Italia. Amato sentito dalla commissione Affari Costituzionali
"Legge sull'asilo e nuove norme sulla cittadinanza". Sono due esigenze sottolineate dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, nel corso della sua audizione a palazzo Montecitorio davanti alla commissione affari costituzionali della Camera dei deputati.
"Abbiamo un 'amore paterno' per gli immigrati che non abbiamo per noi italiani...". Il ministro dell'Interno fa ricorso anche all'ironia per mettere sotto accusa alcune "forme di ipocrisia" alle quali vengono sottoposti gli immigrati in Italia, per mantenere il permesso di soggiorno o procurarsi un regolare certificato di residenza.
Amato cita i casi dei metri quadri minimi per l'alloggio che devono necessariamente aumentare in caso di nascita di un figlio; dei contratti d'affitto che non siano 'in nero'; di lavori regolari e non precari.
"Sono tutte esigenze e richieste che ovviamente non vengono avanzate ai cittadini italiani, anche perche' si rivolgerebbero alla Corte di Strasburgo per violazione di diritti umani".
Per Amato, l'immigrazione e' oggi divenuto un "fenomeno biblico". Un fenomeno con "profili che sgomentano", ma "di per se' inesorabile e con cui convivere". Il responsabile del Viminale descrive il "cammino della speranza" di migliaia e migliaia di persone, soprattutto dall'Africa. Il predecessore, Pisanu, "mi ha parlato di un numero tale, nella traversata del deserto verso i porti libici arrivano 1 su 100". Ebbene, nota il ministro, "non so' se sono 1 su 100, oppure 10 su 100 o 20 su 100. Il numero puo' darsi sia eccessivo, ma il deserto e' ora un gigantesco ossario di persone che hanno venduto tutto, anche il proprio letto e beni piccoli, per rimediare quei 2 mila euro o 2 mila dollari che chiedono loro le organizzazioni criminali". Per poi, dice, approdare "su una barcaccia abbandonata a se stessa" per attraversare il Mediterraneo.
Per quanto riguarda la legge vigente sull'immigrazione, Amato si chiede: "Ma siamo proprio sicuri che in realta' nell'applicazione della legge si e' davvero conformi alla legge? O non ha un presupposto impossibile?". Amato non vuole parlare direttamente di modifiche dalle norme varate dal governo di centrodestra. Ma, in un lungo ragionamento sulla concessione del permesso di soggiorno rispetto al contratto di lavoro di un migrante in Italia, parla di "risultati paradossali".
Non nasconde, il responsabile del Viminale, che "esistono dei problemi di cambiamento della legge". E, nel parlare appunto di "presupposto impossibile", afferma: "Mi fermo qua. Ma vorrei che la domanda venisse accolta come sincera e serena per riflettere e vedere se c'e' un modo diverso e piu' corrispondente alla realta' di far venire qua le persone". Insomma, esorta Amato, "ci dobbiamo pensare, al di fuori di ogni ideologia e di ogni contrapposizione. Questo attiene al realismo".
A proposito di Cpt, Amato ha definito "ingenuo" pensare ad altre strutture di identificazione per gli immigrati clandestini che non siano i Centri di permanenza temporanei, ma questi non possono essere intesi come dei carceri e, quindi, vanno assicurate condizioni "di sicurezza ma anche di vivibilita'". Il ministro ha poi confermato la costituzione di una Commissione composta da funzionari dell'Amministrazione dell'Interno ma, soprattutto, da esponenti del volontariato che si occupano di temi dell'immigrazione "perche' ispezionino i centri ed entro sei mesi riferiscano" sulle condizioni vita nelle strutture.
Comunque, ha poi spiegato Amato, "occorrera', in alcuni casi, migliorare e allargare le strutture" come gia' si sta verificando a Lampedusa dove proprio ieri il Demanio ha acquisito una ex caserma che verra' destinata ad ospitare un Centro di accoglienza che verra', quindi, distinta dal Cpt.
Scetticismo invece per l'intenzione della Spagna di "testare un meccanismo di controllo navale esterno" per combattere l'immigrazione clandestina al vertice euro-africano di Rabat sull'immigrazione clandestina. "o, personalmente, sono piuttosto scettico", ha ribadito Amato.
Peraltro, osserva il ministro degli Interni parlando dell'appuntamento del 10 luglio, "l'impegno comune europeo e' gia' un primo risultato. E noi, in realta', stiamo lavorando per concretizzare l'ipotesi di un'Unione europea-Unione africana sul tema della cooperazione per fronteggiare flussi di immigrazione irregolare".
