Italia. Amato: due pool per combattere immigrazione clandestina
Decise dal governo le prime mosse per far fronte all'emergenza immigrazione. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha annunciato la creazione di due pool investigativi, "sulla scia di quelli antimafia e antiterrorismo". La misura e' stata messa a punto durante il vertice che si e' tenuto al Viminale, presieduto dal prefetto Antonio Manganelli, vicedirettore generale della Pubblica sicurezza con funzioni vicarie, a cui hanno partecipato il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il prefetto Alessandro Pansa vice direttore generale della Pubblica sicurezza-direttore centrale della polizia criminale, il prefetto Nicola Cavaliere direttore centrale Anticrimine della polizia di Stato, il direttore dello Sco Gilberto Caldarozzi, il questore di Agrigento Nicola Zito, i capi di Stato maggiore dei carabinieri generale Elio Toscano e della Guardia di finanza generale Emilio Spaziante. Al termine dell'incontro Grasso e Manganelli sono stati ricevuti dal ministro Amato. Il quale ha confermato come un pool sara' composto da magistrati e operera' a Palermo e Agrigento, mentre l'altro sara' affidato alle forze dell'ordine e inserito all'interno della Criminalpol. Il ministro dell'Interno ha inoltre ricordato di "aver posto il problema dell'immigrazione clandestina in termini di collaborazione con la magistratura, in presenza di reati di cosi' particolare gravita', su cui e' difficile indagare".
Secondo il titolare del Viminale "occorre individuare le lacune da colmare, per poter arrivare al di la' del singolo scafista, per arrivare all'organizzazione criminale per la quale lavora e alla tratta di esseri umani che molte volte e' all'origine della stessa immigrazione clandestina". Quindi promette la collaborazione dell'esecutivo su due piani distinti: "Sul piano interno occorre creare una chiara connessione legislativa fra il reato di immigrazione clandestina e il reato della tratta di esseri umani; oggi, per esempio - ha spiegato Amato - il procuratore nazionale antimafia e' competente soltanto sul secondo ma non sul primo. Poi serve collaborazione giudiziaria con i paesi dove si origina il reato". Quindi ha ammesso: "Se oggi questa collaborazione e' possibile con l'Egitto, e' certamente a dir poco difficile con la Libia". Per poi soffermarsi proprio sui rapporti con il paese africano: "La collaborazione con la Libia - spiega - si muove su due binari paralleli: da un lato c'e' un rapporto di collaborazione economica, che e' in qualche modo complicato dal nostro passato, perche' la Libia vede come atto risarcitorio gli aiuti. E c'e' un binario di collaborazione specifica legato all'immigrazione clandestina. I due binari, legittimi e paralleli, in certi punti si incontrano. Ne e' un esempio la cessione dei mezzi alla Libia, decisa giustamente dal precedente governo, per il pattugliamento dei confini nel deserto".
Il ministro ha ricordato di aver avuto un paio di settimane fa "un incontro riservato con i vertici della sicurezza libica, per impostare il lavoro da fare. E anche ieri ci siamo sentiti - ha aggiunto Amato -, si tratta di un lavoro continuo, fatto insieme, per allargare il quadro anche ad altri paesi". Questo perche' "la Libia e' cointeressata con noi alla risoluzione del fenomeno, perche' e' destinataria di un eccesso enorme di immigrazione". Sul fronte delle forze di polizia, dunque - a detta di Amato - "la collaborazione c'e'". Manca, fa notare, sul fronte giudiziario. "Dobbiamo allargare i temi di collaborazione perche' per quanto riguarda la giustizia e' prossima allo zero".
REAZIONI
"Per discutere e prendere una qualunque decisione sull'immigrazione, l'esecutivo deve riuscire a fare la sintesi delle posizioni di ben cinque ministri. Ecco perche' il governo Prodi non puo' che fallire". sostien Antonio Leone, vicepresidente di Forza Italia alla Camera. "La competenza sul tema e' frammentata tra i ministeri di interno, pari opportunita', politiche sociali, famiglia e lavoro - continua Leone - E coinvolge le forze piu' eterogenee della coalizione, da Rifondazione alla Margherita che sull'argomento hanno tesi e progetti differenti. E' la dimostrazione che la moltiplicazione dei ministeri e' servita solo a moltiplicare i problemi del Paese".
