Italia. Al via esame Ddl sulle cellule staminali del cordone ombelicale
Donazione ed utilizzo a fini terapeutici e di ricerca di cellule staminali fetali, di staminali da cordone ombelicali e di staminali adulte: questo l'obiettivo del ddl 523 presentato dall'ex Ministro Rocco Buttiglione e fatto proprio dal Gruppo Udc sul quale la commissione Sanita' ha avviato la discussione generale con un ampia relazione della senatrice Anna Maria Serafini (Ulivo).
Il testo viene esaminato contestualmente ai Ddl 627 di Mauro Libe' (UDC) e 267, sottoscritto da Tiziana Valpiana (Prc), diretto ad istituire banche per la conservazione del sangue da cordoni ombelicali. La Serafini ha sottolineato il delicato e complesso quadro politico in cui si innesta l'esame di questi progetti normativi anche alla luce dell'approvazione del VII Programma quadro sulla ricerca della UE e del referendum abrogativo svoltosi l'anno scorso sulla legge riguardante la fecondazione assistita e ha auspicato un effettivo confronto in materia.
In merito all'utilizzo delle cellule tratte da cordone ombelicale il Ddl 523 prevede innanzitutto la redazione di liste di attesa mediante parametri clinici ed immunologici e stabilisce, in linea con la legge 40 del 2004, il divieto di produzione, manipolazione ed utilizzo di staminali embrionali umane derivate da embrioni mediante tecniche che implichino la distruzione o il danneggiamento degli embrioni stessi. Il progetto normativo prevede poi l'adozione di un piano nazionale triennale di ricerca sulle cellule staminali somatiche e lo svolgimento da parte dei Ministeri della salute e della Pubblica Istruzione, d'intesa con le Regioni e con le Asl, di campagne informative con uno stanziamento di 1 milione di euro annui a decorrere dal 2006.
La donazione di tessuti fetali, del cordone ombelicale e di staminali somatiche puo' essere fatta da ogni soggetto secondo il principio del consenso informato.
Il ddl prevede poi la istituzione di un Sistema informativo nazionale e di tre Centri per la raccolta, la conservazione e l'utilizzo di tessuti fetali. Il ddl 267 demanda ad un decreto del Ministro della salute la istituzione di una rete nazionale di banche per la conservazione di cordoni ombelicali a fini di trapianto.
Sulla relazione della Serafini dovra' ora svolgersi un ampio dibattito e la messa a punto di un testo unificato.
'In commissione Sanita' e Igiene al Senato si stanno facendo le prove per rivoltare la Legge 40, proprio mentre il presidente del Consiglio, Romano Prodi, alla Camera cercava di spiegare, senza convincere, che la sinistra vuole difendere la vita fin dall'embrione e che si battera' per far reinserire dal Parlamento Europeo una data che scongiuri la distruzione di embrioni a fini di ricerca'. I senatori dell'Udc Sandra Monacelli e Luca Marconi accusano la maggioranza di voler modificare la legge sulla procreazione assistita e in una dichiarazione dicono 'giu' le mani dalla legge 40. Nel corso della seduta della commissione Igiene e Sanita', la sen. Anna Serafini, relatrice di tre disegni di legge (due dei quali presentati dall'Udc) riguardanti le disposizioni in materia di donazione ed utilizzo ai fini terapeutici e di ricerca di cellule staminali da cordone ombelicale e di cellule staminali adulte, -sostengono i due esponenti dell' Udc- ha approfittato del suo compito istituzionale per riaprire la discussione, non all'ordine del giorno, sulla legge 40'.
'Si e' trattato di una grossolana forzatura che ha gettato a mare, in nome di una tolleranza a senso unico, una legge dello Stato confermata da un referendum popolare. E' urgente che in Commissione Sanita' si torni a discutere nel merito dei disegni di legge e dei modi per perseguire una via scientifica percorribile ed eticamente accettabile, per una ricerca che non danneggi l'uomo, ma ne incardini la scienza al suo servizio, nel rispetto delle leggi dello Stato italiano'.
