Italia. An: cittadinanza a punti
Dopo la patente, anche la cittadinanza potrebbe essere a punti. E' una delle proposte fatte durante il secondo "Forum delle idee" di An che si e' svolto nella sede del Cnr a Roma. Qui un gruppo di intellettuali vicino al partito si e' riunito oggi per discutere di immigrazione e leggi sulla cittadinanza. Un 'pensatoio' nato circa 20 giorni fa, ma gia' pieno di suggerimenti per i parlamentari di via della Scrofa. A lanciare l'idea della 'cittadinanza con bonus', durante un dibattito a cui hanno assistito il leader di An Gianfranco Fini, il capogruppo alla Camera Ignazio La Russa e i deputati Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri e Andrea Ronchi, e' un professore di comunicazione all' "European School of Economics" e direttore dalla rivista "Destra", Fabio Torriero, che pensa di sottoporla al partito per tradurla in proposta di legge. Il meccanismo- spiega alla 'Dire'- sarebbe lo stesso della patente a punti, ma senza esami di riparazione. L'immigrato che vuole diventare cittadino italiano accumulando i venti punti necessari, una volta persi sarebbe infatti automaticamente espulso. Il bonus si otterrebbe attraverso una serie di prove, come la conoscenza della lingua e della Costituzione italiana, e stando attenti a non farseli 'depennare' compiendo atti criminali.
La proposta contiene inoltre norme particolari per gli islamici: le moschee dovranno essere sotto stretta sorveglianza delle forze dell'ordine; i bambini dovranno frequentare le scuole pubbliche e non coraniche; gli Imam non potranno piu' autoproclamarsi tali ma superare una selezione con regole dettate da una Consulta creata d'intesa tra lo Stato italiano e quello di provenienza dei candidati.
La proposta contiene inoltre norme particolari per gli islamici: le moschee dovranno essere sotto stretta sorveglianza delle forze dell'ordine; i bambini dovranno frequentare le scuole pubbliche e non coraniche; gli Imam non potranno piu' autoproclamarsi tali ma superare una selezione con regole dettate da una Consulta creata d'intesa tra lo Stato italiano e quello di provenienza dei candidati.
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