REAZIONI
"Quella di Amato in commissione e' stata una relazione problematica. Piu' che le linee programmatiche del suo ministero sono venute in evidenza le difficolta' del governo su temi come l'immigrazione, la lotta alla droga e al crimine". E' quanto dichiara Italo Bocchino, capogruppo di Alleanza Nazionale di commissione Affari Costituzionali.
"C'e' una tendenza del centrosinistra a volersi occupare di Caino piu' che di Abele. E lo dimostra la richiesta di una commissione di inchiesta sul G8 di Genova, pervenuta dalla sinistra radicale a cinque anni di distanza dai fatti".
Bocchino, intervenendo in commissione Affari Costituzionali, ha chiesto al ministro dell'Interno quali problemi eventualmente il Viminale dovrebbe affrontare in caso di amnistia, se e' intenzione del governo smontare l'impianto della legge Bossi-Fini e se intende dare seguito al progetto del poliziotto di quartiere.
"Mentre per il cancelliere austriaco Schuessel il criterio della 'capacita' di assorbimento' deve diventare, per i futuri allargamenti, molto preciso e concreto, e' grave che il ministro D Alema spinga in senso contrario sostenendo che su questa questione non si deve avere 'un approccio dogmatico'". Lo ha affermato il capo delegazione della Lega al Parlamento europeo Mario Borghezio, a proposito del bilancio della presidenza Ue che si concludera' a fine giugno.
"Questa posizione - ha sottolineato Borghezio - fa il paio con i segnali di 'porte aperte a tutti gli immigrati' provenienti dal nuovo ministro sull immigrazione: cosi' si fanno riprendere gli sbarchi dei clandestini sulle coste italiane. Ma, se l Italia ridiventa una groviera, e' l'Europa che fallisce il suo programma di controllo dell immigrazione".
La relazione del ministro Amato e' stata "deludente" sotto certi aspetti (sicurezza, azione di contrasto al terrorismo) e "preoccupante, molto preoccupante" sul fronte dell'immigrazione e della concessione della cittadinanza". È quanto afferma l'esponente della Lega Nord Roberto Cota.
"Questo governo- continua Cota- vuole svendere la nostra identita'. Si fa largo la concezione dell'immigrazione come fenomeno ineluttabile da subire. L'obbiettivo dichiarato e' quello di modificare in senso estensivo la legge Bossi-Fini, proprio mentre negli altri paesi si discute di restringere le maglie. Quello di Amato e' stato un discorso tutto 'in difesa dei poveri immigrati' ed ispirato a trovare tutti i rimedi per farne venire sempre di piu'".
Il leghista rifiuta qualsiasi ipotesi di allentamento delle misure anti-immigrazione: "Per portare avanti questa strategia si vuole anche agire alla radice concedendo a piene mani la cittadinanza. Infatti oggi il ministero dell'Interno ha ribadito, seppure in maniera generica, quanto anticipato nei giorni scorsi: introduzione dello 'ius soli' al posto dello 'ius sanguinis'. Questo criterio viene storicamente adottato quando c'e' bisogno di incoraggiare il flusso immigratorio, per esempio per colonizzare un territorio. Oggi vi e' l'esigenza opposta. In piu', il ministro parla come se fosse acqua fresca di cose che avrebbero un impatto enorme sulla nostre comunita'. Se si da la cittadinanza a chi e' nato da noi per caso presto non avremo piu' identita'. La Lega fara' opposizione molto dura quando verranno presentati i testi oggi a parole ipotizzati".
Il deputato dell'Udc Giampiero D'Alia commenta favorevolmente l'audizione del ministro dell'Interno Giuliano Amato in commissione Affari costituzionali alla Camera, ma definisce "note stonate" alcune prese di posizione "di altri esponenti del governo Prodi" per quanto riguarda il totale smantellamento delle politiche antidroga e la richiesta della commissione di inchiesta sul G8 di Genova. "L'audizione di Giuliano Amato - dichiara D'Alia - ancorche' il ministro si sia tenuto su linee generali che saranno anche oggetto di approfondimento in commissione, ci e' sembrata sobria e prudente. E sulle questioni fondamentali della sicurezza, come l'immigrazione e la lotta al terrorismo, ci e' sembrata ancorata all'azione del governo precedente". "Se fosse cosi' - prosegue il deputato centrista - sarebbe davvero apprezzabile perche', ad esempio, in materia di immigrazione e asilo sembra che restino fermi i capisaldi della normativa vigente e cioe' il regime sanzionatorio e il mantenimento e lo sviluppo dei centri di permanenza temporanea. Sebbene si parli dell' esigenza di un loro miglioramento. Cosi' come sulle questioni legate alla lotta al terrorismo e all' organizzazione delle forze di polizia sul territorio". "Rispetto a questo pero' - sottolinea D'Alia - costituiscono note stonate alcune prese di posizione di altri esponenti del Governo Prodi sul totale smantellamento delle politiche antidroga e sull' inquietante richiesta di una nuova commissione d' inchiesta sui fatti del G8 di Genova, che ha il sapore di una rivincita nei confronti delle forze dell' ordine, che non puo' essere ovviamente condivisa...".
