Italia. Alla Comunita' Emmanuel, Costa racconta il programma antidroga dell'Onu
"In passato le tossicodipendenze sono sempre state un fenomeno dei Paesi ricchi mentre l'origine delle sostanze, la produzione, e' sempre stata dei Paesi poveri. Ora le carte sono state rimescolate. C'e' produzione di droghe sintetiche soprattutto in Olanda e in Belgio e incomincia un certo tipo di tossicodipendenza nei Paesi del Sud del mondo". Lo ha detto Antonio Mario Costa direttore esecutivo Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine. Costa e' intervenuto a Lecce per partecipare alle iniziative per ricordare i 25 anni della Comunita' Emmanuel, nel corso delle quali si e' discusso sul tema "La droga oggi nel mondo: il programma dell'Onu tra successi e insuccessi"."Il programma dell'Onu e' iniziato otto anni fa". In questi anni ha aggiunto "c'e' stata una massiccia riduzione della coltivazione, di circa il 30% sia dell'oppio che della cocaina ed anche una riduzione di certe forme di tossicodipendenza, per esempio l'eroina in Europa, la cocaina negli Stati Uniti che sono le droghe dei grandi mercati. Si e' riscontrato invece un aumento delle tossicodipendenze nei Paesi dell'Est, in Russa e in Cina, e il perdurare sia pure in fase di leggero calo dell'abuso di marjiuana e delle droghe sintetiche, ecstasy. Vi sono inoltre altre sostanze, differenti dalle droghe tradizionali, di cui fanno uso i giovanissimi e piu' povere sono le societa' maggiore, e' l'uso di tali sostanze quali colle, gas per accendini, etc. Il problema delle droghe illecite e' serio esattamente quanto quello delle droghe tradizionali, ed e' necessario l'impegno della comunita' per combatterlo".
A questo proposito ha aggiunto che "l'informazione e' un fenomeno internazionale di grande importanza perche' puo' offrire la possibilita' ai giovani e ai giovanissimi di conoscere gli aspetti negativi di certe forme di esaltazione individuale attraverso le sostanze psicotiche". "Ritengo che lo sforzo individuale sia necessario, ma e' necessaria anche un' altra terapia, che e' fortissima ed e' l'impegno della scuola, delle famiglie nello spiegare ai giovani come ci si puo' valorizzare senza cercare di estraniarsi da se stesso attraverso sostanze chimiche. Purtroppo io non vedo nella maggioranza dei Paesi un impegno ne' da parte della scuola ne' da parte delle famiglie e soprattutto non lo riscontro da parte delle istituzioni". Grande apprezzamento, ha concluso Costa, va alle comunita' terapeutiche "per lo sforzo individuale di coloro che le organizzano e le portano avanti. In certi Paesi come l'Italia, si sono poste ad un livello di accettazione da parte delle istituzioni che le sostengono anche con un impegno finanziario".
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