Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Anche la Regione Umbria segue il ricorso alla Corte Costituzionale per la legge Fini-Giovanardi

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Anche la Regione Umbria, dopo Toscana, Emilia Romagna e Liguria, ha deciso di presentare ricorso davanti alla Corte costituzionale contro la legge 49/2006 sulle tossicodipendenze (la cosiddetta legge "Fini-Giovanardi"), rilevandovi degli aspetti considerati "lesivi delle prerogative delle Regioni stabilite nel Titolo V, parte II della Costituzione". "Questa legge, approvata precipitosamente a fine mandato -ha detto l'assessore regionale alle politiche sociali, Damiano Stufara- oltre ad essere espressione di una cultura politica sterilmente proibizionistica, rappresenta anche l'ennesimo attacco portato dal governo di centrodestra all'autonomia delle Regioni. Si è arrivati all'approvazione del nuovo testo normativo calpestando anche quelle norme procedurali che avrebbero dovuto portare all'esame del testo in sede di Conferenza Stato-Regioni per il parere di competenza. E le Regioni stesse hanno cercato in tutti i modi di evitare l'approvazione di una legge palesemente illegittima e inefficace. Spetta ora al nuovo governo procedere all'abrogazione e all'approvazione di un nuovo testo che, restituendo il giusto peso al ruolo delle Regioni, costituisca anche uno strumento ancora più efficace di prevenzione, recupero e contrasto delle tossicodipendenze, abbandonando le fallimentari politiche della 'tolleranza zero' e rilanciando, come sancito dal Parlamento Europeo, vere politiche di prevenzione e riduzione del danno". Alla legge 49/2006, che apporta alcune modifiche al Testo unico delle leggi sulle tossicodipendenze del 1990, la Regione Umbria -è detto in un suo comunicato- muove rilievi di incostituzionalità su alcuni punti che riportano a livello statale competenze che il dettato costituzionale indica invece come "di chiara competenza delle Regioni". In particolare le osservazioni della Regione Umbria riguardano le norme relative all'organizzazione dei servizi sanitari per le dipendenze ed alla concessione dell'autorizzazione al funzionamento e all'accreditamento istituzionale delle strutture private. Contestati inoltre tutti gli aspetti correlati alla prevenzione delle dipendenze, alla certificazione dello stato di tossicodipendenza, trattamento sanitario, farmacologico e socio-riabilitativo delle persone con problemi di dipendenza e al rapporto tra servizi pubblici e privati.
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