Italia. An: leggi truccate per smantellare Bossi-Fini
Un "cavallo di Troia" legislativo per continuare a smantellare surrettiziamente e un pezzo alla volta la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. È questa l'accusa che lanciano i deputati di Alleanza nazionale Maurizio Gasparri e Giulia Buongiorno alla vigilia del voto in commissione su un ddl che in teoria dovrebbe occuparsi solo di madri detenute, ma che invece tra le pieghe permetterebbe agli extracomunitari pregiudicati di rimanere in Italia dopo aver scontato la condanna. "Mentre continua ad annunciare di voler riformare la Bossi-Fini con un provvedimento organico - denuncia l'ex ministro delle Comunicazioni - la maggioranza infila di soppiatto norme estranee per materia in altri provvedimenti, allo scopo di minare l'impianto dell'attuale normativa sull'immigrazione. È di qualche giorno fa l'inserimento di un criterio pericolosamente estensivo sul diritto d'asilo dentro la legge comunitaria, ed e' sempre di questi giorni il decreto sui flussi migratori che in pratica triplica le quote di stranieri da accogliere. Ma adesso, con alcuni articoli di un ddl sulla tutela del rapporto tra madri e figli minori, si agisce ancora piu' gravemente".
Bongiorno spiega nel dettaglio in cosa consisterebbe lo stratagemma legislativo che attribuisce al centrosinistra. "In una legge che fino al quinto articolo si occupa effettivamente dei diritti delle madri detenute riguardo ai loro figli minorenni - dichiara - compaiono all'improvviso con l'articolo 6 alcune disposizioni che cambiano profondamente la Bossi-Fini. E che in pratica consentono all'extracomunitario che ha scontato una condanna di chiedere il permesso di soggiorno. Modificando proprio quella norma che considera l'aver commesso un reato e l'essere stato condannato per esso ragione sufficiente per comminare la pena accessoria dell'espulsione immediata dall'Italia". "Vorremmo sapere - aggiunge Gasparri - cosa ne pensa il governo e soprattutto il ministro dell'Interno Giuliano Amato di una norma del genere. Anche alla luce delle sue proposte per garantire l'accesso nel nostro paese di un immigrazione qualificata". Gasparri sottolinea tra l'altro che nel testo (che andra' in votazione nei prossimi giorni alla commissione Giustizia della Camera) si prevede addirittura "la possibilita' di concedere il permesso di soggiorno a un immigrato che esce dal carcere solo sulla base della promessa di un lavoro per lui da parte di un cittadino italiano".
Bongiorno spiega nel dettaglio in cosa consisterebbe lo stratagemma legislativo che attribuisce al centrosinistra. "In una legge che fino al quinto articolo si occupa effettivamente dei diritti delle madri detenute riguardo ai loro figli minorenni - dichiara - compaiono all'improvviso con l'articolo 6 alcune disposizioni che cambiano profondamente la Bossi-Fini. E che in pratica consentono all'extracomunitario che ha scontato una condanna di chiedere il permesso di soggiorno. Modificando proprio quella norma che considera l'aver commesso un reato e l'essere stato condannato per esso ragione sufficiente per comminare la pena accessoria dell'espulsione immediata dall'Italia". "Vorremmo sapere - aggiunge Gasparri - cosa ne pensa il governo e soprattutto il ministro dell'Interno Giuliano Amato di una norma del genere. Anche alla luce delle sue proposte per garantire l'accesso nel nostro paese di un immigrazione qualificata". Gasparri sottolinea tra l'altro che nel testo (che andra' in votazione nei prossimi giorni alla commissione Giustizia della Camera) si prevede addirittura "la possibilita' di concedere il permesso di soggiorno a un immigrato che esce dal carcere solo sulla base della promessa di un lavoro per lui da parte di un cittadino italiano".
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