Italia. Ancora commenti sull'antidoping per studenti e parlamentari
"Stupidaggini". E' il commento al 'Giornale' sulla provocazione lanciata dal ministro dell'Interno Giuliano Amato del presidente della Comunita' di Capodarco, don Vinicio Albanesi che afferma: "questi ragazzi li controlliamo il sabato dopo la discoteca, il lunedi' prima della scuola, e' assurdo. E inutile -avverte il religioso- i giovani son furbi, non si fanno trovare drogati all'interrogazione".Secondo don Vinicio, piuttosto, "il governo dovrebbe pensare a investire di piu' in politiche sociali, invece, cosa che non fa", e manca tutto, sottolinea: "mancano le politiche sociali di sostegno alle famiglie, mancano le politiche giovanili. E non ci sono investimenti". E riguardo all'accenno di Amato sugli "integerrimi consumatori di droga", Don Vinicio rileva che "Se e' un modo per segnalare che c'e' un'e'lite negli alti ranghi che consuma cocaina, ha ragione. Solo che non sono i figli dei 'nobili' il problema, ma le famiglie povere -sottolinea- Ecco, la famiglia: tutti ne parlano, ma nessuno fa nulla".
"Sono totalmente d'accordo. Forse l'idea dell'antidoping e' piu' una provocazione che una proposta vera e propria, ma non c'e' dubbio che servano dei controlli sui ragazzi, che fanno un uso larghissimo di droga". E' il commento al 'Giornale' di Andrea Muccioli alla provocazione lanciata ieri dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. Anche in classe, dice Muccioli, "basta guardare su internet. Ci sono dozzine di video filmati con i telefonini dove si vedono studenti che 'rollano' uno spinello durante la lezione. L'eta' della prima assunzione si e' abbassata paurosamente -rileva il figlio del fondatore di San Patrignano - siamo arrivati a 13 anni".
"Sono anche d'accordo con il ministro Bianchi che propone l'arresto per chi guida ubriaco -aggiunge il direttore della comunita' di recupero- Ma il governo deve avere una linea coerente, invece sulla droga da' messaggi totalmente contraddittori".
'Come se non bastassero gli argomenti rilevanti sui quali il Governo e' lacerato adesso l'esecutivo di Prodi si mette a creare confusione anche su un tema serio e drammatico come quello della droga'. Maurizio Gasparri dell'esecutivo di Alleanza Nazionale protesta: 'Il Ministro Ferrero, piu' volte smentito dai fatti, si e' addirittura recato all'Onu per proporre, presso l'organo centrale delle Nazioni Unite, che si occupa del tema delle droghe, la depenalizzazione dell'uso degli stupefacenti. Una tesi assurda, contrastata da tempo da tutte le decisioni assunte in materia dall'Onu'.
'Mentre Ferrero vuole piu' droga per tutti, il Ministro dell'Interno ha addirittura chiesto di praticare l'antidoping nelle scuole, per verificare il consumo nelle classi di droghe -sostiene ancora- Si e' aperta la solita polemica all'interno dell'esecutivo che non sa dove andare: verso un uso piu' facile degli stupefacenti o verso uno screening di massa? In realta' sono divisi e confusi anche su questo tema. Basterebbe applicare la legge Fini-Giovanardi che favorisce il recupero sostenendo le comunita' di volontariato e sanziona lo spaccio con norme severe.
Difendiamo e applichiamo quella legge invece di seminare confusione. Per quanto riguarda la proposta di Amato basterebbe che mandasse piu' Polizia e Carabinieri a stroncare il traffico di cocaina che dilaga anche sotto il suo naso a pochi metri dal Ministero dell'Interno. C'e' impunita', mancanza di controllo, disattenzione di troppi Prefetti e di troppe autorita'. Amato oltre a fare proposte choc faccia ogni giorno il suo normale dovere di Ministro dell'Interno. Un'incombenza che talvolta trascura troppo'.