"Un plauso e sostegno al ministro Amato che ha annunciato la revisione della legge sulla cittadinanza. E' un passo importante per l'integrazione dei migranti che vivono e lavorano stabilmente nel nostro Paese". Lo afferma in una nota il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del gruppo 'Insieme con L'unione, Verdi - Pdci'.
"L'Italia può solo trarre vantaggi sia in termini culturali, sia sociali, sia economici da una stabilizzazione dei migranti. Ci auguriamo che presto si metta mano drasticamente anche alla legge Bossi-Fini, che ha solo peggiorato le condizioni di ingresso degli extracomunitari e complicato l'attività degli imprenditori che vorrebbero avvalersi del loro lavoro. Sono norme inaccettabili che vanno abolite subito".
"È molto positivo l'insieme delle cose dette oggi da Giuliano Amato sull'immigrazione e soprattutto condivido il suo sarcasmo su certe richieste della legge Bossi-Fini alle quali neanche molti italiani potrebbero ottemperare". È quanto afferma il capogruppo Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, che poi aggiunge: "Positiva l'idea di prolungare il permesso di soggiorno fino al rilascio del successivo, anche se noi abbiamo una proposta che credo sia migliore: concedere questo permesso anche ai cosiddetti clandestini per un periodo limitato di tempo, per dare loro l'opportunita', attraverso il lavoro, di regolarizzare la posizione. Apprezzo inoltre la determinazione di Amato sul fatto che i Cpt non debbano essere prigioni ma in questo pero', e lo sa anche lui, c'e' una contraddizione che e' difficile non evidenziare: se anche fossero hotel a cinque stelle, le strutture chiuse dalle quali non si puo' uscire sono oggettivamente prigioni. Su questo dunque faccio un richiamo al programma dell'Unione, che parla di superamento dei Cpt, non del loro abbellimento. Questo e' l'obiettivo. Sono certo che - conclude Russo Spena - ce ne convinceremo ancora di piu' giovedi' prossimo, quando una delegazione di dieci parlamentari di Rifondazione di cui faro' parte anch'io, visitera' quello di Torino. Ma sono certo che se ne convincera' lo stesso Amato quando la commissione che li deve studiare, da lui istituita, comincera' a fornire il quadro della situazione".
"Un grande passo avanti" che, se seguito da adeguati provvedimenti, permettera' all'Italia di mettere in pratica "segnali importanti nella lotta all'immigrazione clandestina". Il responsabile immigrazione dell'Arci Filippo Miraglia commenta cosi' le parole del ministro dell'Interno Giuliano Amato che ha parlato di un "presupposto impossibile" alla base della Bossi-Fini.
"Un ministro che prende atto di una realta' che noi denunciamo, inascoltati da anni, e' una buona notizia - dice Miraglia - e' infatti fondamentale prevedere un canale di ingresso legale per i lavoratori, perche' nessun imprenditore chiamera' mai un lavoratore basandosi solo sul nome". Accade quindi che la maggior parte degli immigrati entra in Italia da clandestino e poi trova un lavoro. "Quasi tutti i permessi di soggiorno - spiega ancora Miraglia - hanno all'origine un ingresso clandestino o un ingresso per motivi diversi dal lavoro". Dunque, sostiene l'Arci, e' la legge stessa "che produce irregolari e clandestini".
Le parole di Amato devono, pero', essere seguite da fatti concreti. "Il governo agisca di conseguenza a questa dichiarazione - sottolinea Miraglia -. E' questo il momento giusto per introdurre per decreto un permesso di soggiorno per 'ricerca di lavoro'. Il governo potrebbe farlo in autunno quando sara' varato il secondo decreto flussi". Sarebbe un "segnale importante. Spendiamo milioni di euro nella lotta all'immigrazione clandestina - conclude - ma il nostro paese fino ad oggi l'ha solo prodotta".
