Italia. Ancora polemiche sulla nomina di Susanna Ronconi alla Consulta sulle tossicodipendenze
Ancora polemiche sulla nomina di Susanna Ronconi, ex Pl, alla Consulta sulle tossicodipendenze.'In qualita' di responsabile della sicurezza di Alleanza nazionale e di responsabile della Federazione di Padova esprimo la vicinanza e la solidarieta' alle famiglie di Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, vittime del terrorismo brigatista'. Lo dichiara il deputato di An Filippo Ascierto, commentando la notizia dell'inserimento dell'ex br Susanna Ronconi nella Consulta sulle tossicodipendenze del ministro per la Solidarieta' sociale Paolo Ferrero. 'E come responsabile della Federazione di Padova -prosegue- grido fortemente lo sdegno dell'intera comunita' di destra nel vedere questa nomina di Susanna Ronconi, complice nel barbaro duplice omicidio del 17 giugno 1974 che vide cadere due militanti del Msi'.
Per Ascierto si tratta di 'uno schiaffo alla citta' di Padova e alla memoria di coloro che sono caduti e di chi ha ripudiato ogni forma di violenza. Gia' in passato la sinistra aveva provato a inserirla come consulente ma cio' era stato impedito dalle reazioni spontanee dei partiti e dei cittadini. An di Padova ha chiesto al proprio coordinatore Alberto Giorgetti di valutare in seno al partito ogni utile iniziativa nei confronti del ministro Ferrero. Come federazione di Padova presenteremo ordini del giorno e mozioni perche' sia evitato questo scempio di giustizia e di memoria'
'La Ronconi non ha mai chiesto scusa a nessuno, ne' ha manifestato un chiaro pentimento. Ne' vale la sua partecipazione al Gruppo Abele a cancellare il sangue e il dolore causati in passato'.
Non e' certo per gentile concessione 'bypartisan' che San Patrignano fa parte della Consulta degli operatori ed esperti sulla tossicodipendenza'. E' quanto afferma in una nota la Comunita' ricordando di operare da 30 anni nella prevenzione, recupero e reinserimento sociale, accogliendo oltre il 15% dei tossicodipendenti oggi in comunita' e il 70% di quelli ospitati nelle strutture residenziali dell'Emilia-Romagna.
'San Patrignano -prosegue la nota- e' una realta' conosciuta e studiata a livello internazionale per l'efficacia e i risultati che ottiene, peraltro certificati da universita' ed enti indipendenti; il ministro Ferrero, convocandoci, risponde quindi a un preciso dovere e all'interesse della collettivita''.
'Il vero nodo da sciogliere e' un altro -sottolinea la comunita' di recupero- qual e' il programma di questo governo per modificare la legge attualmente in vigore. Le possibilita' sono due: perseguire una strategia efficace nell'ottica della prevenzione del consumo e del pieno recupero e reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti; attuare una politica di controllo sociale e di gestione 'medicalistica' del fenomeno cercando di ridurne i danni. Nel primo caso, e' dimostrato dalla letteratura scientifica internazionale che i trattamenti residenziali a lungo termine 'drug free' sono nettamente i piu' indicati. E che, per quanto riguarda il consumo, piu' aumenta la disponibilita' di droghe piu' esso cresce. Se, invece, la scelta e' costruire ghetti piu' o meno asettici e medicalmente assistiti per emarginati e tossicodipendenti da isolare, allora va bene il metadone in mantenimento, l'eroina controllata, le stanze del buco, la legalizzazione etc'.
'Notiamo -aggiunge la nota- che la composizione della Consulta vede rappresentati in netta maggioranza esponenti di organizzazioni disponibili ad appoggiare quest'ultimo progetto, piu' volte esplicitato dallo stesso ministro, e ne siamo fortemente preoccupati. Chiediamo con forza che, prima di assumere qualunque decisione, si apra un reale dibattito che coinvolga, oltre alle forze politiche, ad esperti ed operatori, le famiglie, le agenzie educative, la societa' civile'.
