Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Ancora polemiche su azzeramento (o quasi) dei vertici Cnb

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Continua la polemica sulla sostituzione dei tre vicepresidenti del Comitato Nazionale di Bioetica ad opera del Governo. Lorenzo D'Avack, ordinario di filosofia del diritto all'universita' degli studi Roma Tre, Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma e Laura Palazzani, ordinaria di filosofia del diritto nella Libera universita' Maria Ss.Assunta (Lumsa), sono infatti stati nominati nuovi vicepresidenti del Cnb al posto di Luca Marini, Cinzia Caporale ed Elena Cattaneo. Sulla vicenda sono state presentate due interrogazioni parlamentari (a firma Katia Zanotti e Donatella Poretti).

DA GOVERNO FIDUCIA A CASAVOLA - Non e' piaciuta alla sinistra radicale la risposta di oggi del Governo in commissione Affari Sociali della Camera all'interrogazione a prima firma dell'onorevole Katia Zanotti (Sd) sulla sostituzione dei tre vicepresidenti del Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb). Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Giampaolo D'Andrea, rinnovando piena fiducia al presidente Casavola, ha spiegato che la sostituzione e' avvenuta per ottenere 'un piu' funzionale assetto dell'Ufficio di presidenza'. 'Malgrado l'alto profilo intellettuale e di personalita' di ciascuno di essi, -si legge nel documento di palazzo Chigi- in questi primi mesi non e' stato possibile assicurare un soddisfacente livello di collegialita' all'Ufficio di presidenza, per la conflittualita' a volte anche molto vivace che si e' manifestata in diverse occasioni tra i Vicepresidenti, anche durante le sedute plenarie'.
Secondo Zanotti le risposte sono 'assolutamente non convincenti e per nulla chiarificatrici'. 'Ribadiamo -afferma la parlamentare- che i tre vicepresidenti sostituiti, portatori di diversi orientamenti culturali rispetto al presidente Casavola, rappresentano autorevolissimi riferimenti sul piano scientifico'.

'La dialettica ed il confronto non solo non sono graditi all'interno del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) ma neppure apprezzati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Non solo il presidente del CNB vuole imporre con la sua gestione un modello unico del mondo, quello cattolico apostolico romano, ma anche la presidenza del Consiglio sembra muoversi in questa direzione'. Cosi', Donatella Poretti parlamentare radicale della Rosa nel Pugno, segretaria della Commissione Affari Sociali, commenta la vicenda della sostituzione di tre vicepresidenti del Comitato su decisione del Presidente Casavola, sulla quale aveva presentato un'interrogazione alla Presidenza del Consigliod ei Ministri, la cui risposta e' arrivata oggi per bocca del sottosegretario Giampaolo D'Andrea.
'Una risposta che potrei definire piu' preoccupante della vicenda stessa', dichiara Poretti, che spiega: 'Avvallando il presidente del CNB, Francesco Casavola, e rinnovandogli piena fiducia, la risposta non fa chiarezza sulle vicende al centro dell'attenzione mediatica in questi giorni. A fronte della richiesta di Casavola di avere collegialita' nell'ufficio di presidenza del CNB (e per Casavola evidentemente collegialita' significa sottomissione alla sua visione), la presidenza del Consiglio ha deciso di sostituire i tre vicepresidenti. Il sottosegretario D'Andrea non offrendo nessuna spiegazione, ha giustificato l'epurazione dei tre aggettivando i contrasti all'interno della presidenza come una 'pericolosa situazione di conflittualita' interna'.
Secondo la parlamentare, 'e' sempre piu' urgente e necessario rivedere le regole interne di democrazia del Comitato stesso, solo dotandosi di trasparenza il comitato potrebbe permettere a tutti di capire il tipo di scontri che avvengono al suo interno: se sono di potere o di dialettica sulle diverse posizioni'.

'La posizione della Presidenza del Consiglio sul caso CNB - afferma Lanfranco Turci del Partito socialista- e' inaccettabile. Il Presidente Prodi con il decreto di dimissionamento dei tre vicepresidenti del CNB ha avallato l'atteggiamento autoritario del Presidente Casavola il quale sembra considerare il Comitato Nazionale di Bioetica come una scolaresca da tenere in ordine. A questo punto occorre che la Presidenza del Consiglio adotti un regolamento per la vita interna del CNB che garantisca democrazia, trasparenza e pubblicita' del dibattito'.