Le affermazioni del ministro dell'Interno Giuliano Amato sui controlli antidoping nelle scuole sono "fuori dal mondo" e "hanno generato una discussione surreale". Lo scrive oggi 'Il Manifesto', sottolineando come il titolare del Viminale si sia "risposto da solo. Pero' ha costretto un povero collega di governo, Paolo Ferrero, in missione a Vienna per la cinquantesima sessione della Commission on narcotics drugs dell'Onu, a prendere l'idiozia sul serio: 'un'idea di controlli a tappeto non e' compatibile con la democrazia...'".
"Di piu' -prosegue 'Il Manifesto'- ha costretto un tale come Giovanardi ad avere ragione per la prima volta nell'arco della sua vita parlamentare - 'il governo e' sempre piu' contraddittorio'- e nello stesso tempo ha messo d'accordo antiproibizionisti doc e cattolici al cilicio, sicuramente in sintonia con il Paese reale.
Siete fuori (dal mondo), e l'antidoping -conclude 'Il manifesto'- fatevelo in Parlamento".
L'Unione degli studenti (Uds) respinge al mittente, il ministro Amato, la proposta di fare l'antidoping nelle scuole. 'La riteniamo - afferma in una nota - non solo offensiva ma miope! Siamo infatti convinti che la liberalizzazione delle droghe leggere come la canapa sia oramai un frammento di quella che potremmo chiamare innovazione della nostra democrazia, ma soprattutto strumento di prevenzione al commercio illegale di tali sostanze. In secondo luogo - aggiunge - siamo convinti che nessuno puo' violare la privacy di uno studente, tra l'altro minorenne, per punire i propri contesti familiari e sociali. E' ingiusto - conclude - e autoritario'.
Un test antidroga per i parlamentari. Lo prevede la proposta di legge illustrata dal leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, "per assicurare trasparenza ai cittadini sull'uso di stupefacenti da parte di deputati e senatori".
L'iniziativa, sottoscritta da un centinaio di parlamentari di maggioranza e opposizione con l'esclusine della sinistra radicale, parte dopo l'inchiesta della trasmissione di Italia Uno 'Le Iene': "La nostra e' una scelta di trasparenza e serieta' - ha spiegato Casini nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio - Quello della droga e' un fenomeno fuori controllo e ampiamente diffuso nel mondo dei salotti bene, dello spettacolo, dei professionisti e probabilmente della politica. La lotta alla droga deve essere senza quartiere e ciascuno deve dare il proprio esempio, senza fermarsi davanti a nessun santuario. E il buon esempio - ha sottolineato Casini - deve partire proprio dal Parlamento", perche' "non si puo' pensare di fare una guerra alla droga e ai trafficanti e poi avere troppe complicita'".
A sottoscrivere la Pdl sono stati 37 deputati dell'Udc, 23 di Alleanza Nazionale, 13 di Forza Italia, 7 dell'Ulivo, 5 dell'Udeur, 2 del Dc-Psi e uno dei Verdi: "Questo e' un segno che nel Palazzo esiste una certa sensibilita'" a questo argomento, ha commentato Casini. Quanto alla mancanza di firme da parte dei partiti della sinistra radicale, come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, il leader Udc ha osservato: "Chi vuole la liberalizzazione della droga, difficilmente puo' sottoscrivere questa proposta. Sarebbe una schizofrenia".
Il documento prevede che i parlamentari siano sottoposti, volontariamente, a una verifica annuale "sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope", e i risultati saranno resi pubblici. Le procedure degli accertamenti sono stabilite dagli uffici di presidenza delle Camere.
Casini si e' detto d'accordo con la proposta del ministro dell'Interno Giuliano Amato di effettuare un test antidroga fuori dalle scuole: "Spero solo che il ministro Amato non cambi idea e che tenga duro".
