Italia. Allarme sui fondi, e sulle politiche, antidroghe
Allarme sui finanziamenti per le campagne antidroghe: neppure un euro delle ultime due finanziarie e' finito nel fondo nazionale antidroghe. "In totale in quel fondo dal 2002 ad oggi sarebbero dovuti arrivare 100-120 milioni: non ne sono arrivati che una trentina appena", denuncia al Corriere della Sera Riccardo De Facci, responsabile per le tossicodipendenze del Cnca, il coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza. "Il taglio di questi fondi ha provocato il crollo di tanti progetti. Per capire: si e' lanciato piu' e piu' volte un allarme ecstasy. Inutilmente: non ci sono i soldi per intervenire sul mondo dei giovani e del divertimento. Nemmeno per portare avanti il protocollo d'intesa gia' fatto con i gestori delle discoteche. Ma anche l'allarme cocaina e' rimasto soltanto un grido: non ci sono soldi nemmeno per contare davvero quanti ragazzi o giovani consumano la cocaina".Non solo soldi, ma anche altri i problemi per le politiche antidroghe, basti ricordare la vicenda del dipartimento nazionale antidroga che dopo le dimissioni di Nicola Carlesi, e nonostante la possibilita' che fosse nominato al suo posto il generale dei carabinieri Antonio Ragusa, il dipartimento e' tutt'oggi senza guida. Anche il famigerato "ddl Fini" sembra essersi arenato, sara' difficile che venga approvato entro la fine della legislatura. E infine, la conferenza nazionale sulle droghe che per legge dovrebbe tenersi ogni tre anni, mentre l'ultima e' stata organizzata a Genova nel 1999 dall'allora ministro degli Affari Sociali, Livia Turco.
Complessivamente il Governo Berlusconi non sembra essersi impegnato troppo, la tesi e' di Maurizio Gasparri che sempre al Corriere della Sera dice: "adesso anch'io non posso che lanciare un allarme rosso: che sta facendo questo governo per un tema che era fra i suoi primi punti?".
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