Italia. Al via il divieto di consumo di alcol per i minori di 16 anni
La campagna antialcol del Comune di Milano ha mosso ieri sera i suoi primi passi. Dalle 23 infatti e' scattata la 'fase 1', ovvero l'informazione ai clienti e ai gestori del locali per informarli sui divieti imposti dalla nuova ordinanza di Palazzo Marino che vieta la vendita e il consumo di alcolici agli under 16.Nelle zone della movida meneghina, agenti della polizia locale hanno distribuito volantini dal titolo 'L'alcol puo' distruggere il tuo futuro' per mettere al corrente la cittadinanza delle nuove norme. Ma le serate dello 'sballo' non sembrano cambiare e se i gestori ammettono di prestare maggiore attenzione, intimoriti dalle maxi multe da 450 euro, le vie del divertimento notturno abbondano di venditori ambulanti abusivi.
Per loro non c'e' carta d'identita' che tenga. La birra rimane a 2 euro e le altre bevande 3-4 euro, per una serata alcolica low cost.
Gia' dall'aperitivo, si capiva che, almeno per il momento la solfa non sarebbe cambiata. Non c'e' la corsa all'ultima sbronza dei giovanissimi e, almeno per i prossimi giorni, non ci sara' nemmeno la 'raffica di multe' che, ammette il vicesindaco Riccardo De Corato, partira' solo fra un po'. La guerra all'alcol, per ora, e' ancora di la' da venire e si consuma piu' che altro mediaticamente.
Come ogni lunedi' gli under 16 anni in giro per locali non sono molti. Perche' l'ordinanza affronti un vero test bisognera' aspettare ancora. La 'fase 2', quella della repressione, dovra' attendere ancora qualche giorno. Le multe infatti arriveranno dopo almeno una decina di giorni di comunicazione ma la prova del nove sara' il 24 luglio, venerdi', serata prediletta dai giovanissimi. Che l'aria non sia ancora pesante lo dimostra il fatto che la presenza delle forze dell'ordine non e' ancora molta fuori dai locali. Intanto, al di la' dei banconi, i gestori approvano il nuovo divieto, fatta eccezione per il mitico Piero Rattazzo che lo giudica 'impossibile da mettere in pratica'.
Cosi' sono le dichiarazioni dei politici a tener banco. Ha iniziato fin dal mattino l'ex assessore di Palazzo Marino Vittorio Sgarbi a sparare contro il provvedimento - definito 'idiota, oltre che con risultati incerti' e 'misura da paesi musulmani' - e che ha provocatoriamente invitato i minori di 16 anni ad andare in massa a Salemi, Comune siciliano di cui e' sindaco, 'dove si puo' bere liberamente', purche' sia 'vino italiano'. A dargli manforte e' arrivato anche il fotografo Oliviero Toscani, che tra l'altro fa parte della Giunta guidata dal critico d'arte, sostenendo che il divieto 'servira' solamente a intestardire chi beve, che continuera' a bere piu' di prima'. Poi e' stata la volta del sindaco di Venezia Massimo Cacciari che ha parlato di 'grida, spot, immagine', una cosa 'praticamente impossibile da controllare'.
Forti dei dati del farmacologo Michele Carruba, presidente del comitato scientifico dell'Assessorato alla salute del Comune di Milano che ha riferito come circa il 50% delle chiamate che il 118 riceve nel weekend sono richieste di aiuto per soccorrere un giovane che si e' ubriacato, il sindaco Letizia Moratti e i due assessori milanesi coinvolti dal provvedimento - Riccardo De Corato, vicesindaco e assessore alla Sicurezza, e Gianpaolo Landi di Chiavenna che ha la delega alla Salute - hanno difeso il provvedimento. Se De Corato ha preferito non commentare le parole di Sgarbi e ha prospettato 'multe a raffica' dopo un primo periodo informativo, Landi si e' detto 'orgoglioso' del divieto per 'superare la cultura dello sballo'.
Il sindaco Moratti, infine, ha chiesto 'collaborazione' alla citta', annunciando di essersi accordata con il presidente dell'Unione del commercio Carlo Sangalli e con il presidente di Esselunga Caprotti per potenziare la campagna informativa iniziata ieri sera con la distribuzione di 20 mila volantini.
Si sono infine dichiarati favorevoli all'ordinanza antialcol, che e' in esame anche in altre citta', ma allo stesso tempo hanno chiesto maggior incisivita' anche l'Udc e il Movimento italiano genitori. E' stato infatti il partito di Casini a rispondere indirettamente alle sollecitazioni del Moige che ha chiesto di affrontare il tema attraverso una legge nazionale.
Per evitare 'il pendolarismo dell'alcol', l'Udc ha infatti annunciato di aver presentato in Parlamento una proposta di legge per estendere i divieti milanesi a tutto il territorio nazionale
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