Dichiarazione di Mimmo Battaglia, presidente Fict:
In questi giorni ci ritroviamo ad essere spettatori di nuovi interventi e posizioni politiche che appaiono rispondere più a livelli ideologici che ai bisogni reali dell'uomo. In questi anni, si è visto un susseguirsi in modo alternato di leggi repressive e di proposte di liberalizzazione, entrambi rispondenti a logiche di sicurezza collettiva.
Le risposte per affrontare la droga sono state finora incomplete, a volte contraddittorie, senza una strategia politica adeguata per combatterne l'uso, ma solo provvedimenti che andavano ad eliminare gli effetti esterni, visibili fermandosi ad una percezione approssimativa del problema, per isolarlo, criminalizzarlo, circoscriverlo in un recinto. Siamo convinti che affrontare il problema delle dipendenze tramite una politica repressiva o punitiva illuda la gente del superamento del problema stesso, semplificandolo e operando a livello superficiale.
Vorrei ricordare che la politica non è solo fare leggi per ridurre i danni, ma, soprattutto, ricercare e affermare una strategia condivisa ad ampio raggio.
Noi della FICT che operiamo sul tutto il territorio con un lavoro di trattamento, coesione sociale e di prossimità delle persone a stretto contatto con i giovani, le famiglie, le scuole riteniamo che nessuno è prettamente colpevole per le azioni che compie, ma agisce in rapporto ai valori e ai principi che gli sono stati impartiti.
Da qui l'importanza del mettersi in discussione e dell'educare per poter realmente prevenire. Viviamo in una società sempre più complessa "schizofrenica nelle risposte e negli atteggiamenti", perciò aperta a esiti inattesi, in cui, con costanza e caparbietà, abbiamo continuato a gridare che il fenomeno della droga è espressione di un disagio diffuso, di una sofferenza morale. Oggi più che mai è viva la crisi interiore dell'uomo, abbandonato ad un sistema che si finge ordinato e che promuove messaggi provocatori e contraddittori, fini a sè stessi.
Se è vero come dice il Ministro Amato che in Italia "occorre una campagna enorme contro la droga", non possiamo condividere la scelta metodologica mirante al controllo di una generazione che si sentirebbe penalizzata in modo aprioristico.
Noi diciamo, invece, che la questione delle dipendenze è questione anzitutto educativa che dovrebbe vedere impegnati tutti i soggetti pubblici, privati e Istituzioni. Affermiamo la necessità di formulare un messaggio chiaro: la droga fa male, drogarsi non è un diritto, il tossicodipendente va aiutato e non punito. Non ci riconosciamo nell'approccio rigido e punitivo né in quello che considera un dato di fatto l'abuso di droghe. Pertanto, scegliamo la prospettiva della centralità della prevenzione per un paese complessivamente meno drogato.
Ricordiamo a noi e a tutti che la vera origine del disagio giovanile va ricercata nella società degli adulti.
In questo momento il sistema più urgente da privilegiare è quello preventivo, educativo, della cura e del trattamento viste come fasi della prevenzione stessa. Il tema della droga, specialmente per le giovani generazioni, è questione trasversale in stretta connessione con le politiche giovanili, della famiglia, della scuola, della sanità, della giustizia e del lavoro. Di conseguenza prevedere armonizzazioni tra le normative in essere con l'opportuno coinvolgimento di altri Ministeri competenti e delle politiche regionali.
Auspichiamo una politica che punisca e persegua piuttosto i trafficanti di morte. Appoggiamo una politica che ponga il giovane al centro delle proprie azioni per renderlo protagonista attivo della società, una politica concertata che coinvolga tutte le agenzie educative del paese per invitare i ragazzi ad essere positivamente nel mondo.
(Fonte: Ansa) Stupiti, poco informati, perplessi e comunque decisamente contrari, persino al dibattito. Cosi' sono apparsi stamani gli studenti del celebre liceo milanese Parini al cronista in cerca di un commento sulla provocatoria proposta del ministro Giuliano Amato.
Sorprendentemente pochi studenti ieri mattina erano al corrente delle parole pronunciate a Firenze dal Ministro dell'Interno.
