Italia. Anche la Federserd disertera' Palermo
Anche gli operatori dei servizi pubblici per le tossicodipendenze di Federserd, dopo il resto del cartello 'Non incarcerate il nostro crescere' e le Regioni, hanno deciso di non partecipare alla Conferenza nazionale organizzata a Palermo dal 5 al 7 dicembre dal Dipartimento antidroga."Il Governo e le Regioni dichiarano guerra alla droga solo a parole. Per di piu' litigano fra di loro", afferma, in una nota, la Federserd (Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze). Al centro della polemica, la decisione del Governo di presentare in Parlamento lo stralcio sulle tossicodipendenze senza fornire l'articolato di legge agli operatori del settore, e la posizione delle Regioni che hanno annunciato la non partecipazione alla conferenza "perche' poco coinvolte nei lavori preparatori".
"Il governo -spiega Alfio Lucchini, segretario della federazione- sta lavorando a una legge stralcio senza fornire l'articolato legislativo a chi concretamente si occupa delle persone con problemi legati all'uso della droga". Perplessita', poi, sono espresse dalla Federserd "per il comportamento contrastante dei ministri Giovanardi e Fini, il primo con la delega alle tossicodipendenze, il secondo come depositario della prima stesura del ddl". Secondo Lucchini "si potrebbe arrivare alla conferenza con una legge pre-confezionata e che difficilmente potra' essere emendata". Per la federazione, anche le Regioni "stanno cedendo agli interessi meno nobili della politica e del clima pre-elettorale che tende a semplificare e ad appiattire ogni complessita' . Ben altra - dovrebbe essere l'attenzione di tutte le istituzioni per un problema cosi' complesso e socialmente rilevante".
Dinanzi a questo stato di cose, i componenti del direttivo nazionale della Federserd hanno deciso di sospendere la loro partecipazione ai lavori preparatori della Conferenza di Palermo. Il direttivo presentera' invece, al convegno nazionale della federazione che si terra' a Palermo dal 30 novembre al 2 dicembre, un documento che "disegna la strategia italiana per affrontare le problematiche connesse all'uso di sostanze stupefacenti".
Sul sito Internet di Federserd si trova tutta la documentazione in cui si spiega come la Conferenza di Palermo sia "una occasione perduta per il sistema di intervento sulla droga in Italia": clicca qui
"C'e' chi si chiama fuori per ragioni di partito o ideologiche, ma non si puo' far pagare tutto cio' sulla pelle dei tossicodipendenti": cosi' il ministro Carlo Giovanardi, che ha la delega in materia di lotta alla droga, commenta all'agenzia Ansa la notizia che un'altra fetta degli operatori del settore, la Federserd, ha annunciato che non partecipera' alla Conferenza nazionale di Palermo sulle tossicodipendenze. Se l'appuntamento di Palermo risultera' monco, secondo Giovanardi, "la responsabilita' e' di chi rifiuta il dialogo e il confronto". Nella tre giorni di Palermo (5-7 dicembre), aggiunge il ministro, "ci sara' modo di confrontarsi, sara' quello il luogo dove avanzare le critiche". Giovanardi precisa poi che il presidente della Federserd, Alessandro Coacci, gli ha confermato la sua partecipazione personale alla Conferenza nazionale, e che fu proprio la Federazione degli operatori dei sert, a luglio, a chiedergli di organizzare l'evento e la stessa Federserd ha partecipato, finora, ai gruppi di lavoro preparatori della Conferenza stessa. "Dicono che non vogliono il confronto se prima il Parlamento approva lo stralcio del ddl Fini -aggiunge il ministro riferendosi alle critiche- ma io non so piu' come dirlo: il Parlamento non approvera' prima di dicembre il provvedimento, la Conferenza avra' tutto il modo di approfondire le questioni sul tappeto, di dibattere, di criticare". Stralcio che, precisa poi, non e' ancora stato presentato dai senatori in commissione. E poi, aggiunge, non sono tutti gli operatori del settore a fare forfait: "ho sentito don Picchi che mi ha invitato ad andare avanti, e cosi' anche la Fict (federazione comunita' terapeutiche), e altri ancora". Ma non e' solo per questo che la Conferenza si fara': "si terra' perche' lo prescrive la legge e perche' tutta la Consulta, all'unanimita', mi ha chiesto di farla. Ci sono critiche da fare? Benissimo, i tre giorni di lavoro di Palermo sono proprio il luogo istituzionale dove confrontarsi. Ribadisco non c'e' alcuna tesi precostituita da far valere, ci sono gruppi di lavoro che stanno preparando le piattaforme di discussione. Tutte le proposte sono aperte". Se la conferenza, quindi, non risultera' rappresentativa di tutto il mondo interessato al problema della droga, "la responsabilita' e' di chi rifiuta il dialogo e il confronto. Chi si chiama fuori per ragioni di partito o ideologiche: mi spiace pero' non si puo' far pagare queste ragioni sulla pelle dei tossicodipendenti".
"La valanga di diserzioni che si registrano tra le associazioni che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza di Palermo (Federserd, Cnca, Exodus, centri salesiani, Lila, Sitd, Itaca, Agesci, Arci, Acli) rende del tutto manifesto il fallimento delle politiche del Governo sul tema delle droghe". Lo afferma Paolo Ferrero della segreteria del Prc. "Adesso sono rimasti soli, lontano dal Paese reale, lo stesso che qualche anno fa si era pronunciato con un referendum contro la criminalizzazione dei consumatori. Invece di entrare ad ascoltare l'ennesimo spot elettorale del Governo, la societa' civile sara' fuori dai cancelli ad organizzare una controconferenza. Oggi all'ordine del giorno vi e' il superamento in chiave non proibizionista della normativa attuale, alla faccia dei proclami di Giovanardi e di Fini".
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