Italia. Ad Acqui Terme il Progetto Mielina
Produzione di cellule staminali per trapianto, sostituzione di geni difettosi, nuovi farmaci. Acqui Terme e' stato lo scenario di tutti i progressi che gli scienziati stanno facendo per ripristinare quella delicata guaina (mielina) che avvolge le fibre nervose e che se danneggiata provoca malattie invalidanti come la sclerosi multipla. L'incontro era promosso dal gruppo di lavoro del Progetto Mielina, e' presieduto da Vincenzo Odone, padre di quel Lorenzo che lo scorso 29 maggio ha compiuto 25 anni e la cui storia e' stata raccontata nel famoso film "L'olio di Lorenzo", con Nick Nolte e Susan Sarandon, storia vera di due genitori non medici divenuti ricercatori per aiutare il figlio paralizzato e scopritori dell'olio di colza in grado di ritardare l'evolversi della malattia.
Trapiantare cellule staminali o cellule Schwann nelle scimmie. Sta in questi due esperimenti, il primo realizzato in Italia dai ricercatori dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, il secondo al Salpietriere Hospital di Parigi l'ultima frontiera della medicina per combattere le malattie demielinizzanti, dalla sclerosi multipla alle distrofie .
"Dato che il trapianto di cellule staminali ha dato esiti positivi sui topi -ha spiegato un portavoce della comunita' scientifica riunita a convegno, il dottor Umberto Rondi- adesso partira' quello sulle scimmie". A finanziarlo con 90mila dollari il Progetto Mielina che ne sosterra' uno analogo condotto in Francia da Annik Baron-Van Evercooren dove saranno utilizzate cellule di Schwann. "E' ora che si abbandonino le gambe dei topi e si spinga la ricerca a sperimentare sull'uomo", ha puntualizzato Augusto Odone sintetizzando cosi' la filosofia del Progetto Mielina, per il quale "sono i malati a comandare e a decidere". "Solo se gli esperimenti possono dare la sicurezza di essere tecnicamente validi- ha ancora spiegato Odone- e sono mirati all'interesse del malato e delle famiglie vengono finanziati con i fondi che ogni sede del progetto Mielina raccoglie". "Se vogliamo ottenere risultati- ha concluso Odone- e' essenziale puntare sull'unione delle forze in campo sul mettere insieme le intelligenze e le competenze per un fine comune".
Trapiantare cellule staminali o cellule Schwann nelle scimmie. Sta in questi due esperimenti, il primo realizzato in Italia dai ricercatori dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, il secondo al Salpietriere Hospital di Parigi l'ultima frontiera della medicina per combattere le malattie demielinizzanti, dalla sclerosi multipla alle distrofie .
"Dato che il trapianto di cellule staminali ha dato esiti positivi sui topi -ha spiegato un portavoce della comunita' scientifica riunita a convegno, il dottor Umberto Rondi- adesso partira' quello sulle scimmie". A finanziarlo con 90mila dollari il Progetto Mielina che ne sosterra' uno analogo condotto in Francia da Annik Baron-Van Evercooren dove saranno utilizzate cellule di Schwann. "E' ora che si abbandonino le gambe dei topi e si spinga la ricerca a sperimentare sull'uomo", ha puntualizzato Augusto Odone sintetizzando cosi' la filosofia del Progetto Mielina, per il quale "sono i malati a comandare e a decidere". "Solo se gli esperimenti possono dare la sicurezza di essere tecnicamente validi- ha ancora spiegato Odone- e sono mirati all'interesse del malato e delle famiglie vengono finanziati con i fondi che ogni sede del progetto Mielina raccoglie". "Se vogliamo ottenere risultati- ha concluso Odone- e' essenziale puntare sull'unione delle forze in campo sul mettere insieme le intelligenze e le competenze per un fine comune".
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