"Resto convinto che occorrerebbe ripensare da zero le politiche di accoglienza e integrazione e che al loro interno non vi sia spazio per i Cpt. Queste strutture sono pensate come luoghi di detenzione, la vita di coloro che vi sono rinchiusi e' scandita da abusi quotidiani e violazioni del diritto e la loro chiusura sarebbe un segnale politico forte che sancirebbe la fine delle politiche securitarie messe in campo dalle destre in questi anni". Lo sottolinea il senatore dei "Verdi-Insieme con l'Unione" Mauro Bulgarelli riferendosi alle dichiarazioni alla Camera del ministro dell'Interno Giuliano Amato.
"D'altra parte, mi chiedo come sia possibile rendere 'piu' umani' luoghi concepiti espressamente come carceri etnici, che nulla possono offrire in termini di assistenza e la cui funzione e' solo repressiva. Meglio sarebbe partire da un dato irrefutabile: i Cpt sono strutture che violano la costituzione, permettendo la barbarie della detenzione amministrativa, e percio' vanno chiusi. Tentativi di 'restyling' -conclude il parlamentare dei Verdi- sono inutili e inconciliabili con strategie mirate alla regolarizzazione, accoglienza, informazione e assistenza dei migranti".
"L'intervento sull'immigrazione del ministro dell'Interno Giuliano Amato in commissione Affari costituzionali alla Camera e' stato ottimo". E' quanto afferma Aly Baba Faye, responsabile Immigrazione dei Ds sottolineando che si e' trattato di un "discorso pragmatico e non ideologico, volto a governare seriamente e con grande senso di responsabilita' un fenomeno che e' stato per tanto tempo in balia di un ideologismo inconcludente".
Amato, aggiunge l'esponente ds, "prospetta soluzioni su diverse questioni, a partire dalle procedure di rinnovo per dare certezza del diritto e consentire una stabilizzazione dei migranti, condizione necessaria per una loro integrazione sociale". "Il legame tra immigrazione e lavoro che il ministro Amato ha richiamato non e' il mero servilismo lavoristico della Bossi-Fini, ma una condizione indispensabile per rendere dignita' ai migranti".
Quanto ai Cpt, conclude Faye, Amato "ha confermato la volonta' di affrontare la questione in modo onesto e realistico, senza per questo rinunciare alle esigenze di controllo e di lotta contro la clandestinita' Gli strumenti per fare questo ci sono e alcuni sono stati gia' individuati nel programma dell'Unione".
"Perfino Giuliano Amato sembra unirsi alle tesi di coloro che rifiutano l'idea di una possibile qualificazione dei flussi migratori. Questa è invece necessaria proprio per consentire alle persone un progetto di vita nel nostro Paese attraverso la sostenibilità del percorso lavorativo, così garantendo una agevole integrazione con la società di accoglienza". Lo afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Sacconi.
"Amato dimentica - aggiunge - che il regolamento della legge Bossi-Fini individua il modo con cui garantire, in partenza, la qualificazione dell'ingresso attraverso programmi di formazione-selezione nel Paese d'origine che, man mano che si diffondono, possono persino portare al superamento del concetto di quota perché il controllo qualitativo sostituisce quello quantitativo in quanto meramente difensivo.
"L'idea, al contrario, di sanare qualsiasi rapporto di lavoro corrisponde ancora alla prassi dei flussi 'subiti' perché qualunque lavoro, anche se ragionevolmente destinato a durare poco, come già accade nelle manifatture, è assunto come presupposto valido. Questa linea - conclude - non può che richiamare ulteriori flussi clandestini e stimolare fenomeni di dis-integrazione".
"Ho ascoltato con soddisfazione l' intervento del ministro dell'Interno Giuliano Amato, che ha dato una rappresentazione realistica delle condizioni dei migranti nel nostro paese, scevra da atteggiamenti ipocriti anche se, a mio avviso, ancora troppo poco coraggiosa". Lo sottolinea il vice capogruppo di Prc Graziella Mascia, sottolineando che bisogna "abrogare la Bossi-Fini, superare i Cpt e riscrivere i diritti di cittadinanza".
Il programma dell'Unione, aggiunge Mascia, "e' molto preciso e responsabile e parte dal vissuto di migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalla fame, chiedendo soluzioni piu' umane e dignitose rispetto a quelle fino ad ora sperimentante". "La modifica del diritto di cittadinanza, annunciata da Amato, mi sembra un ottimo punto di partenza".
La stabilizzazione dell'immigrazione, prosegue l'esponente di Prc, "e' un passaggio necessario per porre fine ad atteggiamenti ideologici: bisogna lanciare segnali importanti partendo dalla abrogazione della Bossi-Fini e dalla chiusura dei centri di permanenza temporanea". Su questo punto, dice ancora, "l'Unione ha siglato un impegno comune scritto nero su bianco nel programma". Quanto alla proposta di una commissione di verifica sui Cpt, "mi sembra una buona idea, ma non sufficiente in quanto l'umanizzazione dei Cpt non penso sia possibile".