'Su questo terreno chiediamo ai cattolici dell'Unione, a partire da quelli presenti nella Commissione Sanita', di ritrovare le ragioni ideali di una comune difesa dei valori irrinunciabili, facendo tesoro delle dolorose esperienze di questi giorni che hanno aperto un varco probabilmente incolmabile per la distruzione degli embrioni'.
Il testo viene esaminato contestualmente ai Ddl 627 di Mauro Libe' (UDC) e 267, sottoscritto da Tiziana Valpiana (Prc), diretto ad istituire banche per la conservazione del sangue da cordoni ombelicali. La Serafini ha sottolineato il delicato e complesso quadro politico in cui si innesta l'esame di questi progetti normativi anche alla luce dell'approvazione del VII Programma quadro sulla ricerca della UE e del referendum abrogativo svoltosi l'anno scorso sulla legge riguardante la fecondazione assistita e ha auspicato un effettivo confronto in materia.
In merito all'utilizzo delle cellule tratte da cordone ombelicale il Ddl 523 prevede innanzitutto la redazione di liste di attesa mediante parametri clinici ed immunologici e stabilisce, in linea con la legge 40 del 2004, il divieto di produzione, manipolazione ed utilizzo di staminali embrionali umane derivate da embrioni mediante tecniche che implichino la distruzione o il danneggiamento degli embrioni stessi. Il progetto normativo prevede poi l'adozione di un piano nazionale triennale di ricerca sulle cellule staminali somatiche e lo svolgimento da parte dei Ministeri della salute e della Pubblica Istruzione, d'intesa con le Regioni e con le Asl, di campagne informative con uno stanziamento di 1 milione di euro annui a decorrere dal 2006.
La donazione di tessuti fetali, del cordone ombelicale e di staminali somatiche puo' essere fatta da ogni soggetto secondo il principio del consenso informato.
Il ddl prevede poi la istituzione di un Sistema informativo nazionale e di tre Centri per la raccolta, la conservazione e l'utilizzo di tessuti fetali. Il ddl 267 demanda ad un decreto del Ministro della salute la istituzione di una rete nazionale di banche per la conservazione di cordoni ombelicali a fini di trapianto.
Sulla relazione della Serafini dovra' ora svolgersi un ampio dibattito e la messa a punto di un testo unificato.
'In commissione Sanita' e Igiene al Senato si stanno facendo le prove per rivoltare la Legge 40, proprio mentre il presidente del Consiglio, Romano Prodi, alla Camera cercava di spiegare, senza convincere, che la sinistra vuole difendere la vita fin dall'embrione e che si battera' per far reinserire dal Parlamento Europeo una data che scongiuri la distruzione di embrioni a fini di ricerca'. I senatori dell'Udc Sandra Monacelli e Luca Marconi accusano la maggioranza di voler modificare la legge sulla procreazione assistita e in una dichiarazione dicono 'giu' le mani dalla legge 40. Nel corso della seduta della commissione Igiene e Sanita', la sen. Anna Serafini, relatrice di tre disegni di legge (due dei quali presentati dall'Udc) riguardanti le disposizioni in materia di donazione ed utilizzo ai fini terapeutici e di ricerca di cellule staminali da cordone ombelicale e di cellule staminali adulte, -sostengono i due esponenti dell' Udc- ha approfittato del suo compito istituzionale per riaprire la discussione, non all'ordine del giorno, sulla legge 40'.
'Si e' trattato di una grossolana forzatura che ha gettato a mare, in nome di una tolleranza a senso unico, una legge dello Stato confermata da un referendum popolare. E' urgente che in Commissione Sanita' si torni a discutere nel merito dei disegni di legge e dei modi per perseguire una via scientifica percorribile ed eticamente accettabile, per una ricerca che non danneggi l'uomo, ma ne incardini la scienza al suo servizio, nel rispetto delle leggi dello Stato italiano'.
'Su questo terreno chiediamo ai cattolici dell'Unione, a partire da quelli presenti nella Commissione Sanita', di ritrovare le ragioni ideali di una comune difesa dei valori irrinunciabili, facendo tesoro delle dolorose esperienze di questi giorni che hanno aperto un varco probabilmente incolmabile per la distruzione degli embrioni'.
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