Italia. Alloplant, la speranza
Aprire in Italia il primo centro di formazione quadri rivolto agli specialisti, sulla tecnica chirurgica di ricostruzione totale dell'occhio messa a punto dal Centro di ricerca scientifica oftalmo-chirurgica rigenerativa di Mosca. E' l'intenzione del prof. Yuri Kiiko, direttore del Centro statale russo, durante un convegno che si e' tenuto a S. Benedetto del Tronto, organizzato dal presidente provinciale UIC (Unione Italiana Ciechi) Adoriano Corradetti e dal vicepresidente regionale Armando Giampieri.
Agli specialisti convenuti da tutta la provincia sono state illustrate le proprieta' di particolari materiali biologici denominati Alloplant. Presso il Centro russo di chirurgia oculare e plastica ne sono stati messi a punto 57 e trovano applicazione in oftalmologia, ma anche in tutte le altre branche della chirurgia ricostruttiva.
Come spiega Kiiko: "I materiali Alloplant derivano da prelievi su cadaveri: testati, e modificati per impedire reazioni di rigetto. Dopo opportuni trattamenti vengono innestati chirurgicamente sui tessuti cutanei, ossei, intestinali ed epatici, ma soprattutto oculari, e funzionano da stimolatori delle cellule staminali del ricevente, attivando un processo di ripristino dei tessuti originali in assenza di ogni fenomeno di cicatrizzazione. Ci lavoriamo da trent'anni, e oggi sono 200 le cliniche in Russia e nell'ex Urss dove vengono utilizzati: piu' di un milione di casi disperati sono stati operati, con un miglioramento nei risultati funzionali in oltre il 60% dei casi". Per quanto riguarda l'Italia "siamo in contatto con il prof. Merlin, presidente dell'associazione oculisti italiani. A noi interessa attivare un protocollo d'intesa e di sperimentazione con il ministero della Sanita' russo: siamo disposti a collaborare gratuitamente, fornendo anche materiali e strumenti".
Agli specialisti convenuti da tutta la provincia sono state illustrate le proprieta' di particolari materiali biologici denominati Alloplant. Presso il Centro russo di chirurgia oculare e plastica ne sono stati messi a punto 57 e trovano applicazione in oftalmologia, ma anche in tutte le altre branche della chirurgia ricostruttiva.
Come spiega Kiiko: "I materiali Alloplant derivano da prelievi su cadaveri: testati, e modificati per impedire reazioni di rigetto. Dopo opportuni trattamenti vengono innestati chirurgicamente sui tessuti cutanei, ossei, intestinali ed epatici, ma soprattutto oculari, e funzionano da stimolatori delle cellule staminali del ricevente, attivando un processo di ripristino dei tessuti originali in assenza di ogni fenomeno di cicatrizzazione. Ci lavoriamo da trent'anni, e oggi sono 200 le cliniche in Russia e nell'ex Urss dove vengono utilizzati: piu' di un milione di casi disperati sono stati operati, con un miglioramento nei risultati funzionali in oltre il 60% dei casi". Per quanto riguarda l'Italia "siamo in contatto con il prof. Merlin, presidente dell'associazione oculisti italiani. A noi interessa attivare un protocollo d'intesa e di sperimentazione con il ministero della Sanita' russo: siamo disposti a collaborare gratuitamente, fornendo anche materiali e strumenti".
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