"Bene Amato, ma i pool sono insufficienti, e' necessario e urgente un ampio e duro controllo sulle comunita' islamiche che vivono secondo le leggi della sharia e in contrasto delle leggi e della Costituzione italiana". Lo dice Volonte', commentando l'annuncio del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, della formazione di due pool investigativi sull'immigrazione clandestina. "Amato si metta il cuore in pace- spiega Volonte'- c'e' bisogno di sanzioni esemplari verso Ucoii e chiunque violi leggi e diritti come nel caso di Brescia. Gli apprezzamenti per il padre di Hina sono la migliore dimostrazione della illegalita' in cui si vive in Italia".
"Davanti alla tragedia ricorrente delle 'carrette del mare' che tentano di raggiungere le coste italiane con il loro carico di immigrati clandestini e di morti, due sono le linee di intervento da adottare: investire nello sviluppo dei Paesi piu' poveri del Sud del mondo costruendo seri rapporti bilaterali e rendere applicabili le leggi esistenti per quanto riguarda il rigore nei confronti degli immigrati irregolari". E' quanto sostiene il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Raffaele Zanon, fautore da tempo di una revisione della legge Bossi-Fini che introduca il reato di "permanenza in clandestinita' sul territorio italiano". "Alla legge Bossi-Fini -dichiara il consigliere di AN- non servono ne' interventi di emergenza, ne' 'tagli' particolari. L'unica necessita' che si manifesta e' quella di applicare le parti della legge che non sono mai state attivate, relative alla certezza delle espulsioni e ai poteri alle autonomie locali". Secondo Zanon le modifiche da apportare alla Bossi-Fini sono il decentramento delle attivita' istruttorie per la regolarizzazione, fornendo le relative competenze e risorse e mezzi agli organismi locali, l'avvio della polizia locale regionale e l'affido effettivo alle Regioni del potere di programmare gli ingressi in base alle esigenze delle rispettive comunita' locali. Secondo l'esponente veneto di AN, se la legge Bossi-Fini fosse applicata in tal senso si potrebbe finalmente passare "da interventi di emergenza ad interventi strutturali e permanenti nelle politiche per l'immigrazione".
"Bene ha fatto il ministro dell'Interno Amato a costituire due pool investigativi specializzati nel contrasto all'immigrazione clandestina: ora pero' l'Unione Europea non lasci l'Italia da sola". Lo ha detto il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, che ha anche sollecitato un vertice europeo con i governi del Nord Africa e la Libia per affrontare quella che, a suo giudizio, "e' ormai divenuta una piaga di gravita' pari allo schiavismo". Per Bonelli, "la risposta all'immigrazione clandestina non puo' pero' essere solo di polizia, ma dovra' anche prevedere l'integrazione e piani di cooperazione. Prossimo passo -ha concluso Bonelli- sara' la revisione della legge Bossi-Fini".
"Il governo deve permettere a giornalisti, membri delle organizzazioni non governative e rappresentanti delle organizzazioni internazionali di visitare i Centri di permanenza temporanea". La richiesta arriva dal vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Tana de Zulueta. "Dopo l'iniziativa lodevole del ministro dell'Interno Giuliano Amato -prosegue la parlamentare dei Verdi- di istituire una Commissione di alto profilo incaricata di stilare un rapporto sui Cpt, aprire le porte di tutti i centri di detenzione per migranti agli operatori dei mezzi d'informazione e delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani, sarebbe un passo significativo per assicurare il rispetto dei diritti dei migranti reclusi, la trasparenza nella gestione dei centri e la diffusione di informazioni su di essi". "Un appello firmato a marzo da numerosi giornalisti -aggiunge- tra i quali Giovanni Maria Bellu, Mariuccia Ciotta, Milena Gabanelli, Fabrizio Gatti, Gad Lerner, Gabriele Polo, Paolo Rumiz, Piero Sansonetti e Gian Antonio Stella, fu ignorato dal governo Berlusconi. Il governo Prodi dia un forte segnale di discontinuita' e dimostri che i Cpt -conclude De Zulueta- non sono piu' luoghi di sistematica negazione del diritto e dei diritti, dove perfino le tutele presenti nel sistema penitenziario sono inesistenti".