Davanti alle porte del liceo Parini, la voglia di parlare di studenti e professori e' poca. Molti, soprattutto insegnanti, preferiscono decisamente glissare sull'argomento, altri, soprattutto studenti, spiegano di 'non essere informati sull'argomento'. Qualcuno tra i ragazzi, sentendo parlare della proposta Amato, ha sgranato gli occhi per lo stupore, immaginando forse la scena di un' interrogazione su Sofocle seguita da un esame antidoping tra i banchi della classe. Ma chi commenta, tra gli studenti, lo fa con durezza, senza concedere spazio all' ironia e neppure all' ipotesi di dibattere il tema. Marco, alto, occhi azzurri, jeans e felpa blu, 17 anni, seconda liceo, definisce l' idea come 'improponibile: e' impossibile fare una cosa del genere a scuola e non ho nient'altro da aggiungere'.
Marta, che a giugno fara' l' esame di maturita', e che ha avuto anche esperienze di studio all'estero, sostiene: 'Questa e' l'ennesima volta che ci si occupa della scuola nel modo sbagliato. Non si puo' fare un esame antidoping dopo le interrogazioni, e' una idea folle. In questo modo non si va a risolvere i problemi scolastici alla radice,non si pensa davvero alla formazione culturale delle persone. La scuola rimane un obbligo fino a 16 anni, bisogna che in questo arco di tempo le istituzioni forniscano piu' strumenti possibili per educare i giovani. Ho trascorso un anno di studio all'estero, negli Usa, e ho visto che c'e' molta differenza a livello qualitativo, di organizzazione, tra la scuola straniera e quella italiana'.
Giulia, compagna di classe, esprime la sua contrarieta' sulla proposta del ministro Amato e aggiunge: ' anch'io penso che non ci si dovrebbe preoccupare di fare un esame antidroga nelle scuole, ma di altri problemi, come ad esempio l'impossibilita' di scelta delle materie da studiare nei licei o istituti tecnici. La scuola impone la didattica senza fornire un'alternativa agli studenti, che non possono fare altro che studiare quello che i dirigenti scolastici decidono. Questo, secondo me, e' un problema, ben piu' urgente della questione dell'antidoping'.
'Condivido la proposta di Pier Ferdinando Casini di istituire un test anti-droga per i parlamentari, anche se la sua proposta non porta a conseguenze dirette per chi risultasse positivo al suddetto esame o si rifiutasse di sottoporvisi.
Ritengo, pertanto, che la mia proposta di modifica al regolamento, gia' da tempo depositata al Senato (comunicata alla presidenza lo scorso 10 ottobre 2006 ), sia piu' utile non solo per far emergere il problema ma anche per sanzionarlo....'. Lo sottolinea il coordinatore della Lega Nord, Roberto Calderoli.
'Non vi e' alcuna difficolta' ad aderire alla proposta di Casini e di quanti altri volessero istituire un test sull'uso di sostanze stupefacenti per i parlamentari.' Lo dice il senatore Nello Formisano, Capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama. 'Ritengo che non sia il primo dei problemi - continua Formisano - e lo ritengo giusto solo perche' l'etica della responsabilita' richiede che ognuno risponda prima a se stesso e poi agli altri dei comportamenti, delle azioni e di tutte le scelte che adotta nel corso della propria vita'.
Si' al test anti-droga per i minori, 'ma con un supporto di counseling e solo come forma di prevenzione della 'malattia' della dipendenza'. Cosi' il direttore dell'Osservatorio Regionale sulle Dipendenze della Regione Veneto e del Dipartimento delle Dipendenze di Verona, Giovanni Serpelloni, commenta la proposta del ministro dell'Interno Giuliano Amato di rendere obbligatori test 'anti-doping' nelle scuole.