"La sostituzione dei vicepresidenti del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) nasconde il vero problema. Ed e' solo un atto di rappresaglia e intimidazione".
A tornare sull'argomento dell'avvicendamento dei vice del Cnb e' Gilberto Corbellini, componente del comitato nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dopo l'audizione di oggi del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo D'Andrea, in Commissione Affari sociali alla Camera.
"Continuare ad attribuire ai vicepresidenti destituiti (Luca Marini, Cinzia Caporale ed Elena Cattaneo) la responsabilita' di aver creato le conflittualita' all'interno del Cnb - dice Corbellini all'ADNKRONOS SALUTE - e' un modo curioso di nascondere il vero problema". Lo storico della scienza e' il firmatario, assieme al ginecologo Carlo Flamigni e al bioeticista Demetrio Neri, della lettera che ha dato 'fuoco alle polveri' delle polemiche. "Una lettera in cui, tra l'altro pacatamente, erano contenuti rilievi al governo del Cnb. E a cui il presidente Francesco Paolo Casavola ha risposto con la destituzione dei vice dopo aver loro spedito una lettera in cui venivano 'accusati' di non averlo difeso abbastanza dagli attacchi. Le vere motivazioni del gesto sono dunque state messe nero su bianco dallo stesso Casavola. E non sono certo ne' lo scontro tra laici e cattolici ne' i vicepresidenti".
Se questa e' la situazione, dice Corbellini, "e' anche difficile guardare avanti mettendo da parte il passato come auspicano i tre nuovi vicepresidenti del Cnb in una lettera inviata a tutti i componenti. Difficile farlo per un atto di rispetto reciproco. Se vogliamo ripristinare le condizioni per il dialogo - spiega - bisogna affrontare le ragioni del conflitto.
Mentre noi tre firmatari della lettera siamo stati definiti irresponsabili".
Quanto infine alla possibilita' di cambiare la natura dello stesso Cnb, come suggerito da Katia Zanotti, Corbellini e' dubbioso.
'Quello da fare e' fissare le giuste percentuali di scienziati, giuristi e filosofi che lo compongono. E pensare di aprire il comitato all'opinione pubblica. Oppure sostituire l'organismo permanente in Authority e Commissioni ad hoc nominate a seconda dei temi da trattare, sul modello di quanto avviene con successo in Gran Bretagna".

"Inaccettabile, oltre che incomprensibile". Cosi' Claudia Mancina, componente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb). "Il Cnb -dice Mancina all'ADNKRONOS SALUTE- era in una fase di 'cortocircuito' e blocco di funzionalita'. Al centro - ricorda - episodi su cui invece di aprire una discussione, come chiedevano alcuni, si e' pensato di sorvolare usando i vicepresidenti destituiti come capro espiatorio. E non continuiamo ancora a dire che si tratta di questioni, tensioni e conflittualita' nate per una contrapposizione tra cattolici e laici. Sarebbe riduttivo". Mancina fa notare come la "sostituzione dei vicepresidenti non abbia nulla a che fare con i problemi sorti all'interno del Cnb, che dunque restano ancora in piedi. E non si puo' pensare che questo gesto non venga discusso dai componenti del Cnb stesso". Infine la stoccata: "Faccio una semplice osservazione tra i nuovi vicepresidenti nominati qualcuno ha notato che non c'e' neppure uno scienziato?".

"A due giorni dall'incontro tra Prodi e le lobby omosessuali, non e' stato ancora dato il minimo segnale di attenzione verso le associazioni familiari, che pure avevano avuto grande risalto nella conferenza organizzata dal ministro Bindi. Non solo, dobbiamo annotare due preoccupanti novita' non ancora smentite dal Governo". E' quanto afferma, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Prima di tutto la notizia che il vice-ministro Visco vuole mettere l'irrisorio tetto di 100 milioni al 5 per mille, cosi da ridurre un'iniziativa sociale a una semplice mancia. In secondo luogo, la ventilata sostituzione del Presidente del Comitato nazionale di bioetica Casavola con Umberto Veronesi, noto per le sue battaglie antivita nel referendum, a favore delle coppie omosex e del testamento biologico".
"In tre mosse il Governo ha dimostrato le sue assurde priorita', che certo non sono i temi etici e il finanziamento di volontariato e ricerca, tantomeno le ventidue milioni di famiglie italiane".