"Di cosa parla Pisanu, quando per quasi quattro anni non ha attuato il decreto esplicativo ministeriale in cui era ricompreso oltre alla distruzione dei natanti l'attuazione della polizia marittima? Quello dell'ex ministro dell'Interno è l'imperversante buonismo che l'ha colto come tanti ex alleati della Cdl. Criticare in modo così velato, da democristiano, una legge dello stato dopo che i buoi sono usciti dalla stalla è a dir poco vergognoso". Lo afferma il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, criticando le ultime dichiarazioni del senatore di FI Giuseppe Pisanu sulla Bossi-Fini. "La delega ministeriale - ricorda Stiffoni - fu fatta in relazione proprio alla maggiore vigilanza delle acque nazionali e internazionali con compiti di polizia marittima per la marina e la guardia costiera. Pisanu non ha mai dato attuazione a questo decreto. Ormai, e non lo dico solo per il comportamento di questo signore, la Cdl mi sta stretta..". Infine, il senatore del Carroccio ricorda come si sono mossi altri paesi sia dell'area del Mediterraneo, ad esempio la Spagna "che ha adottato i cavalli di Frisia, dopo un esplicito e perentorio decreto di Zapatero" e l'Australia "dove non esistono da almeno cinque anni problemi di sbarchi sulle sue coste". "Perché - chiede Stiffoni - invece di brontolare contro la Libia, che si sapeva benissimo la sua propensione a incrementare gli sbarchi verso l'Italia per chiedere ancora beni demaniali, non si attuano politiche serie di sbarramento verso questi disperati? E che fine ha fatto il nostro progetto di aiutare questi poveracci nel loro paese? O forse la cooperazione allo sviluppo serve solo per incrementare gli stipendi di tanti funzionari che non funzionano? E con questo ministro Ferrero - conclude - cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi giorni?".
"Il governo Prodi di fronte al vergognoso documento revisionista e razzista dell'Ucoii non puo' sottovalutare i pericoli che vi si celano. L'obiettivo e' bloccare sul nascere qualsiasi atto che fomenti l'odio antisemita in Italia, anche tra gli immigrati islamici, sui quali l'Ucoii si vanta di avere un ampio ascendente, affermando di controllare la gran parte delle moschee". A parlare e' il deputata di Forza Italia Isabella Bertolini. "L'esecutivo -precisa- deve dare un fortissimo segnale contro quella che appare come un'iniziativa per vedere se in Italia ci sono gli spazi per un risorgente antisemitismo e per insediare attivita' che non collimano con gli interessi e con i valori di un Paese occidentale". "Sarebbe infatti irresponsabile -aggiunge l'esponente azzurra- non distinguere le differenti istanze di chi siede nella Consulta dei musulmani, dove ci sono soggetti assolutamente credibili, ma c'e' anche l'Ucoii che propugna le peggiori aspirazioni dell'islamismo fondamentalista e che ha l'evidente disegno -conclude Bertolini- di trasformarsi in una potente e ricca lobby che impone le proprie regole a noi estranee".
"Lo sforzo del ministro Amato sul fronte dell'immigrazione non solo e' apprezzabile ma e' da incoraggiare e supportare. L'istituzione di un doppio pool di controllo dei clandestini, che operi anche in collaborazione coi governi stranieri, e' la soluzione giusta. La linea da seguire e' questa. La Dc plaude ad Amato per l'iniziativa di coinvolgere, a giusta ragione, la comunita' internazionale su questo fenomeno". Lo afferma il segretario nazionale della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi.
"Sarebbe importante qualche correttivo legislativo che consenta di avere mezzi di maggiore repressione dei reati soprattutto nei confronti degli scafisti". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, in conferenza stampa con il ministro Giuliano Amato al termine dell'incontro di oggi al dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale. Grasso ha sottolineato che per contrastare l'immigrazione clandestina sono certo importanti "una visione globale del fenomeno e un maggior dispiegamento di forze sul territorio" ma "una correzione legislativa sarebbe un altro strumento di aiuto alla magistratura perche' consentirebbe di poter iniziare una repressione sul territorio nella fase inziale per poi iniziare le indagini sulle organizzazioni che hanno mandato gli scafisti".