"Abbiamo un 'amore paterno' per gli immigrati che non abbiamo per noi italiani...". Il ministro dell'Interno fa ricorso anche all'ironia per mettere sotto accusa alcune "forme di ipocrisia" alle quali vengono sottoposti gli immigrati in Italia, per mantenere il permesso di soggiorno o procurarsi un regolare certificato di residenza.
Amato cita i casi dei metri quadri minimi per l'alloggio che devono necessariamente aumentare in caso di nascita di un figlio; dei contratti d'affitto che non siano 'in nero'; di lavori regolari e non precari.
"Sono tutte esigenze e richieste che ovviamente non vengono avanzate ai cittadini italiani, anche perche' si rivolgerebbero alla Corte di Strasburgo per violazione di diritti umani".
Per Amato, l'immigrazione e' oggi divenuto un "fenomeno biblico". Un fenomeno con "profili che sgomentano", ma "di per se' inesorabile e con cui convivere". Il responsabile del Viminale descrive il "cammino della speranza" di migliaia e migliaia di persone, soprattutto dall'Africa. Il predecessore, Pisanu, "mi ha parlato di un numero tale, nella traversata del deserto verso i porti libici arrivano 1 su 100". Ebbene, nota il ministro, "non so' se sono 1 su 100, oppure 10 su 100 o 20 su 100. Il numero puo' darsi sia eccessivo, ma il deserto e' ora un gigantesco ossario di persone che hanno venduto tutto, anche il proprio letto e beni piccoli, per rimediare quei 2 mila euro o 2 mila dollari che chiedono loro le organizzazioni criminali". Per poi, dice, approdare "su una barcaccia abbandonata a se stessa" per attraversare il Mediterraneo.
Per quanto riguarda la legge vigente sull'immigrazione, Amato si chiede: "Ma siamo proprio sicuri che in realta' nell'applicazione della legge si e' davvero conformi alla legge? O non ha un presupposto impossibile?". Amato non vuole parlare direttamente di modifiche dalle norme varate dal governo di centrodestra. Ma, in un lungo ragionamento sulla concessione del permesso di soggiorno rispetto al contratto di lavoro di un migrante in Italia, parla di "risultati paradossali".
Non nasconde, il responsabile del Viminale, che "esistono dei problemi di cambiamento della legge". E, nel parlare appunto di "presupposto impossibile", afferma: "Mi fermo qua. Ma vorrei che la domanda venisse accolta come sincera e serena per riflettere e vedere se c'e' un modo diverso e piu' corrispondente alla realta' di far venire qua le persone". Insomma, esorta Amato, "ci dobbiamo pensare, al di fuori di ogni ideologia e di ogni contrapposizione. Questo attiene al realismo".
A proposito di Cpt, Amato ha definito "ingenuo" pensare ad altre strutture di identificazione per gli immigrati clandestini che non siano i Centri di permanenza temporanei, ma questi non possono essere intesi come dei carceri e, quindi, vanno assicurate condizioni "di sicurezza ma anche di vivibilita'". Il ministro ha poi confermato la costituzione di una Commissione composta da funzionari dell'Amministrazione dell'Interno ma, soprattutto, da esponenti del volontariato che si occupano di temi dell'immigrazione "perche' ispezionino i centri ed entro sei mesi riferiscano" sulle condizioni vita nelle strutture.
Comunque, ha poi spiegato Amato, "occorrera', in alcuni casi, migliorare e allargare le strutture" come gia' si sta verificando a Lampedusa dove proprio ieri il Demanio ha acquisito una ex caserma che verra' destinata ad ospitare un Centro di accoglienza che verra', quindi, distinta dal Cpt.
Scetticismo invece per l'intenzione della Spagna di "testare un meccanismo di controllo navale esterno" per combattere l'immigrazione clandestina al vertice euro-africano di Rabat sull'immigrazione clandestina. "o, personalmente, sono piuttosto scettico", ha ribadito Amato.
Peraltro, osserva il ministro degli Interni parlando dell'appuntamento del 10 luglio, "l'impegno comune europeo e' gia' un primo risultato. E noi, in realta', stiamo lavorando per concretizzare l'ipotesi di un'Unione europea-Unione africana sul tema della cooperazione per fronteggiare flussi di immigrazione irregolare".
REAZIONI
"Quella di Amato in commissione e' stata una relazione problematica. Piu' che le linee programmatiche del suo ministero sono venute in evidenza le difficolta' del governo su temi come l'immigrazione, la lotta alla droga e al crimine". E' quanto dichiara Italo Bocchino, capogruppo di Alleanza Nazionale di commissione Affari Costituzionali.
