostri ragazzi'. L'esponente padovano del Carroccio ha le idee chiare e rilancia il controllo del territorio come primo passo per combattere lo spaccio di stupefacenti, il cui incremento e' inevitabilmente legato all'aumento del numero di extra-comunitari irregolari nelle aree patavine. 'Ricominciamo a sorvegliare le zone calde in cui clandestini sono liberi di agire e spacciare - ha spiegato -. In questo senso, il lavoro dei nostri volontari durante i controlli notturni puo' senz'altro essere un ottimo deterrente'. Conte muove critiche al sindaco Flavio Zanonato, incapace, a suo dire, di trovare soluzioni alla questione: 'L'arroganza del primo cittadino non e' utile a nessuno - ha concluso -. La Lega Nord ha capito dove sta il problema e tenta di risolverlo, mentre il Governo della citta' resta impotente nelle mani degli spacciatori'.
Angelo Sanza, di Forza Italia, definisce 'sconcertante' la decisione del ministro della Sanita', Livia Turco, di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha sospeso l'efficacia del decreto sulle quantita' di stupefacenti per uso personale.
Per Sanza, si tratta di una 'presa di posizione che potrebbe assurgere anche a fattore determinante ed incoraggiante alla circolazione ed all'assunzione della polvere micidiale - cosi' Sanza - sempre piu' richiesta da tanti giovani'.
Prima di fare ricorso, il ministro 'farebbe bene - secondo Sanza - a raccordarsi con i colleghi della Pubblica Istruzione e dell'Interno, almeno per farsi relazionare di quanto succede quotidianamente fuori e dentro le scuole, non solo di Roma ma di tutta Italia'. 'Si renderebbe cosi' conto - conclude Sanza - che il fenomeno droga non puo' essere debellato col discorso a sconti o con il far prevalere il proprio convincimento personale sul comune sentire, soprattutto su quello delle mamme coraggio'.
"La sentenza del Tar del Lazio ha dato ragione a tutte le iniziative parlamentari dell`opposizione contro il decreto del Ministro Turco. Il Ministro, ora, dovrebbe fare atto di saggezza ed umiltà riportando l`argomento alla discussione parlamentare invece di ostinarsi con un ricorso arrogante che offende ed irrita persino la sua maggioranza". Lo dichiara il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini, Presidente della Commissione di inchiesta sul servizio sanitario nazionale.
"E` ora di discutere approfonditamente della dissennata politica di questo governo sul fronte della droga, che spazia dal millantato uso ingiustificato della cannabis come antidolorifico, sino alla volontà di acquistare l`oppio. Ma ciò di cui c`è maggiormente bisogno - aggiunge Tomassini - è di fare chiarezza sulla politica sanitaria fatta più di fumo, degli spinelli, che di arrosto".
'Il decreto proposto dal ministro della Salute Livia Turco sull'innalzamento dei limiti per il possesso di sostanze stupefacenti e' stato sonoramente bocciato dal Tar del Lazio'. E' quanto afferma il deputato Antonio Martusciello, componente della Consulta del presidente di Forza Italia.
'Il provvedimento, fortemente voluto dall'ala massimalista dell'Unione, e' andato ad infrangersi contro la decisione dell'organo amministrativo, che ne ha evidenziato la totale arbitrarieta' decisionale, destituita di ogni fondamento tecnico-scientifico. Il centrodestra - prosegue l'esponente forzista - che nella passata legislatura aveva responsabilmente varato una normativa seria, tesa a disciplinare con la necessaria fermezza la materia, aveva messo sull'avviso il governo dal promuovere un'azione chiaramente al di fuori delle competenze del Ministero della Salute. Purtroppo pero' e' stato compiuto l'ennesimo passo falso da un Esecutivo sempre piu' annebbiato e confuso nei propri intendimenti'.
Secondo Martusciello 'la Cdl ha costantemente promosso un'azione politica tesa a tutelare la famiglia in ogni circostanza, inclusa la lotta alla droga ed il governo Prodi, al contrario, ha dato un pericoloso segnale in controtendenza. Il Ministro Turco farebbe bene ad avviare una seria riflessione sullo stop ricevuto dal Tar, piuttosto che dichiararsi intenzionata a persistere nei suoi intenti. Lo Stato deve dare un segnale forte e chiaro, che non conceda margini e zone franche in cui possa alimentarsi e prosperare il business della droga ed il nostro impegno in Parlamento sara' altissimo, teso a vigilare e promuovere una linea rigorosa nella lotta alle tossicodipendenze'.
'Quando vedo le critiche che sono state fatte al ministro Turco sulla scorta del provvedimento del Tar, mi rendo conto che ancora una volta la politica abdica al proprio ruolo e lascia al magistrato amministrativo l'obbligo di determinare una partita essenziale'. Lo ha affermato il capogruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro, parlando con i giornalisti a Catania sulla bocciatura da parte del Tribunale amministrativo del decreto Turco'.
'Credo che questo modo di porsi della Cdl - ha aggiunto Finocchiaro - sia francamente remissivo. Ora e' stata presentata una mozione sulla quale ci misureremo in Parlamento e d'altra parte il ministro Turco non potra' far altro che ricorrere al Consiglio di Stato'.
'Tutto questo straordinario allarme - ha concluso Finocchiaro - denuncia un modo un po' miope della politica di sottrarsi alla regolazione di cose delicate. Se anche questo deve essere un campo nel quale le forze politiche si misurano simbolicamente e non rispetto all'utilita' delle politiche, non credo che faremo grossi passi avanti, soprattutto non fara' grandi passi avanti la lotta alla tossicodipendenza'.
"La volonta' espressa dal ministro della Salute, Livia Turco, di fare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza che sospende il suo decreto che ha raddoppiato la quantita' massima di detenzione di cannabis, e' da ritenersi un grave errore". Lo ha dichiarato il senatore Mpa Giovanni Pistorio che ha aggiunto: "Vorrei rammentare al ministro Turco, fin troppo attenta agli interventi della magistratura, come gran parte della sua coalizione, che le sentenze non sono volte a sanzionare solo le violazioni dei semplici cittadini, ma a volte servono anche a correggere gli errori dei ministri'.
'Consiglierei al ministro- ha concluso Pistorio - di attenersi ad un motto latino mai tanto opportuno 'errare humanum est, perseverare diabolicum'".
Mille milligrammi di cannabis non sono certo 'per uso personale', secondo Roberto Formigoni, che trova 'giusta e corretta' la decisione del Tar del Lazio che ha sospeso il decreto del ministro Livia Turco per innalzare la quantita' massima detenibile.
'E' stato giusto annullare il decreto - ha detto il governatore sulla decisione del tribunale amministrativo contro cui il governo ha deciso di ricorrere - perche' trenta spinelli non sono certo per uso personale'.
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