"La continua strage di cittadini nordafricani e asiatici nel Canale di Sicilia non è tollerabile oltre. E' ormai con tutta evidenza una questione intimamente legata ai diritti umani universali e ai rapporti fra tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. La legge Bossi-Fini con la sua impostazione repressiva e razzista non ha fatto altro che aggravare una situazione che sarebbe comunque esplosa e che, senza urgenti cambi di rotta ed una collettiva azione internazionale, è destinata ad incancrenirsi". Lo afferms in una nota Leoluca Orlando, portavoce di Italia dei Valori e componente della Commissione Esteri della Camera, secondo cui "è necessario che la Comunità internazionale ai suoi massimi livelli, vale a dire con le Nazioni Unite, si occupi del tema che non può certamente essere relegato ai rapporti bilaterali fra l'Italia e singoli paesi nordafricani." Orlando affronterà questi temi sabato prossimo nel corso delle manifestazioni connesse alla marcia per la Pace di Assisi dove, dichiara, "è necessario porre in modo forte al mondo del pacifismo il tema oggi scottante di quali rapporti l'Italia e l'Europa vogliono avere col resto del mondo, non solo quando si rende necessario l'uso di forze militari per promuovere la Pace in Medio Oriente (che è, purtroppo, qualcosa di già visto) ma, soprattutto, quando si tratta di essere innovativamente promotori di cultura e prassi di Pace, apertura e cooperazione."
"Impegnarsi per l'accoglienza e lottare contro le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico". E' questa la linea da seguire secondo Giuseppe Lumia (Ds), in tema di immigrazione: "L'improvviso riesplodere degli sbarchi di immigrati clandestini provenienti dall'Africa sulle coste della Sicilia non deve trarre in inganno. Non si tratta di un fenomeno che va a periodi ma di una gestione attenta da parte delle organizzazioni criminali, che sanno quando e' possibile organizzare nuove traversate e quando e' piu' facile sfuggire ai controlli. Alle spalle delle piccole barche stracariche ci sono organizzazioni complesse che producono molti soldi che reinvestono in altri circuiti criminali". Poi un commento sulla creazione di un doppio pool voluto da Amato. "La decisione di oggi di costituire un gruppo di lavoro tra magistrati specializzati ed uno tra tutte le forze dell'ordine indica la strada giusta". Infine, lotta senza frontiere alle organizzazioni criminali: "Sono queste - continua Lumia - che vanno colpite con determinazione: lavorando per avere livelli di indagine trasnazionali, rendendo possibile il sequestro dei proventi del traffico, facendo accordi di cooperazione con i paesi a rischio e coinvolgendo tutti i paesi dell'Unione Europea. Infatti l'Italia nella stragrande maggioranza dei casi e' solo un punto di passaggio, l'obiettivo sono spesso altri paesi europei. Noi, come paese di frontiera nel Mediterraneo, abbiamo il compito piu' difficile: dimostrare che l'immigrazione e' una risorsa per tutti, per la nostra societa' e la nostra economia, ma che la mafia internazionale che gestisce il traffico dei clandestini e' un pericolo per tutti".(AGI)
"E' bastato qualche mese di proclami di Ferrero e compagni, perche' il 'tam tam' di una Italia con le frontiere indebolite si propagasse in ogni parte del mondo, producendo un'invasione di proporzioni immani, destinata inevitabilmente a crescere nel prossimo futuro". Lo afferma Ignazio La Russa capogruppo di An alla Camera. "Tutto cio' - prosegue - accade proprio mentre l'ordine pubblico e' messo a dura prova dall'indiscriminata e incontrollata presenza di extracomunitari clandestini, come purtroppo testimoniano gli ultimi drammatici fatti di cronaca. A rendere ancor piu' farsesca la politica di questo governo in tema di immigrazione prosegue La Russa ci mancavano solo le polemiche a distanza tra ministri, come quelle di Ferrero e Mastella, che dimostrano la totale assenza di credibilita' dell' esecutivo. Anziche' pensare ad indebolire la normativa con l'abolizione o con la modifica della Bossi-Fini, smettano di promettere facile cittadinanza e finta accoglienza a chiunque".
"Contrariamente a quanti chiedono misure contro la Libia in tema di immigrazione, penso che il dialogo con Gheddafi sia difficile ma necessario". Lo afferma il deputato della Rosa nel Pugno, Enrico Buemi, sottolineando che "il rapporto con la Libia, anche per ragioni storiche ma non solo, è strategico". "Se limiti vi sono nella politica interna di Gheddafi - spiega Buemi - inadeguatezze e furberie vi sono state anche da parte italiana. Con Gheddafi e i Libici è necessario un rapporto serio ma fermo, in primo luogo in tema di immigrazione, ma non solo. Come si sta evidenziando nella vicenda libanese - prosegue l'esponente socialista - l'Italia ha tutte le credenziali per una autentica ed efficace politica mediterranea, innanzitutto dimostrando di avere le necessarie capacità per gestire situazioni molto critiche che non riguardano solo l'Italia, ma l'Europa e spesso il mondo intero".