'In linea generale - rileva Serpelloni in una nota - siamo d'accordo con l'approccio del ministro Amato di diffondere l'utilizzo dei test antidroga al fine di una sempre maggiore prevenzione. Da anni stiamo sviluppando una serie di studi sulla validita' del testing come forma di prevenzione dall'uso di droghe e dalla conseguente possibile dipendenza: siamo oggi convinti - prosegue l'esperto - che questi strumenti siano validi ai fini della prevenzione soltanto se eseguiti in contesti di counseling e di specializzazione'. Il testing, cioe', secondo Serpelloni, 'non va usato certo come strumento repressivo e contro il volere dell'interessato, ma in un contesto sanitario definito per scoprire se i ragazzi minorenni hanno un problema, se essi possono avere o no un rischio di malattia aumentato'.
Serpelloni ribadisce quindi che la dipendenza da sostanze e' 'una vera e propria malattia, che puo' colpire soprattutto le fasce giovanili introducendo un aumento considerevole del rischio di mortalita' e di invalidita' permanente: I test antidroga - e' la sua posizione - devono entrare nella normale routine di analisi eseguite sulle persone minorenni al pari di tutte le altre indagini strumentali per la loro salute'.
Tuttavia, 'e' necessario approfondire ancora con ulteriori studi - rileva - se introdurre il test antidroga come screenig sia efficace anche nel contesto italiano per prevenire la dipendenza'. In merito alla proposta di rendere obbligatori questi test nelle scuole, 'noi - afferma Serpelloni - consigliamo prudenza per ragioni di privacy e possibile futura discriminazione che potrebbe esserci; gli unici che dovrebbero sapere se il minore si droga devono essere in prima battuta i genitori e il tutto andrebbe gestito in un contesto sanitario molto preparato a questo'.
In base ai dati di una ricerca dell'Osservatorio Regionale sulle Dipendenze di Verona, relativa al 2005-2006, su un campione di 4917 giovani della regione di eta' media di 16-17 anni, e' emerso un notevole uso di sostanze tra i ragazzi: alcol 60%, cannabis 15%, amfetamine 0,8% (ecstasi 1,1%), LSD 0,9%, cocaina 1,8%, eroina 0,7%. L'eta' media di inizio era di 15,2 anni per le droghe e di 14,2 anni per l'alcol.
La proposta sui controlli antidoping nelle scuole e' sbagliata per almeno due motivi: in primo luogo perche' legittima in qualche modo l'idea che assumendo sostanze stimolanti si possa rendere meglio negli studi, inoltre e, soprattutto, perche' si affronta la questione dalla 'coda', anziche' dalla 'testa'. Lo sostiene la confederale della Cgil, Morena Piccinini, per la quale 'la 'testa' e' il narcotraffico che dovrebbe essere combattuto in primo luogo dalle strutture che fanno capo al ministero dell'Interno; e andrebbe poi rafforzato il lavoro di informazione e prevenzione dei servizi, per giovani e meno giovani'. Secondo Piccinini su questo terreno 'va svolta un'azione a tappeto, sostenendogli operatori del settore, impegnati, ad esempio rispetto al problema della cocaina, in sforzi notevoli con risorse purtroppo assai carenti'. 'La 'coda' del problema - conclude la dirigente sindacale - dalla quale si vorrebbe erroneamente partire, sono invece i consumatori, soprattutto i piu' giovani, verso i quali e' inutile e controproducente la tattica della punizione e della sanzione'.
'Condivido la proposta di introdurre un test antidroga per i parlamentari. Credo occorra una certa coerenza fra quello che si dice e quello che si fa. Quella dell'uso e dell'abuso di sostanze stupefacenti e' un male diffuso, purtroppo'. Lo ha detto Manuela Di Centa, campionessa olimpica, eletta nelle fila di Forza Italia.
'Lo sport insegna, attraverso una sana competizione, attraverso la correttezza e la lealta' che esso impone, il non uso di droghe.
