Italia. Ancora polemiche su Palermo e il progetto Fini
Marco Taradash, dei Riformatori liberali, si augura che il presidente di An, Gianfranco Fini, faccia 'marcia indietro' dalla legge 'proibizionista' sulla droga, come ha gia' fatto sui referendum sulla fecondazione artificiale. Intervenendo a 'Presa diretta' su 'Nessuno tv', Taradash ha detto che "abbiamo visto Fini fare marcia indietro sul referendum, e non solo, non vedo perche' non potremmo sperare che possa convincersi che la strada del proibizionismo sia quella sbagliata".Il senatore di An Riccardo Pedrizzi condivide "l'iniziativa della Consulta della salute di An di presentare un ordine del giorno a sostegno del ddl Fini antidroga e antispaccio, con il quale si vogliono impegnare i gruppi parlamentari di An ad appoggiare il provvedimento attualmente all'esame del Senato e a sollecitare il governo a porre, su di esso, la questione di fiducia. Purtroppo l'ostruzionismo dello schieramento trasversale radical-libertario ha reso impossibile, finora, l'approvazione del provvedimento, ma non disperiamo: se c'e' la volonta' politica, i tempi ancora ci sono". E la volonta' politica di far vedere la luce al ddl, secondo Pedrizzi, "bisogna dimostrarla capendo che lo stralcio delle parti piu' qualificanti, necessarie e urgenti del provvedimento, proposto dal governo per un iter piu' agile, non basta: l'ingorgo legislativo e la ristrettezza dei tempi rischiano fortemente di vanificare anche questo tentativo". E' indispensabile percio', sottolinea, che "dopo aver messo a punto al piu' presto lo stralcio, l'esecutivo ponga su di esso la questione di fiducia, come ha fatto altre volte per materie e leggi che certo non avevano la stessa portata etico-sociale".
"Sarebbe gravissima l'imposizione della fiducia sul ddl Fini o uno scambio, come proposto dall'irresponsabile ministro Storace, con le nuove norme sulla par condicio tanto care a Berlusconi". Lo afferma Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi, il quale si augura percio' che "Fini faccia un gesto di responsabilita', ritirando la sua proposta proibizionista contestata dalla maggior parte del mondo degli operatori. Il fallimento della stessa Conferenza di Palermo, che registra numerose e importanti defezioni dovrebbe far riflettere sulla totale inopportunita' di procedere con la forza, anche mercanteggiando quelle norme da cui dipende la vita di migliaia di giovani prigionieri del mercato clandestino degli stupefacenti".
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