Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Allarme droghe leggere nel rapporto al Parlamento del Dipartimento antidroghe

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"Abbiamo lavorato sui dati del 2004, incrociandoli poi con quelli che arrivano dal resto d'Europa. E abbiamo avuto la conferma che i ragazzi entrano sempre piu' presto in contatto con le sostanze e che nella maggior parte dei casi non hanno una percezione giusta del rischio che corrono", commenta cosi' Andrea Fantoma, medico, direttore generale del Dipartimento nazionale per le politiche antidroghe la relazione consegnata al Parlamento.
Il 32,1% dei giovani dai 14 ai 24 ha fatto uso di cannabis e il 4,8 di cocaina, una o piu' volte nella vita. Si abbassa l'eta' del primo contatto con la droga: ora, il gruppo piu' interessato e' quello tra i 14 e i 19 anni, che attraverso il 'passaparola' con i compagni di scuola prova per la prima volta uno spinello o una delle cosiddette 'sostanze ricreazionali', come ecstasy, anfetamina e in generale le pasticche che si consumano in discoteca o nel weekend. Cambia la natura stessa delle droghe: oggi, nella cannabis e nei suoi derivati, che arrivano soprattutto dal Nord Africa, la percentuale di principio attivo puo' arrivare fino al 15%, mentre negli anni Settanta, non superava il 2-3%.
Nella relazione un richiamo: occorre dedicare piu' attenzione e maggiori investimenti alla lotta alla droga, anche perche' i servizi pubblici (oltre 500 in Italia, ai quali si aggiunge un migliaio di comunità accreditate) che se ne occupano e molte comunita' sono stati progettati trent'anni fa e nessun ragazzino ci entrerebbe mai.
Ecco perci' l'importanza della prevenzione. Dovra' iniziare prestissimo, tra i 6 e i 10 anni, e passa attraverso i centri sportivi: un programma sperimentale coinvolgera' 5.000 famiglie che parteciperanno direttamente ad attivita' di informazione-gioco insieme a istruttori e animatori, a lato delle attivita' sportive dei figli. Ai genitori, come gia' avviene in Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti, verra' insegnato a comunicare meglio con i figli e a cogliere i segnali di rischio.
"Ci sono troppe campagne di comunicazione sovrapposte tra loro -aggiunge Fantoma- Serve invece piu' collaborazione col privato sociale, e 'educazione tra pari', ovvero ragazzi formati per poter parlare nelle scuole ai loro coetanei e far capire che non e' piu' interessante chi si droga, ma chi ne sa fare a meno".
La relazione del Dipartimento indica la conoscenza del rischio come l'elemento piu' importante per non diventare dipendenti. Ma solo il 10% degli italiani ritiene che le droghe leggere comportino un rischio. Un buon livello di scolarita' e' il secondo strumento per proteggersi, mentre chi fuma o abusa di alcol corre piu' rischi di utilizzare anche droghe. Ma i dati piu' preoccupanti arrivano dall'Espad, l'agenzia europea di Lisbona che si occupa di salute; tra i giovani, il 60% di chi ha utilizzato 'sostanze illegali' negli ultimi dodici mesi ha avuto un calo nell'andamento scolastico, e solo per il 20% i voti sono rimasti gli stessi. Lo stesso gruppo di giovani non era controllato dai propri genitori nel 45% dei casi. Solo il 20% tra i ragazzi che hanno usato stupefacenti ne ha invece parlato con i familiari. E il 70% dello stesso campione avrebbe inoltre manifestato comportamenti aggressivi o conflittuali in casa e a scuola.
Fantoma tiene a distinguere le polemiche politiche dalla proposte operative: "La nostra opinione e' naturalmente quella che non sia corretto depenalizzare sostanze come i derivati della cannabis, ma naturalmente molti esponenti politici la pensano altrimenti. Esiste pero' una grande maggioranza di tecnici che condivide con noi l'obiettivo di migliorare e far evolvere i servizi al pubblico, creando dei luoghi diversi dai tradizionali Sert e piu' simili a un normale ambulatorio dove va chi, ad esempio, ha un problema di diabete. Nello stesso centro, i giovani e le famiglie potrebbero trovare aiuto rispetto all'uso di sostanze, di alcol, ai disturbi alimentari e alla dipendenza dal gioco".
Mancano pero' i fondi pubblici per un investimento così importante. "A noi -spiega Fantoma- serve soprattutto l'attenzione e la volonta' politica del Parlamento". Nell'attesa di nuovi servizi (se ne parlera' a Palermo dal 5 al 7 dicembre nella conferenza nazionale dedicata al tema), mancano i dati sui risultati della circolare firmata un anno e mezzo fa dal ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti che imponeva alle scuole di denunciare alle forze dell'ordine gli studenti scoperti a fare uso di qualsiasi tipo di droga. E si punta invece su speciali insegnanti che, nelle medie inferiori, educano alla salute, dall'alimentazione fino all'informazione su ciò che fa male.
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