Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Amnesty International: gravi carenze legislative su asilo e tortura

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gravi carenze dal punto di vista legislativo su asilo e situazioni legislative che possono essere fortemente lesive dei diritti della persona e sottrarre alla magistratura italiana possibili indagati: è questa la situazione delineata da Amnesty International sull'Italia nel suo rapporto annuale del 2006.
In assenza di una legge organica oggi l'asilo è disciplinato dalla legge sull'immigrazione del 1990, così come è stata emendata dalla cosiddetta legge Bossi-Fini del 2005, che prevede procedure accelerate e la detenzione generalizzata di richiedenti asilo nei cosidetti "centi di identificazione". Amnesty è tornata oggi a esprimere la preoccupazione che tali normi comportino il trasferimento forzato di migliaia di migranti e richiedenti asilo giunti in Italia via mare, principalmente dalla Libia, verso paesi in cui sono a rischio di violazioni di diritti umani. Anche in questo caso, Amnesty ha rinnovato l'appello al nuovo governo per l'approvazione al più presto di una normativa che garantisca "effettiva protezione ai rifugiati ed eviti la detenzione sistematica dei richiedenti asilo, in particolare se minori".
Preoccupazione è stata quindi espressa sul ruolo dell'Italia nella "guerra al terrore". La legge antiterrorismo del luglio 2005 consente infatti ai prefetti e al ministro dell'Interno di allontanare cittadini stranieri, con o senza permesso di soggiorno, sulla base di una "valutazione prima facie della minaccia costituita dalla loro presenza in Italia". Questa legge non prevede che la persona espulsa sia stata condannata o accusata di un reato e non prevede una conferma giudiziaria dell'espulsione, né alcuna possibilità di ricorso effettivo o protezione dal rischio di violazioni dei diritti umani all'arrivo nel paese di origine. Inoltre, ha ricordato Pobbiati, "sottrae di fatto alla magistratura l'eventuale indagato" che, in caso di accertata responsabilità in attività terroristiche, rappresenterebbe comunque una minaccia per il paese in cui viene accolto.
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