"Apprendo che il ministro Amato ha proposto la creazione di due appositi pool per l'immigrazione, così dopo la moltiplicazione dei ministeri oggi abbiamo la moltiplicazione dei pool ovvero strutture destinate a far avere una 'cadrega' a qualcuno e che non serviranno a nulla". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e Vice Presidente del Senato. "L'unico gesto responsabile che può fare questo governo, dopo la dimostrata incapacità e la dichiarata volontà di contrastare l'immigrazione irregolare, è gettare la spugna, creare la figura di un commissario ad hoc con pieni poteri e affidare l'incarico ad un esponente dell'opposizione. Diversamente - conclude l'esponente leghista - avremo soltanto messo la volpe a guardia del pollaio".
Secondo il titolare del Viminale "occorre individuare le lacune da colmare, per poter arrivare al di la' del singolo scafista, per arrivare all'organizzazione criminale per la quale lavora e alla tratta di esseri umani che molte volte e' all'origine della stessa immigrazione clandestina". Quindi promette la collaborazione dell'esecutivo su due piani distinti: "Sul piano interno occorre creare una chiara connessione legislativa fra il reato di immigrazione clandestina e il reato della tratta di esseri umani; oggi, per esempio - ha spiegato Amato - il procuratore nazionale antimafia e' competente soltanto sul secondo ma non sul primo. Poi serve collaborazione giudiziaria con i paesi dove si origina il reato". Quindi ha ammesso: "Se oggi questa collaborazione e' possibile con l'Egitto, e' certamente a dir poco difficile con la Libia". Per poi soffermarsi proprio sui rapporti con il paese africano: "La collaborazione con la Libia - spiega - si muove su due binari paralleli: da un lato c'e' un rapporto di collaborazione economica, che e' in qualche modo complicato dal nostro passato, perche' la Libia vede come atto risarcitorio gli aiuti. E c'e' un binario di collaborazione specifica legato all'immigrazione clandestina. I due binari, legittimi e paralleli, in certi punti si incontrano. Ne e' un esempio la cessione dei mezzi alla Libia, decisa giustamente dal precedente governo, per il pattugliamento dei confini nel deserto".
Il ministro ha ricordato di aver avuto un paio di settimane fa "un incontro riservato con i vertici della sicurezza libica, per impostare il lavoro da fare. E anche ieri ci siamo sentiti - ha aggiunto Amato -, si tratta di un lavoro continuo, fatto insieme, per allargare il quadro anche ad altri paesi". Questo perche' "la Libia e' cointeressata con noi alla risoluzione del fenomeno, perche' e' destinataria di un eccesso enorme di immigrazione". Sul fronte delle forze di polizia, dunque - a detta di Amato - "la collaborazione c'e'". Manca, fa notare, sul fronte giudiziario. "Dobbiamo allargare i temi di collaborazione perche' per quanto riguarda la giustizia e' prossima allo zero".
REAZIONI
"Per discutere e prendere una qualunque decisione sull'immigrazione, l'esecutivo deve riuscire a fare la sintesi delle posizioni di ben cinque ministri. Ecco perche' il governo Prodi non puo' che fallire". sostien Antonio Leone, vicepresidente di Forza Italia alla Camera. "La competenza sul tema e' frammentata tra i ministeri di interno, pari opportunita', politiche sociali, famiglia e lavoro - continua Leone - E coinvolge le forze piu' eterogenee della coalizione, da Rifondazione alla Margherita che sull'argomento hanno tesi e progetti differenti. E' la dimostrazione che la moltiplicazione dei ministeri e' servita solo a moltiplicare i problemi del Paese".
"Bene Amato, ma i pool sono insufficienti, e' necessario e urgente un ampio e duro controllo sulle comunita' islamiche che vivono secondo le leggi della sharia e in contrasto delle leggi e della Costituzione italiana". Lo dice Volonte', commentando l'annuncio del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, della formazione di due pool investigativi sull'immigrazione clandestina. "Amato si metta il cuore in pace- spiega Volonte'- c'e' bisogno di sanzioni esemplari verso Ucoii e chiunque violi leggi e diritti come nel caso di Brescia. Gli apprezzamenti per il padre di Hina sono la migliore dimostrazione della illegalita' in cui si vive in Italia".