Posso dirle, con tutta franchezza, che mi sembra un sistema (quello di sostituire i tre vice-presidenti) un po' brutale? Non sarebbe stato meglio aprire un dibattito tra noi tutti e cercare di approfondire i motivi del disagio? Siamo o non siamo un Comitato di Bioetica, cioe' anche di Etica? Circa poi i profili di rappresentativita' dei neo vice-presidenti: che senso ha un 'manuale Cencelli' tra fedi religiose in un Comitato di Bioetica? E' quanto scrive, in una lettera, al Presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, Francesco Paolo Casavola, il genetista Alberto Piazza, membro del Comitato, dopo il dimissionamento d'imperio e senza provvedimento di revoca dei tre vice-presidenti.
"Sono rimasto perplesso dai criteri di nomina - scrive - che Lei chiama profili di rappresentativita': pensiero laico, etica religiosa diversa da quella cattolica, etica religiosa cattolica: molti di noi....ritengono che tutti esprimano posizioni comunque laiche..Altrimenti perche' non rappresentare anche profili di altre religioni magari non monoteistiche? Che senso ha un manuale Cencelli tra fedi religiose in un Comitato di Bioetica?".
E, a stretto giro di e-mail, con "le perplessita' e i giudizi espressi" da Piazza sono d'accordo tre componenti del Cnb che si sono anch'essi rivolti a Casavola: Grazia Zuffa, Claudia Mancina e Demetrio Neri.
"Ritengo che la sostituzione dei tre vice presidenti incomprensibile nelle motivazioni e particolarmente spiacevole per le modalita', non contribuisca - dice la Zuffa - a migliorare il clima di tensione e disagio che ha caratterizzato questi primi mesi di lavoro del Comitato".
Nonostante la difesa d'ufficio della Presidenza del Consiglio in Commissione Affari Sociali della Camera con il sottosegretario Gianpaolo D'Andrea, la serenita' interna al Cnb e' dunque tutta da ripristinare. Anzi, "il governo si e' dato la zappa sui piedi: giustificare la sostituzione - si fa notare - dei vice-presidenti con l'accusa di 'turbare il regolare svolgimento delle votazioni' di certo vale per uno dei neo vice-presidenti, D'Avack", che il 25 maggio non partecipo' al voto, allontanandosi dall'aula sulla mozione relativa alla compravendita degli ovociti umani che e' il 'casus belli' interno al Cnb: mozione che vede tra i proponenti la Palazzani neo vice-presidente. Dunque, non trova "giustificazione alcuna l'impianto accusatorio del governo che ha portato alla sostituzione dei tre vice-presidenti".
E la Mancina fa sapere, "anch'io ho provato un forte disagio per la sostituzione dei tre vice-presidenti apparentemente -dice nella missiva a Casavola- immotivata e certo brutale nonche' per la richiesta dei nuovi vice-presidenti di guardare avanti e girar pagina".
Poi, "sebbene non sia nei nostri poteri esprimerci sulla nomina dei tre vice-presidenti, credo che un elementare dovere di correttezza richieda - aggiunge la Mancina - un po' piu' di condivisione dei motivi e degli obiettivi di un atto cosi' grave". La lettera della Mancina cosi' finisce: "mi associo alla richiesta di Piazza di prevedere un momento di discussione sull'argomento nella prossima plenaria".
Orbene, due laiche battagliere, Cattaneo e Caporale e un cattolico 'indipendente', non aderente a 'Scienza e Vita', Marini, sono stati senza provvedimento di revoca allontanati 'di fatto' dalla vice-presidenza: perche'? "E' la strategia seguita dall'ala dura dei cattolici, D'Agostino", e' la tesi ricorrente in seno al Cnb.
"Non posso che associarmi alle tue valutazioni ed alla tua richiesta di un momento di riflessione all'interno del Cnb: era appunto questa l'unica finalita' -sostiene nella sua missiva il bioeticista, Neri- della lettera che ho firmato con Flamigni e Corbellini e avendo letto il verbale dell'ultima seduta nel quale non trovo traccia del fatto che dopo la nostra uscita la lettera sia stata discussa e stigmatizzata, come altri ha dichiarato alla stampa, resto fermo a quel punto".