"C'e' una tendenza del centrosinistra a volersi occupare di Caino piu' che di Abele. E lo dimostra la richiesta di una commissione di inchiesta sul G8 di Genova, pervenuta dalla sinistra radicale a cinque anni di distanza dai fatti".
Bocchino, intervenendo in commissione Affari Costituzionali, ha chiesto al ministro dell'Interno quali problemi eventualmente il Viminale dovrebbe affrontare in caso di amnistia, se e' intenzione del governo smontare l'impianto della legge Bossi-Fini e se intende dare seguito al progetto del poliziotto di quartiere.
"Mentre per il cancelliere austriaco Schuessel il criterio della 'capacita' di assorbimento' deve diventare, per i futuri allargamenti, molto preciso e concreto, e' grave che il ministro D Alema spinga in senso contrario sostenendo che su questa questione non si deve avere 'un approccio dogmatico'". Lo ha affermato il capo delegazione della Lega al Parlamento europeo Mario Borghezio, a proposito del bilancio della presidenza Ue che si concludera' a fine giugno.
"Questa posizione - ha sottolineato Borghezio - fa il paio con i segnali di 'porte aperte a tutti gli immigrati' provenienti dal nuovo ministro sull immigrazione: cosi' si fanno riprendere gli sbarchi dei clandestini sulle coste italiane. Ma, se l Italia ridiventa una groviera, e' l'Europa che fallisce il suo programma di controllo dell immigrazione".
La relazione del ministro Amato e' stata "deludente" sotto certi aspetti (sicurezza, azione di contrasto al terrorismo) e "preoccupante, molto preoccupante" sul fronte dell'immigrazione e della concessione della cittadinanza". È quanto afferma l'esponente della Lega Nord Roberto Cota.
"Questo governo- continua Cota- vuole svendere la nostra identita'. Si fa largo la concezione dell'immigrazione come fenomeno ineluttabile da subire. L'obbiettivo dichiarato e' quello di modificare in senso estensivo la legge Bossi-Fini, proprio mentre negli altri paesi si discute di restringere le maglie. Quello di Amato e' stato un discorso tutto 'in difesa dei poveri immigrati' ed ispirato a trovare tutti i rimedi per farne venire sempre di piu'".
Il leghista rifiuta qualsiasi ipotesi di allentamento delle misure anti-immigrazione: "Per portare avanti questa strategia si vuole anche agire alla radice concedendo a piene mani la cittadinanza. Infatti oggi il ministero dell'Interno ha ribadito, seppure in maniera generica, quanto anticipato nei giorni scorsi: introduzione dello 'ius soli' al posto dello 'ius sanguinis'. Questo criterio viene storicamente adottato quando c'e' bisogno di incoraggiare il flusso immigratorio, per esempio per colonizzare un territorio. Oggi vi e' l'esigenza opposta. In piu', il ministro parla come se fosse acqua fresca di cose che avrebbero un impatto enorme sulla nostre comunita'. Se si da la cittadinanza a chi e' nato da noi per caso presto non avremo piu' identita'. La Lega fara' opposizione molto dura quando verranno presentati i testi oggi a parole ipotizzati".
Il deputato dell'Udc Giampiero D'Alia commenta favorevolmente l'audizione del ministro dell'Interno Giuliano Amato in commissione Affari costituzionali alla Camera, ma definisce "note stonate" alcune prese di posizione "di altri esponenti del governo Prodi" per quanto riguarda il totale smantellamento delle politiche antidroga e la richiesta della commissione di inchiesta sul G8 di Genova. "L'audizione di Giuliano Amato - dichiara D'Alia - ancorche' il ministro si sia tenuto su linee generali che saranno anche oggetto di approfondimento in commissione, ci e' sembrata sobria e prudente. E sulle questioni fondamentali della sicurezza, come l'immigrazione e la lotta al terrorismo, ci e' sembrata ancorata all'azione del governo precedente". "Se fosse cosi' - prosegue il deputato centrista - sarebbe davvero apprezzabile perche', ad esempio, in materia di immigrazione e asilo sembra che restino fermi i capisaldi della normativa vigente e cioe' il regime sanzionatorio e il mantenimento e lo sviluppo dei centri di permanenza temporanea. Sebbene si parli dell' esigenza di un loro miglioramento. Cosi' come sulle questioni legate alla lotta al terrorismo e all' organizzazione delle forze di polizia sul territorio". "Rispetto a questo pero' - sottolinea D'Alia - costituiscono note stonate alcune prese di posizione di altri esponenti del Governo Prodi sul totale smantellamento delle politiche antidroga e sull' inquietante richiesta di una nuova commissione d' inchiesta sui fatti del G8 di Genova, che ha il sapore di una rivincita nei confronti delle forze dell' ordine, che non puo' essere ovviamente condivisa...".
