Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Ancora polemiche per annunciata regolarizzazione clandestini

U.E. - ITALIA
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"Le polemiche politiche non hanno nulla a che vedere con le regole de l'Unione europea che io sono chiamato a far rispettare". Il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, dai microfoni di Radio Radicale, interviene sulle dichiarazioni del ministro del Welfare Paolo Ferrero e, rispetto alla regolarizzazione degli immigrati, dice: "C'e' una regola che l'Unione europea si e' data lo scorso mese di ottobre.
La regola e' che ogni stato membro che intende adottare una decisione di regolarizzazione, di sanatoria in qualsiasi modo trasformando persone che risiedono e lavorano clandestinamente in persone che risiedono legalmente deve informare la Commissione europea e la presidenza de l'Unione europea (l'Austria)".
Puntualizza Frattini: "La Commissione, cioe' io, avra' il compito di coordinare la richiesta dello Stato membro con una consultazione con gli altri stati membri perche' e' evidente che una decisione di sanatoria ha effetto su tutti gli stati membri de l'Unione in base all'accordo di Shengen sulle frontiere interne". Questo coordinamento, garantisce il vicepresidente della commissione, "ci sara' quando il Governo italiano formulera' una proposta (io non posso avviare una consultazione sulla base di dichiarazioni giornalistiche). All'esito di questa consultazione, il Consiglio dei ministri dell'Unione europea formulera' le sue valutazioni".
Sul comportamento del ministro Ferrero, Frattini sottolinea: "Non c'e' una scorrettezza formale visto che non c'e' alcuna iniziativa. Io ho letto solo interviste giornalistiche, ma fino a prova contraria, l'Unione si muove in base a degli atti formali". Poi, pero', incalza: "E' chiaro che dire pubblicamente che si intendono regolarizzare circa 500mila persone ha in primo luogo un effetto annuncio che non giova all'afflusso di nuovi clandestini sulle coste italiane". Ma, aggiunge, "e' una questione che il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha valutato con una certa serieta', ma soprattutto si crea un effetto che sta sollevando domande negli altri paesi dell'Unione. Mi viene chiesto da piu' parti di quale provvedimento si tratti e io non sono in grado di dire nulla perche' il provvedimento non c'e'. Ci sono solo delle interviste".
Poi, sul programma dell'Unione in tema di immigrazione, Frattini osserva: "Quando dal programma di un partito o di una coalizione ci si siede nelle poltrone del Governo, nel programma de l'Unione puo' esserci scritta qualsiasi cosa. Quello che conta e' rispettare le regole della Unione europea che vincolano gli stati membri nella stessa maniera. Io non voglio commentare il programma de l'Unione perche' devo far rispettare queste regole.
Sono convinto che il Presidente Prodi e il ministro Amato, che conoscono l'Europa, piu' di quanto la conosce il ministro Ferrero, la faranno rispettare. Da questo punto di vista non ho grandi preoccupazioni".
Le precisazioni in tema di regolarizzazioni di immigrati di Frattini, 'rendono necessario, al fine di limitare il danno gia' provocato dagli annunci del ministro Ferrero, che 'il Presidente del consiglio si presenti in Parlamento e illustri i provvedimenti che il suo governo intende adottare'. E' quanto precisa, in una dichiarazione, Alfredo Mantovano (An).
In particolare, e' indispensabile sapere, secondo Mantovano: 'se e in che termini sara' varata una sanatoria', 'se cio' sia in linea con l'attuale politica migratoria dell'Unione Europea e degli Stati con il maggior numero di flussi in entrata, a cominciare da Francia e Spagna', 'se e con quali modalita' va proseguita la collaborazione con i paesi di provenienza e di transito dei clandestini, in primis la Libia', 'come verra' garantita l'effettivita' delle espulsioni, e quindi quale sara' la sorte dei cpt'.
'Dopo che il presidente Prodi ha fatto dell'Unione Europea il filo conduttore dei discorsi pronunciati in Parlamento, all'atto della fiducia, sarebbe singolare - conclude Mantovano - porsi in contrasto con le regole fondamentali vigenti in Europa in materia di immigrazione, puntualmente ricordate dal vicepresidente Frattini'.
'Bisogna evitare annunci ambigui che rischiano di essere richiami di allodole'. Lo ha detto il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, a proposito dell'annuncio del ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, di un nuovo decreto flussi entro la fine dell'anno per regolarizzare 480 mila immigrati.
'Bisogna dire con chiarezza - ha affermato Chiamparino nella conferenza stampa organizzata per la chiusura della campagna elettorale - che il decreto riguarda coloro che hanno un lavoro e un'accoglienza. Un conto e' modificare le quote per chi e' nelle condizioni di restare, un altro dure che chiunque verra' sara' regolarizzato'.
Per superare gli attuali centri per l'immigrazione, Chiamparino ha lanciato l'idea di una 'cittadella per l'immigrazione' in cui troverebbero spazio gli sportelli per gestire la politica dell'immigrazione (pratiche per la regolarizzazione, ricerca del lavoro, diritti), ma anche l'espulsione di chi compie reati. 'Si supererebbero cosi' un'interpretazione dei centri per l'accoglienza temporanea come luoghi di detenzione - ha aggiunto - e si caratterizzerebbero in modo diverso'.