"Davanti alla tragedia ricorrente delle 'carrette del mare' che tentano di raggiungere le coste italiane con il loro carico di immigrati clandestini e di morti, due sono le linee di intervento da adottare: investire nello sviluppo dei Paesi piu' poveri del Sud del mondo costruendo seri rapporti bilaterali e rendere applicabili le leggi esistenti per quanto riguarda il rigore nei confronti degli immigrati irregolari". E' quanto sostiene il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Raffaele Zanon, fautore da tempo di una revisione della legge Bossi-Fini che introduca il reato di "permanenza in clandestinita' sul territorio italiano". "Alla legge Bossi-Fini -dichiara il consigliere di AN- non servono ne' interventi di emergenza, ne' 'tagli' particolari. L'unica necessita' che si manifesta e' quella di applicare le parti della legge che non sono mai state attivate, relative alla certezza delle espulsioni e ai poteri alle autonomie locali". Secondo Zanon le modifiche da apportare alla Bossi-Fini sono il decentramento delle attivita' istruttorie per la regolarizzazione, fornendo le relative competenze e risorse e mezzi agli organismi locali, l'avvio della polizia locale regionale e l'affido effettivo alle Regioni del potere di programmare gli ingressi in base alle esigenze delle rispettive comunita' locali. Secondo l'esponente veneto di AN, se la legge Bossi-Fini fosse applicata in tal senso si potrebbe finalmente passare "da interventi di emergenza ad interventi strutturali e permanenti nelle politiche per l'immigrazione".
"Bene ha fatto il ministro dell'Interno Amato a costituire due pool investigativi specializzati nel contrasto all'immigrazione clandestina: ora pero' l'Unione Europea non lasci l'Italia da sola". Lo ha detto il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, che ha anche sollecitato un vertice europeo con i governi del Nord Africa e la Libia per affrontare quella che, a suo giudizio, "e' ormai divenuta una piaga di gravita' pari allo schiavismo". Per Bonelli, "la risposta all'immigrazione clandestina non puo' pero' essere solo di polizia, ma dovra' anche prevedere l'integrazione e piani di cooperazione. Prossimo passo -ha concluso Bonelli- sara' la revisione della legge Bossi-Fini".
"Il governo deve permettere a giornalisti, membri delle organizzazioni non governative e rappresentanti delle organizzazioni internazionali di visitare i Centri di permanenza temporanea". La richiesta arriva dal vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Tana de Zulueta. "Dopo l'iniziativa lodevole del ministro dell'Interno Giuliano Amato -prosegue la parlamentare dei Verdi- di istituire una Commissione di alto profilo incaricata di stilare un rapporto sui Cpt, aprire le porte di tutti i centri di detenzione per migranti agli operatori dei mezzi d'informazione e delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani, sarebbe un passo significativo per assicurare il rispetto dei diritti dei migranti reclusi, la trasparenza nella gestione dei centri e la diffusione di informazioni su di essi". "Un appello firmato a marzo da numerosi giornalisti -aggiunge- tra i quali Giovanni Maria Bellu, Mariuccia Ciotta, Milena Gabanelli, Fabrizio Gatti, Gad Lerner, Gabriele Polo, Paolo Rumiz, Piero Sansonetti e Gian Antonio Stella, fu ignorato dal governo Berlusconi. Il governo Prodi dia un forte segnale di discontinuita' e dimostri che i Cpt -conclude De Zulueta- non sono piu' luoghi di sistematica negazione del diritto e dei diritti, dove perfino le tutele presenti nel sistema penitenziario sono inesistenti".
"Di cosa parla Pisanu, quando per quasi quattro anni non ha attuato il decreto esplicativo ministeriale in cui era ricompreso oltre alla distruzione dei natanti l'attuazione della polizia marittima? Quello dell'ex ministro dell'Interno è l'imperversante buonismo che l'ha colto come tanti ex alleati della Cdl. Criticare in modo così velato, da democristiano, una legge dello stato dopo che i buoi sono usciti dalla stalla è a dir poco vergognoso". Lo afferma il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, criticando le ultime dichiarazioni del senatore di FI Giuseppe Pisanu sulla Bossi-Fini. "La delega ministeriale - ricorda Stiffoni - fu fatta in relazione proprio alla maggiore vigilanza delle acque nazionali e internazionali con compiti di polizia marittima per la marina e la guardia costiera. Pisanu non ha mai dato attuazione a questo decreto. Ormai, e non lo dico solo per il comportamento di questo signore, la Cdl mi sta stretta..". Infine, il senatore del Carroccio ricorda come si sono mossi altri paesi sia dell'area del Mediterraneo, ad esempio la Spagna "che ha adottato i cavalli di Frisia, dopo un esplicito e perentorio decreto di Zapatero" e l'Australia "dove non esistono da almeno cinque anni problemi di sbarchi sulle sue coste". "Perché - chiede Stiffoni - invece di brontolare contro la Libia, che si sapeva benissimo la sua propensione a incrementare gli sbarchi verso l'Italia per chiedere ancora beni demaniali, non si attuano politiche serie di sbarramento verso questi disperati? E che fine ha fatto il nostro progetto di aiutare questi poveracci nel loro paese? O forse la cooperazione allo sviluppo serve solo per incrementare gli stipendi di tanti funzionari che non funzionano? E con questo ministro Ferrero - conclude - cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi giorni?".