"Un plauso e sostegno al ministro Amato che ha annunciato la revisione della legge sulla cittadinanza. E' un passo importante per l'integrazione dei migranti che vivono e lavorano stabilmente nel nostro Paese". Lo afferma in una nota il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del gruppo 'Insieme con L'unione, Verdi - Pdci'.
"L'Italia può solo trarre vantaggi sia in termini culturali, sia sociali, sia economici da una stabilizzazione dei migranti. Ci auguriamo che presto si metta mano drasticamente anche alla legge Bossi-Fini, che ha solo peggiorato le condizioni di ingresso degli extracomunitari e complicato l'attività degli imprenditori che vorrebbero avvalersi del loro lavoro. Sono norme inaccettabili che vanno abolite subito".
"È molto positivo l'insieme delle cose dette oggi da Giuliano Amato sull'immigrazione e soprattutto condivido il suo sarcasmo su certe richieste della legge Bossi-Fini alle quali neanche molti italiani potrebbero ottemperare". È quanto afferma il capogruppo Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, che poi aggiunge: "Positiva l'idea di prolungare il permesso di soggiorno fino al rilascio del successivo, anche se noi abbiamo una proposta che credo sia migliore: concedere questo permesso anche ai cosiddetti clandestini per un periodo limitato di tempo, per dare loro l'opportunita', attraverso il lavoro, di regolarizzare la posizione. Apprezzo inoltre la determinazione di Amato sul fatto che i Cpt non debbano essere prigioni ma in questo pero', e lo sa anche lui, c'e' una contraddizione che e' difficile non evidenziare: se anche fossero hotel a cinque stelle, le strutture chiuse dalle quali non si puo' uscire sono oggettivamente prigioni. Su questo dunque faccio un richiamo al programma dell'Unione, che parla di superamento dei Cpt, non del loro abbellimento. Questo e' l'obiettivo. Sono certo che - conclude Russo Spena - ce ne convinceremo ancora di piu' giovedi' prossimo, quando una delegazione di dieci parlamentari di Rifondazione di cui faro' parte anch'io, visitera' quello di Torino. Ma sono certo che se ne convincera' lo stesso Amato quando la commissione che li deve studiare, da lui istituita, comincera' a fornire il quadro della situazione".
"Un grande passo avanti" che, se seguito da adeguati provvedimenti, permettera' all'Italia di mettere in pratica "segnali importanti nella lotta all'immigrazione clandestina". Il responsabile immigrazione dell'Arci Filippo Miraglia commenta cosi' le parole del ministro dell'Interno Giuliano Amato che ha parlato di un "presupposto impossibile" alla base della Bossi-Fini.
"Un ministro che prende atto di una realta' che noi denunciamo, inascoltati da anni, e' una buona notizia - dice Miraglia - e' infatti fondamentale prevedere un canale di ingresso legale per i lavoratori, perche' nessun imprenditore chiamera' mai un lavoratore basandosi solo sul nome". Accade quindi che la maggior parte degli immigrati entra in Italia da clandestino e poi trova un lavoro. "Quasi tutti i permessi di soggiorno - spiega ancora Miraglia - hanno all'origine un ingresso clandestino o un ingresso per motivi diversi dal lavoro". Dunque, sostiene l'Arci, e' la legge stessa "che produce irregolari e clandestini".
Le parole di Amato devono, pero', essere seguite da fatti concreti. "Il governo agisca di conseguenza a questa dichiarazione - sottolinea Miraglia -. E' questo il momento giusto per introdurre per decreto un permesso di soggiorno per 'ricerca di lavoro'. Il governo potrebbe farlo in autunno quando sara' varato il secondo decreto flussi". Sarebbe un "segnale importante. Spendiamo milioni di euro nella lotta all'immigrazione clandestina - conclude - ma il nostro paese fino ad oggi l'ha solo prodotta".
"Resto convinto che occorrerebbe ripensare da zero le politiche di accoglienza e integrazione e che al loro interno non vi sia spazio per i Cpt. Queste strutture sono pensate come luoghi di detenzione, la vita di coloro che vi sono rinchiusi e' scandita da abusi quotidiani e violazioni del diritto e la loro chiusura sarebbe un segnale politico forte che sancirebbe la fine delle politiche securitarie messe in campo dalle destre in questi anni". Lo sottolinea il senatore dei "Verdi-Insieme con l'Unione" Mauro Bulgarelli riferendosi alle dichiarazioni alla Camera del ministro dell'Interno Giuliano Amato.
