Italia. Ancora polemiche sul "carcere" di Castelfranco Emilia
Il consigliere regionale PdCi Rocco Giacomino ha interrogato la Giunta regionale per sapere quale sia il giudizio in merito alla vicenda dell'imminente inaugurazione del 'carcere sperimentale a detenzione leggera' per il recupero dei tossicodipendenti di Castelfranco Emilia (Modena) "e quali azioni intenda intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per evitare l'ennesimo grave caso di sconfinamento nelle competenze della Regione Emilia-Romagna".La nuova struttura "gia' soprannominata dalla stampa locale 'la nuova San Patrignano', sara' gestita dal Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, in collaborazione con la comunita' di San Patrignano e altre comunita' terapeutiche locali". Gia' in passato, come evidenziato da Giacomino "in precedenti atti ispettivi, il percorso che ha portato alla creazione di questa nuova struttura era stato al centro di polemiche in quanto la Regione non e' stata coinvolta ed anzi e' stato disatteso il protocollo del 1998 sottoscritto tra il Governo e la Regione per la creazione di un istituto a custodia attenuata".
"Con questo atto del Governo si affida, nei fatti, una struttura penitenziaria alla gestione di privati, ed in particolare alla comunita' di San Patrignano, gia' oggetto nel passato di accese polemiche e creando un precedente oltremodo grave", conclude Giacomino.
"Il voler affidare il trattamento carcerario dei tossicodipendenti alla comunita' di S. Patrignano nell'istituto di Castelfranco Emilia ci preoccupa fortemente", dichiara Stefano Anastasia, presidente dell'Associazione Antigone.
"Sono almeno un paio i motivi di preoccupazione: in primo luogo si rinuncia ad un'applicazione piu' flessibile della pena e, al posto di mandare i detenuti tossicodipendenti fuori a curarsi, si portano dentro le comunita' terapeutiche; in secondo luogo si sceglie come comunita' di riferimento quella che nei modi, nei metodi e nella filosofia di fondo assomiglia di piu' al carcere".
Inoltre, conclude il presidente di Antigone, "la scelta dell'amministrazione penitenziaria di affidare la gestione terapeutico-trattamentale dei tossicodipendenti a Castelfranco Emilia ad un soggetto privato, perche' tale e' la comunita' di S. Patrignano, e' un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte alla privatizzazione del sistema penitenziario".
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