"Il governo Prodi di fronte al vergognoso documento revisionista e razzista dell'Ucoii non puo' sottovalutare i pericoli che vi si celano. L'obiettivo e' bloccare sul nascere qualsiasi atto che fomenti l'odio antisemita in Italia, anche tra gli immigrati islamici, sui quali l'Ucoii si vanta di avere un ampio ascendente, affermando di controllare la gran parte delle moschee". A parlare e' il deputata di Forza Italia Isabella Bertolini. "L'esecutivo -precisa- deve dare un fortissimo segnale contro quella che appare come un'iniziativa per vedere se in Italia ci sono gli spazi per un risorgente antisemitismo e per insediare attivita' che non collimano con gli interessi e con i valori di un Paese occidentale". "Sarebbe infatti irresponsabile -aggiunge l'esponente azzurra- non distinguere le differenti istanze di chi siede nella Consulta dei musulmani, dove ci sono soggetti assolutamente credibili, ma c'e' anche l'Ucoii che propugna le peggiori aspirazioni dell'islamismo fondamentalista e che ha l'evidente disegno -conclude Bertolini- di trasformarsi in una potente e ricca lobby che impone le proprie regole a noi estranee".
"Lo sforzo del ministro Amato sul fronte dell'immigrazione non solo e' apprezzabile ma e' da incoraggiare e supportare. L'istituzione di un doppio pool di controllo dei clandestini, che operi anche in collaborazione coi governi stranieri, e' la soluzione giusta. La linea da seguire e' questa. La Dc plaude ad Amato per l'iniziativa di coinvolgere, a giusta ragione, la comunita' internazionale su questo fenomeno". Lo afferma il segretario nazionale della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi.
"Sarebbe importante qualche correttivo legislativo che consenta di avere mezzi di maggiore repressione dei reati soprattutto nei confronti degli scafisti". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, in conferenza stampa con il ministro Giuliano Amato al termine dell'incontro di oggi al dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale. Grasso ha sottolineato che per contrastare l'immigrazione clandestina sono certo importanti "una visione globale del fenomeno e un maggior dispiegamento di forze sul territorio" ma "una correzione legislativa sarebbe un altro strumento di aiuto alla magistratura perche' consentirebbe di poter iniziare una repressione sul territorio nella fase inziale per poi iniziare le indagini sulle organizzazioni che hanno mandato gli scafisti".
"La continua strage di cittadini nordafricani e asiatici nel Canale di Sicilia non è tollerabile oltre. E' ormai con tutta evidenza una questione intimamente legata ai diritti umani universali e ai rapporti fra tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. La legge Bossi-Fini con la sua impostazione repressiva e razzista non ha fatto altro che aggravare una situazione che sarebbe comunque esplosa e che, senza urgenti cambi di rotta ed una collettiva azione internazionale, è destinata ad incancrenirsi". Lo afferms in una nota Leoluca Orlando, portavoce di Italia dei Valori e componente della Commissione Esteri della Camera, secondo cui "è necessario che la Comunità internazionale ai suoi massimi livelli, vale a dire con le Nazioni Unite, si occupi del tema che non può certamente essere relegato ai rapporti bilaterali fra l'Italia e singoli paesi nordafricani." Orlando affronterà questi temi sabato prossimo nel corso delle manifestazioni connesse alla marcia per la Pace di Assisi dove, dichiara, "è necessario porre in modo forte al mondo del pacifismo il tema oggi scottante di quali rapporti l'Italia e l'Europa vogliono avere col resto del mondo, non solo quando si rende necessario l'uso di forze militari per promuovere la Pace in Medio Oriente (che è, purtroppo, qualcosa di già visto) ma, soprattutto, quando si tratta di essere innovativamente promotori di cultura e prassi di Pace, apertura e cooperazione."
