Italia. Als di Sassari: non sono state sospese terapie vitali su paziente Sla
'Non e' stata sospesa alcuna terapia vitale per il paziente affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica e ricoverato presso il nostro reparto di Rianimazione.
Inoltre non e' stato posto in essere nessun atto terapeutico che lasci ipotizzare eutanasia attiva ne' passiva'. Sono le rassicurazioni e le precisazioni che arrivano dall'Asl di Sassari e dal primario del reparto di Rianimazione del 'Ss. Annunziata' di Sassari, Demetrio Vidili, all'indomani delle notizie a riguardo apparse su alcuni quotidiani nazionali e locali.
'L'8 dicembre scorso, su richiesta del paziente, abbiamo sospeso una fleboclisi che, dopo aver debitamente informato il paziente, e' stata reintegrata con l'incremento dell'apporto enterale, come gia' avveniva quando il paziente veniva seguito a domicilio'. Si tratta di una modalita' utilizzata anche con pazienti che, affetti dalla medesima patologia, in regime di ospedalizzazione domiciliare sono trattati dal personale del Reparto guidato da Vidili, e che vengono sottoposti ad alimentazione esclusivamente enterale.
'L'ulteriore sospensione della terapia con anticoagulante (con eparina sotto cute), che rappresenta una misura profilattica e' stata possibile in quanto il paziente assume, sempre per via enterale, un farmaco con azione antitrombotica. Nel mese di novembre, poi, il paziente e' stato sottoposto a terapia antibiotica mirata, sospesa soltanto quando si e' risolta l'infezione'.
'Risulta quindi evidente che la sospensione di tali terapie non possa essere intesa come una forma di eutanasia, alla quale i medici di questo reparto sono totalmente contrari. Inoltre non escludiamo una ripresa delle stesse se le condizioni cliniche lo dovessero rendere necessario'.
Inoltre non e' stato posto in essere nessun atto terapeutico che lasci ipotizzare eutanasia attiva ne' passiva'. Sono le rassicurazioni e le precisazioni che arrivano dall'Asl di Sassari e dal primario del reparto di Rianimazione del 'Ss. Annunziata' di Sassari, Demetrio Vidili, all'indomani delle notizie a riguardo apparse su alcuni quotidiani nazionali e locali.
'L'8 dicembre scorso, su richiesta del paziente, abbiamo sospeso una fleboclisi che, dopo aver debitamente informato il paziente, e' stata reintegrata con l'incremento dell'apporto enterale, come gia' avveniva quando il paziente veniva seguito a domicilio'. Si tratta di una modalita' utilizzata anche con pazienti che, affetti dalla medesima patologia, in regime di ospedalizzazione domiciliare sono trattati dal personale del Reparto guidato da Vidili, e che vengono sottoposti ad alimentazione esclusivamente enterale.
'L'ulteriore sospensione della terapia con anticoagulante (con eparina sotto cute), che rappresenta una misura profilattica e' stata possibile in quanto il paziente assume, sempre per via enterale, un farmaco con azione antitrombotica. Nel mese di novembre, poi, il paziente e' stato sottoposto a terapia antibiotica mirata, sospesa soltanto quando si e' risolta l'infezione'.
'Risulta quindi evidente che la sospensione di tali terapie non possa essere intesa come una forma di eutanasia, alla quale i medici di questo reparto sono totalmente contrari. Inoltre non escludiamo una ripresa delle stesse se le condizioni cliniche lo dovessero rendere necessario'.
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