"D'altra parte, mi chiedo come sia possibile rendere 'piu' umani' luoghi concepiti espressamente come carceri etnici, che nulla possono offrire in termini di assistenza e la cui funzione e' solo repressiva. Meglio sarebbe partire da un dato irrefutabile: i Cpt sono strutture che violano la costituzione, permettendo la barbarie della detenzione amministrativa, e percio' vanno chiusi. Tentativi di 'restyling' -conclude il parlamentare dei Verdi- sono inutili e inconciliabili con strategie mirate alla regolarizzazione, accoglienza, informazione e assistenza dei migranti".
"L'intervento sull'immigrazione del ministro dell'Interno Giuliano Amato in commissione Affari costituzionali alla Camera e' stato ottimo". E' quanto afferma Aly Baba Faye, responsabile Immigrazione dei Ds sottolineando che si e' trattato di un "discorso pragmatico e non ideologico, volto a governare seriamente e con grande senso di responsabilita' un fenomeno che e' stato per tanto tempo in balia di un ideologismo inconcludente".
Amato, aggiunge l'esponente ds, "prospetta soluzioni su diverse questioni, a partire dalle procedure di rinnovo per dare certezza del diritto e consentire una stabilizzazione dei migranti, condizione necessaria per una loro integrazione sociale". "Il legame tra immigrazione e lavoro che il ministro Amato ha richiamato non e' il mero servilismo lavoristico della Bossi-Fini, ma una condizione indispensabile per rendere dignita' ai migranti".
Quanto ai Cpt, conclude Faye, Amato "ha confermato la volonta' di affrontare la questione in modo onesto e realistico, senza per questo rinunciare alle esigenze di controllo e di lotta contro la clandestinita' Gli strumenti per fare questo ci sono e alcuni sono stati gia' individuati nel programma dell'Unione".
"Perfino Giuliano Amato sembra unirsi alle tesi di coloro che rifiutano l'idea di una possibile qualificazione dei flussi migratori. Questa è invece necessaria proprio per consentire alle persone un progetto di vita nel nostro Paese attraverso la sostenibilità del percorso lavorativo, così garantendo una agevole integrazione con la società di accoglienza". Lo afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Sacconi.
"Amato dimentica - aggiunge - che il regolamento della legge Bossi-Fini individua il modo con cui garantire, in partenza, la qualificazione dell'ingresso attraverso programmi di formazione-selezione nel Paese d'origine che, man mano che si diffondono, possono persino portare al superamento del concetto di quota perché il controllo qualitativo sostituisce quello quantitativo in quanto meramente difensivo.
"L'idea, al contrario, di sanare qualsiasi rapporto di lavoro corrisponde ancora alla prassi dei flussi 'subiti' perché qualunque lavoro, anche se ragionevolmente destinato a durare poco, come già accade nelle manifatture, è assunto come presupposto valido. Questa linea - conclude - non può che richiamare ulteriori flussi clandestini e stimolare fenomeni di dis-integrazione".
"Ho ascoltato con soddisfazione l' intervento del ministro dell'Interno Giuliano Amato, che ha dato una rappresentazione realistica delle condizioni dei migranti nel nostro paese, scevra da atteggiamenti ipocriti anche se, a mio avviso, ancora troppo poco coraggiosa". Lo sottolinea il vice capogruppo di Prc Graziella Mascia, sottolineando che bisogna "abrogare la Bossi-Fini, superare i Cpt e riscrivere i diritti di cittadinanza".
Il programma dell'Unione, aggiunge Mascia, "e' molto preciso e responsabile e parte dal vissuto di migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalla fame, chiedendo soluzioni piu' umane e dignitose rispetto a quelle fino ad ora sperimentante". "La modifica del diritto di cittadinanza, annunciata da Amato, mi sembra un ottimo punto di partenza".
La stabilizzazione dell'immigrazione, prosegue l'esponente di Prc, "e' un passaggio necessario per porre fine ad atteggiamenti ideologici: bisogna lanciare segnali importanti partendo dalla abrogazione della Bossi-Fini e dalla chiusura dei centri di permanenza temporanea". Su questo punto, dice ancora, "l'Unione ha siglato un impegno comune scritto nero su bianco nel programma". Quanto alla proposta di una commissione di verifica sui Cpt, "mi sembra una buona idea, ma non sufficiente in quanto l'umanizzazione dei Cpt non penso sia possibile".
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