Italia. Ancora ansia da carni clonate
'Le galline geneticamente modificate devono restare in laboratorio, ben custodite nei recinti della ricerca. Sulle nostre tavole invece vogliamo solamente galline italiane, dall'origine e dalla qualita' certificata, meglio se di razze storiche, come quelle le nostrane 'gallina Padovana' e 'gallina Polverara' vanto degli allevatori locali'.
Lo sostiene oggi in una nota il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon commentando la ricerca dell'istituto Roslin di Edimburgo, che ha portato alla creazione di una gallina geneticamente modificata, da impiegare per la produzione a buon mercato di farmaci speciali. Una vera e propria gallina transgenica che non dovra' essere impiegata per usi alimentari.
Eppure il rischio non manca. Per questo Coldiretti ribadisce che occorre creare tutte le condizioni di sicurezza per evitare che la gallina Ogm o i suoi derivati finiscano nel piatto dei consumatori. 'Anche perche' dagli Usa arrivano delle notizie inquietanti. - prosegue il direttore Paolo Martin - La Food and Drug Administration (Fda) statunitense di recente ha dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti provenienti da animali frutto della clonazione che non dovranno essere distinti dagli altri. Oggi piu' che mai e' percio' necessario garantire la trasparenza dell'informazione con la rintracciabilita' e l'etichettatura di origine, aspetti sui quali da anni ci stiamo battendo'.
Per il consigliere regionale della Lega nord dell'Emilia-Romagna, Roberto Corradi, la Regione si deve impegnare "per evitare che i consumatori emiliano-romagnoli possano acquistare e consumare carni derivanti da animali clonati".
Infatti, secondo il consigliere, nei giorni scorsi la Food and Drug Administration, l'ente federale degli Usa che sovrintende alla sicurezza del mercato alimentare, ha autorizzato la vendita di carne e di latte proveniente da animali clonati.
Partendo dal presupposto che gli animali clonati non presentano differenze rispetto a quelli ottenuti con "pratiche tradizionali", la Fda ha ritenuto che non sia neppure necessario specificare nelle etichette l'origine "clonata" della carne posta in commercio.
"La decisione della Fda - spiega Corradi - contrasta con i risultati di diverse ricerche che hanno evidenziato come gli animali clonati abbiano un ciclo vitale accelerato, di conseguenza muoiano con maggior facilità e generano spesso una progenie deforme. Sembra che in passato la Fsa abbia respinto l'invito ad approfondire lo stato di salute degli animali derivanti da processi di clonazione, con particolare riferimento al fatto che i `cloni' nascono spesso con il sistema immunitario gravemente compromesso, necessitando di dosi massicce di antibiotici per sopravvivere".
Per Corradi, la scelta della Food and Drug Administration di autorizzare la commercializzazione di carne e latte provenienti da animali clonati, escludendo l'obbligo di precisarne la provenienza mediante apposita dicitura nell'etichetta, consentirà ai "cibi clonati made in Usa" di essere commercializzati in Europa. Da qui la richiesta del consigliere leghista affinché la giunta di Vasco Errani intervenga a tutela dei consumatori emiliano-romagnoli.
Lo sostiene oggi in una nota il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon commentando la ricerca dell'istituto Roslin di Edimburgo, che ha portato alla creazione di una gallina geneticamente modificata, da impiegare per la produzione a buon mercato di farmaci speciali. Una vera e propria gallina transgenica che non dovra' essere impiegata per usi alimentari.
Eppure il rischio non manca. Per questo Coldiretti ribadisce che occorre creare tutte le condizioni di sicurezza per evitare che la gallina Ogm o i suoi derivati finiscano nel piatto dei consumatori. 'Anche perche' dagli Usa arrivano delle notizie inquietanti. - prosegue il direttore Paolo Martin - La Food and Drug Administration (Fda) statunitense di recente ha dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti provenienti da animali frutto della clonazione che non dovranno essere distinti dagli altri. Oggi piu' che mai e' percio' necessario garantire la trasparenza dell'informazione con la rintracciabilita' e l'etichettatura di origine, aspetti sui quali da anni ci stiamo battendo'.
Per il consigliere regionale della Lega nord dell'Emilia-Romagna, Roberto Corradi, la Regione si deve impegnare "per evitare che i consumatori emiliano-romagnoli possano acquistare e consumare carni derivanti da animali clonati".
Infatti, secondo il consigliere, nei giorni scorsi la Food and Drug Administration, l'ente federale degli Usa che sovrintende alla sicurezza del mercato alimentare, ha autorizzato la vendita di carne e di latte proveniente da animali clonati.
Partendo dal presupposto che gli animali clonati non presentano differenze rispetto a quelli ottenuti con "pratiche tradizionali", la Fda ha ritenuto che non sia neppure necessario specificare nelle etichette l'origine "clonata" della carne posta in commercio.
"La decisione della Fda - spiega Corradi - contrasta con i risultati di diverse ricerche che hanno evidenziato come gli animali clonati abbiano un ciclo vitale accelerato, di conseguenza muoiano con maggior facilità e generano spesso una progenie deforme. Sembra che in passato la Fsa abbia respinto l'invito ad approfondire lo stato di salute degli animali derivanti da processi di clonazione, con particolare riferimento al fatto che i `cloni' nascono spesso con il sistema immunitario gravemente compromesso, necessitando di dosi massicce di antibiotici per sopravvivere".
Per Corradi, la scelta della Food and Drug Administration di autorizzare la commercializzazione di carne e latte provenienti da animali clonati, escludendo l'obbligo di precisarne la provenienza mediante apposita dicitura nell'etichetta, consentirà ai "cibi clonati made in Usa" di essere commercializzati in Europa. Da qui la richiesta del consigliere leghista affinché la giunta di Vasco Errani intervenga a tutela dei consumatori emiliano-romagnoli.
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