Quando cio' avviene -osserva Di Centa- degenera e l'atleta perde il rispetto di se', degli altri, del proprio corpo, con conseguenze catastrofiche. Anche nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini che ci hanno votati, credo sia una sana pratica, sottoporre i parlamentari a questo test'.
'Una precedente dichiarazione che e' stata gia' diffusa non rispecchia esattamente il mio pensiero sulla proposta del ministro dell'interno Amato in merito ai controlli antidoping nelle scuole. Mi preme quindi precisare che sul tema della droga mi aspetto soprattutto una forte collaborazione da parte degli istituti scolastici ed in particolare degli insegnanti. La droga a scuola e' forse il peggior indice di degenerazione di un sistema valoriale che invece dovrebbe vedere la scuola ed il suo ruolo educativo come antidoto naturale a certi comportamenti'. A rendere piu' chiara la sua posizione sulla proposta del ministro dell'Interno Giuliano Amato in merito ai controlli antidoping a scuola e' l'assessore regionale all'istruzione del Veneto, Elena Donazzan, che infatti dichiara di 'temere delle sorprese, purtroppo, anche negli istituti della nostra regione. E' un fenomeno che non possiamo ne' dobbiamo ignorare, e che va colpito duramente'.
L'assessore Donazzan sottolinea come 'il Veneto sia da sempre in prima linea su un tema serio come quello droga, basti ricordare che e' l'unica regione in Italia ad aver approvato una Dichiarazione etica contro la droga'. 'Gravissimo e pericoloso e' anche l'intervento del ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero - aggiunge l'assessore - che di fronte all'assemblea della Commissione sulle droghe dell'Onu, ha ribadito la sua intenzione di modificare la legislazione vigente in materia, andando nella direzione di depenalizzazione per il consumo personale di sostanze stupefacenti.
'La logica dominante di questo Governo rimane quella dello smantellamento di tutto cio' che e' stato fatto nella scorsa legislatura'.
Donazzan si riferisce in particolar modo alla Legge Fini-Giovanardi 'che mira a reprimere lo spaccio grazie a norme severe e che favorisce il recupero sostenendo le comunita' di volontariato. La legge c'e', il ministro Ferrero si preoccupi di farla applicare anziche' di eliminarla'.
'Ferma restando ormai la totale schizofrenia del governo sul tema droga, la proposta-provocazione di Amato ha certamente un suo fondamento in rapporto ai dati allarmanti sulla diffusione di droghe e alcool anche fra i giovanissimi'. Lo dichiara in una nota il coordinatore di Alleanza nazionale in Puglia, Adriana Poli Bortone.
'Me la sentirei di proporre un piano a termine, quinquennale, con controlli antidoping - prosegue Poli Bortone - ma con un contestuale investimento da parte del governo in corsi e attivita' di educazione alla salute e ai comportamenti responsabili. E' evidente comunque - aggiunge - che non possiamo criminalizzare i giovani, rei di aver ricevuto una societa' priva di valori e ricca di disvalori ed e' per questo che l'antidoping dovrebbe esser fatto su tutti coloro che rivestono ruoli di responsabilita', dagli educatori ai politici, non solo sui giovani'.
'Un tempo - conclude l'esponente di An - si doveva produrre un certificato di 'sana e robusta costituzione'. Oggi, sostenere un esame antidoping sarebbe opportuno per l'accesso alla carriera, anche quella politica. E' strano che da parte di alcuni candidati-sindaco si eluda il problema, quasi che non esistesse'.
'Capisco che Casini avverta l'esigenza di un test antidoping ai parlamentari, visto che il problema e' molto sentito e diffuso dalle sue parti, ma a dir il vero ho paura che dietro questa proposta si celi l'ennesimo attacco alla leadership di Berlusconi nel centro-destra'. E' quanto afferma il parlamentare di Prc Francesco Caruso.
'Io personalmente resto libertario e quindi rigetto tanto la proposta di Amato dei test antidoping nelle scuole quanto quella di Casini dei test in Parlamento'.
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