CHITI: DI FRONTE A EMPASSE NECESSARIO SOSTITUIRE VICEPRESIDENTI -
La sostituzione dei vicepresidenti del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) era "uno specifico compito dell'autorita' di governo, per assicurarne la funzionalita' di fronte a un empasse dovuto a un confronto anche aspro e anche vivo di idee e convincimenti". Cosi' il ministro per i Rapporti con il parlamento e le riforme istituzionali, Vannino Chiti, risponde all'interrogazione presentata dalla parlamentare della Rosa nel Pugno Donatella Poretti sull'avvicendamento nella vicepresidenza del Cnb.
"E' normale che ogni collegio amministrativo rechi in se' un elemento di confronto e dialettica interna. A volte anche particolarmente pronunciato. Cio' e' tanto piu' vero nel Cnb che per definizione deve affrontare temi particolarmente delicati attraverso il confronto tra diverse posizioni culturali. Questo confronto non puo' che essere considerato in modo estremanente positivo. Allorche' non determini un empasse dell'organo amministrativo".
Il ministro contesta poi anche i rilievi di alcuni componenti del Cnb, fatti propri da Poretti, che riguardano la nomina in posizioni considerate 'chiave', di esponenti di area cattolica del comitato. "Le nomine effettuate dal presidente Francesco Paolo Casavola -precisa Chiti rispondendo indirettamente a una lettera scritta a 'sei mani' da Demetrio Neri, Gilberto Corbellini e Carlo Flamigni- sono state fatte nel rispetto del regolamento interno. Per quanto riguarda il riferimento a un orientamento di parte, che viene utilizzato nei confronti di componenti del Comitato voglio precisare che in relazione alla natura scientifica del Cnb ogni membro e' chiamato a farne parte per le sue specifiche e rilevanti competenze, e non per propensioni ideologiche. Quindi ogni componente ha e deve avere una sua specifica e autonoma legittimazione a rappresentare in ogni sede la pluralita' degli orientamenti del Cnb".
Le contestazioni di parte del Comitato nazionale di bioetica, ricorda Chiti, riguardano la nomina di Bruno Dallapiccola come esperto nella Commissione incaricata di rivedere le Linee guida sulla legge 40 del 2004. "La scelta fu ritenuta dalla presidenza e dalla vicepresidenza come tecnicamente la piu' idonea, considerato che Dallapiccola e' anche tra i piu' illustri ordinari di genetica in Italia, e lavora all'istituto Mendel di Roma".
Difesa da Chiti anche la contestata nomina di Luca Marini, Bruno Dallapiccola e Adriano Bompiani nella commissione congiunta Cnb e Comitato per la biosicurezza. "Alla loro nomina - ricorda ancora Chiti - si pervenne dopo la manifestazione della disponibilita' dei tre componenti, senza alcuna obiezione anche da parte dei firmatari della lettera. Dal verbale della seduta non risulta che la professoressa Monica Toraldo di Francia abbia dato la sua disponibilita', che in tal caso la presidenza e la vicepresidenza avrebbero preso in considerazione".
Infine, Chiti ribatte anche alla contestazione sulla nomina dell'ex vicepresidente Luca Marini come delegato italiano al forum dei comitati etici dell'Unione europea. Una nomina "che non puo' che ritenersi temporanea per un illustre studioso che all'epoca era vicepresidente. E - conclude - per questa nomina non c'erano proposte alternative".
Chi e' inadeguato, tale da non assicurare la necessaria funzionalita', e' proprio il Presidente e non gia' i vice-presidenti, allontanti solo perche' due di essi vicini ai tre 'accusatori', Carlo Flamigni, Demetrio Neri e Gilberto Corbellini, di Francesco Paolo Casavola.
Cosi' Donatella Porretti ha replicato alle "falsita'" contenute nella risposta data dal Ministro Chiti.