"Impegnarsi per l'accoglienza e lottare contro le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico". E' questa la linea da seguire secondo Giuseppe Lumia (Ds), in tema di immigrazione: "L'improvviso riesplodere degli sbarchi di immigrati clandestini provenienti dall'Africa sulle coste della Sicilia non deve trarre in inganno. Non si tratta di un fenomeno che va a periodi ma di una gestione attenta da parte delle organizzazioni criminali, che sanno quando e' possibile organizzare nuove traversate e quando e' piu' facile sfuggire ai controlli. Alle spalle delle piccole barche stracariche ci sono organizzazioni complesse che producono molti soldi che reinvestono in altri circuiti criminali". Poi un commento sulla creazione di un doppio pool voluto da Amato. "La decisione di oggi di costituire un gruppo di lavoro tra magistrati specializzati ed uno tra tutte le forze dell'ordine indica la strada giusta". Infine, lotta senza frontiere alle organizzazioni criminali: "Sono queste - continua Lumia - che vanno colpite con determinazione: lavorando per avere livelli di indagine trasnazionali, rendendo possibile il sequestro dei proventi del traffico, facendo accordi di cooperazione con i paesi a rischio e coinvolgendo tutti i paesi dell'Unione Europea. Infatti l'Italia nella stragrande maggioranza dei casi e' solo un punto di passaggio, l'obiettivo sono spesso altri paesi europei. Noi, come paese di frontiera nel Mediterraneo, abbiamo il compito piu' difficile: dimostrare che l'immigrazione e' una risorsa per tutti, per la nostra societa' e la nostra economia, ma che la mafia internazionale che gestisce il traffico dei clandestini e' un pericolo per tutti".(AGI)
"E' bastato qualche mese di proclami di Ferrero e compagni, perche' il 'tam tam' di una Italia con le frontiere indebolite si propagasse in ogni parte del mondo, producendo un'invasione di proporzioni immani, destinata inevitabilmente a crescere nel prossimo futuro". Lo afferma Ignazio La Russa capogruppo di An alla Camera. "Tutto cio' - prosegue - accade proprio mentre l'ordine pubblico e' messo a dura prova dall'indiscriminata e incontrollata presenza di extracomunitari clandestini, come purtroppo testimoniano gli ultimi drammatici fatti di cronaca. A rendere ancor piu' farsesca la politica di questo governo in tema di immigrazione prosegue La Russa ci mancavano solo le polemiche a distanza tra ministri, come quelle di Ferrero e Mastella, che dimostrano la totale assenza di credibilita' dell' esecutivo. Anziche' pensare ad indebolire la normativa con l'abolizione o con la modifica della Bossi-Fini, smettano di promettere facile cittadinanza e finta accoglienza a chiunque".
"Contrariamente a quanti chiedono misure contro la Libia in tema di immigrazione, penso che il dialogo con Gheddafi sia difficile ma necessario". Lo afferma il deputato della Rosa nel Pugno, Enrico Buemi, sottolineando che "il rapporto con la Libia, anche per ragioni storiche ma non solo, è strategico". "Se limiti vi sono nella politica interna di Gheddafi - spiega Buemi - inadeguatezze e furberie vi sono state anche da parte italiana. Con Gheddafi e i Libici è necessario un rapporto serio ma fermo, in primo luogo in tema di immigrazione, ma non solo. Come si sta evidenziando nella vicenda libanese - prosegue l'esponente socialista - l'Italia ha tutte le credenziali per una autentica ed efficace politica mediterranea, innanzitutto dimostrando di avere le necessarie capacità per gestire situazioni molto critiche che non riguardano solo l'Italia, ma l'Europa e spesso il mondo intero".
"Apprendo che il ministro Amato ha proposto la creazione di due appositi pool per l'immigrazione, così dopo la moltiplicazione dei ministeri oggi abbiamo la moltiplicazione dei pool ovvero strutture destinate a far avere una 'cadrega' a qualcuno e che non serviranno a nulla". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e Vice Presidente del Senato. "L'unico gesto responsabile che può fare questo governo, dopo la dimostrata incapacità e la dichiarata volontà di contrastare l'immigrazione irregolare, è gettare la spugna, creare la figura di un commissario ad hoc con pieni poteri e affidare l'incarico ad un esponente dell'opposizione. Diversamente - conclude l'esponente leghista - avremo soltanto messo la volpe a guardia del pollaio".
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