"Noi accusiamo la sinistra di xenofobia e odio razziale". Cosi' il leader di An, Gianfranco Fini, durante il suo intervento per la chiusura della campagna elettorale per Letizia Moratti a Milano, commenta le richieste di un ministro della sinistra di dare vita a un'ulteriore sanatoria per l'immigrazione clandestina. Secondo Fini fare entrare un numero eccessivo di stranieri farebbe nascere nella popolazione un sentimento di "odio razziale". Il leader di An si dice inoltre preoccupato "per gli atteggiamenti nel Governo di alcuni ministri ancora prigionieri della lotta di classe.
Non si va lontano se c'e' ancora il classismo". Fini chiama in causa il candidato della sinistra, Bruno Ferrante e una sua dichiarazione su Letizia Moratti che in occasione del 1 Maggio defini' "padrona". "Se un ex prefetto quando si riferisce a un datore di lavoro lo chiama padrone, allora vuol dire che a sinistra non e' cambiato nulla". Per evitare questi rischi dunque e per "fare andare avanti l'Italia" Fini assicura che faranno una "opposizione che sara' seria perche' se vogliamo mostrare che l'Italia con Prodi e' tornata indietro dobbiamo agire con intelligenza ed essere uniti".
'La Bossi-Fini va cambiata'. Lo ha affermato, a Palermo, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, rispondendo alle domande dei cronisti. Parlando sempre in tema di immigrazione, a Palermo, il presidente del Consiglio ha detto che 'il governo ha in agenda proposte, fra le quali ci sono le norme sulla cittadinanza'.
'Dalla Casa delle liberta' arrivano solo strumentalizzazioni, anche su questioni molto serie e importanti' come l'immigrazione. Lo afferma l'europarlamentare del Pdci Marco Rizzo, secondo il quale 'la parola chiave e' integrazione'. 'L'Europa non puo' essere usata a fasi alterne, non ha validita' a corrente alternata', prosegue l'esponente dei Comunisti Italiani. 'L'immigrazione e' un fenomeno epocale e complesso e non va affrontato con le armi della demagogia, agitando come soluzioni ghetti e repressione', dice ancora Rizzo, secondo il quale da parte della Cdl 'altro che opposizione costruttiva, qui siamo all'opposizione effimera e deludente, degna dei cinque anni trascorsi al governo'. Certo, conclude l'europarlamentare, 'uno schieramento che ha al proprio interno la Lega Nord, che non ha mai fatto mistero delle proprie propensioni xenofobe, fa fatica a comprendere la funzione essenziale del processo d'integrazione. E soprattutto a promuoverlo e praticarlo'.
'La sanatoria generalizzata per i 480 mila immigrati proposta dal Ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, rischia di fare dilagare nel Paese focolai di illegalita' e insicurezza e di fare innalzare vertiginosamente il numero di clandestini in arrivo in questi giorni sulle coste italiane'. Lo afferma Letizia Moratti, ex ministro dell'Istruzione e candidato sindaco a Milano per il centrodestra.
'E' il ripristino della legalita' l'unica e migliore difesa per i soggetti piu' deboli che abitano nel nostro Paese -ha aggiunto- a cominciare dagli immigrati regolari che in Italia lavorano, hanno avviato attivita' imprenditoriali, mandano i propri figli nelle scuole pubbliche e sostengono le loro famiglie con un lavoro onesto'.
Secondo l'Osservatorio di Milano il governo deve dare presto seguito alla proposta del ministro Ferrero per regolarizzare 440 mila immigrati che hanno fatto domanda quando furono stabilite, a marzo, le quote di ingresso. "Si tratta - ha affermato il presidente dell'Osservatorio, Massimo Todisco, non di clandestini ma di lavoratori stranieri che hanno dichiarato ufficialmente la loro identita', luogo di residenza e hanno esibito la dichiarazione del datore di lavoro dal quale dipendono. Attualmente - ha proseguito Todisco - costoro vivono in una situazione di grave disagio in quanto privi di permesso di soggiorno, non possono stipulare contratti di lavoro, non possono usufruire dell'assistenza sanitaria nazionale ne' possono mandare i loro figli a scuola. Come di vede - ha concluso Todisco - e' necessario procedere presto nel caso ci siano i requisiti previsti alla regolarizzazione di tali lavoratori".
Secondo l'Osservatorio di Milano non procedere alla regolarizzazione vuol dire lasciare migliaia e migliaia di persone in balia dei loro datori di lavoro e quindi facilmente ricattabili dalla microcriminalita' una volta che dovessero perdere il lavoro. Pertanto effettuare la regolarizzazione degli immigrati vuol dire togliere manodopera alla microcriminalita' e quindi operare per un Paese piu' sicuro.
Secondo l'Osservatorio c'e' da aggiungere che oltre il 40% sono rientrati nelle 'quote' essendo obbligatorio, secondo la legge Bossi-Fini, il ritorno al loro Paese per avere il visto dall'ambasciata italiana con la paura di perdere il lavoro e di ritornare dopo mesi e mesi preferiscono rimanere clandestini piuttosto che regolarizzarsi. Pertanto il nuovo decreto legge del governo non deve contemplare il ritorno in Patria di coloro che hanno chiesto il permesso.
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