ANCHE LA RIVISTA 'NATURE' CRITICA IL CNB - "Questo Comitato nazionale di bioetica (Cnb) e' al minimo storico di credibilita'".
Marco Cappato, segretario nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, commenta cosi' la vicenda della sostituzione dei tre vicepresidenti del Cnb. Una polemica politica finita anche sulle pagine del numero odierno della rivista scientifica Nature. "Il Cnb di Francesco Paolo Casavola non e' un organismo che risponde a criteri e competenze scientifiche, ma un tribunale dell'etica di Stato".
Secondo Cappato, "le nomine in posizioni chiave decise da Casavola sono state tutte delle provocazioni. E quando la polemica e' divampata si e' cercato un capro espiatorio all'incapacita' del presidente di gestire il Cnb con le dimissioni dei vicepresidenti.
Tanto gravi perche' motivate in almeno due casi, quelli di Elena Cattaneo e Cinzia Caporale, con la vicinanza delle due a posizioni di appartenenza politica ascrivibili a quelle dei contestatori".
Quanto alle aspettative sul documento che verra' presentato domani, che vuole fissare dei criteri per la definizione della morte degli embrioni in modo da poterli usare per la ricerca, Cappato e' chiaro. "Non esiste alcun criterio scientifico per fissare la morte degli embrioni. Ma se il documento arrivera' a fissare una convenzione in grado di poter sbloccare l'uso di quelli abbandonati e crioconservati, allora ben venga. Ma sia chiaro che si tratta di un artificio pratico e non scientifico".
Infine, Cappato auspica che il Cnb adotti una nuova modalita' di votazione. Non piu' un sistema a maggioranza semplice, ma uno che descriva le varie posizioni interne al Comitato, sul modello di quello tedesco, che incoraggia una discussione costruttiva.
"D'altro canto il Cnb non e' un parlamentino. Non ha legittimita' democratica in senso stretto, perche' ogni suo componente e' nominato dal Governo. Dunque - conclude - meglio adottare un sistema di voto che faccia sempre conoscere le posizioni delle minoranze, quali esse siano".

OSSERVATORIO DONNA, SIAMO CON CATTANEO E CAPORALE - Non c'e' 'pace' per il Comitato Nazionale di Bioetica ed il suo presidente, Francesco Paolo Casavola su cui adesso piovono accuse di 'prepotenza' ed 'ingiustizia' per aver 'liquidato' Elena Cattaneo e Cinzia Caporale sospendendole dalla vice-presidenza del Comitato stesso.
E' quanto si legge nella lettera-appello di 'Osadonna' ossia l'Osservatorio Salute Donna, inviata al Presidente del Consiglio, Romano Prodi e al Ministro dell'Universita' e Ricerca, Fabio Mussi.
"Non ci e' sfuggita la prepotenza e l'ingiustizia con cui F. Paolo Casavola, presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, ha liquidato Elena Cattaneo e Cinzia Caporale sospendendole dalla vicepresidenza del Comitato stesso. Due donne, due scienziate di alto livello, due voci laiche nel dibattito sulle questioni bioetiche. Due persone 'scomode' nel ruolo di vicepresidenti, come ha rilevato lo stesso Casavola indicandole come colpevoli di vicinanza con i suoi detrattori". Alias i tre 'rivoltosi' Carlo Flamigni, Demetrio Neri e Gilberto Corbellini autori di una lettera che contestava la modalita' di gestione.
"Insieme al terzo vicepresidente liquidato, Luca Marini, non avrebbero preso le distanze dalle critiche che i tre membri del Cnb hanno rivolto al presidente Casavola. Non sono state nei ranghi, e per questo le ringraziamo".
"Noi donne e uomini firmatari cogliamo l'occasione per rilanciare la denuncia di un Cnb che non svolge i suoi compiti istituzionali: porre le basi di un confronto pubblico sugli interrogativi sollevati dalle biotecnologie e dal loro uso in campo medico, a partire da diversi orientamenti, inclusa l'esperienza femminile e la riflessione del movimento delle donne. Solo in questo modo alle polarita' che impoveriscono il dibattito bioetico in Italia - laico o cattolico, sacralita' o qualita' della vita, etica della giustizia o etica della cura, fatti o valori - potra' sostituirsi un confronto che assuma la liberta' e la responsabilita' personale come guida per elaborare regole pubbliche".
Quindi, "a Cinzia Caporale, Elena Cattaneo e Luca Marini esprimiamo tutta la nostra solidarieta', invitandoli a lavorare insieme per avviare una fase costituente di nuove e piu' adeguate istituzioni di bioetica. Una verifica del grado di verticalita', elitarismo, tecnocrazia e anche usura del Cnb a 17 anni dalla sua costituzione e' necessaria da tempo. Forse e' arrivato il momento per farlo", continua la lettera.
Poi al Ministro per la Ricerca Mussi chiediamo di "affrontare la vicenda con gli strumenti adeguati e con la visibilita' che la gravita' del fatto richiede", a Prodi, "cui sono andati i nostri voti, che motivi la sottoscrizione dell'espulsione immotivata".
Infine, "come cittadine che difendono la laicita' dello stato e della Ricerca ci troviamo, una volta di piu', a dire: adesso basta". E per adesioni scrivere a clicca qui oppure collegarsi al sito www.wikio.it
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