'San Patrignano -conclude la comunita'- continuera' come ha sempre fatto ad essere presente e ad impegnarsi nelle istituzioni nell'interesse delle persone tossicodipendenti e delle loro famiglie, che hanno bisogno di meno politica e ideologia e di piu' risposte concrete'.
"Appaiono strumentali e demagogiche le polemiche da destra sulla Consulta nominata dal ministro Ferrero per le tossicodipendenze". Lo scrive Giuseppe Bortone, responsabile della Cgil per questo settore, sostenendo che, "diversamente da quanto era accaduto col passato governo, infatti, la Consulta comprende esperti e rappresentanti di realta' associative che hanno matrici culturali ed orientamenti assai diversi fra loro; si registra, cioe', uno sforzo importante che va nel senso del pluralismo".
"Per quel che riguarda la presidente di Forum Droghe, Susanna Ronconi, che fa parte del nuovo organismo istituito dal ministro- aggiunge Bortone- le proteste che sono venute da alcune parti politiche appaiono del tutto prive di fondamento: come ha ricordato anche Don Luigi Ciotti, infatti, il curriculum di operatrice e di studiosa della Ronconi, nell'ambito del settore, e' assai significativo, con particolare riferimento ai diritti e alle soggettivita' delle persone piu' emarginate". "Tutto cio', evidentemente- va avanti il sindacalista- qualifica la presidente di Forum Droghe per svolgere il ruolo di membro della Consulta per le tossicodipendenze, che il ministro Ferrero ha voluto assegnarle: ed e' un ruolo- conclude Bortone- che non ha nulla a che vedere con un passato politico conclusosi con l'espiazione di una pena detentiva, e la netta dissociazione dalla follia della lotta armata".
'La polemica su Susanna Ronconi e' vergognosa e dimostra che nel nostro paese c'e' chi vuole alimentare la vendetta al di la' delle sentenze della magistratura per perpetuare all'infinito le condanne': lo afferma il Verde Paolo Cento che aggiunge: 'Susanna Ronconi e' pienamente legittimata a svolgere l'incarico che le ha dato il ministro della Solidarieta' per le competenze che ha acquisito in questi anni sui temi delle tossicodipendenze e per la sua attivita' nel volontariato: e sarebbe davvero il caso di mettere fine a polemiche contro chi ha gia' pagato il proprio conto con la giustizia'.
'Ma quale esempio di pluralismo culturale,la politica del Governo e' l'elogio dell'illegalita'': Giorgia Meloni (An), vicepresidente della Camera si unisce a quanti considerano inaccettabile l'inserimento dell'ex brigatista rossa Susanna Ronconi nella Consulta sulle tossicodipendenze.
'Chiunque consideri la nomina di Susanna Ronconi un esempio di pluralismo culturale - sottolinea - offende la democrazia.
Non posso che rivolgere un doveroso pensiero alle famiglie delle vittime, che oggi sono costrette a subire questa ennesima ingiustizia. Possiamo definire come 'l'elogio dell'illegalita' la strategia politica di questo Governo, che continua a strizzare l'occhio alle frange estreme della maggioranza per quieto vivere, premiando gli ex terroristi anche a costo della rispettabilita' del Parlamento'.
"Apprendo dalle agenzie stampa che, dopo il ministero per la Solidarietà sociale, anche il ministero della Salute intende varare una commissione tecnica sulle tossicodipendenze. Dopo l'ottima Susanna Ronconi, scelta dal ministro Ferrero in qualità di esperta, mi permetto di suggerire al ministro Turco una persona che saprà ricoprire più che degnamente questo ruolo al ministero della Salute: Francesco Caruso, deputato di Rifondazione comunista che ha dato modo nelle settimane scorse, di sapere molto in questa materia, arrivando addirittura a coltivare piante di marijuana nelle fioriere di palazzo Montecitorio. Chi meglio di lui?". Lo dichiara Roberto Menia, vicepresidente dei deputati di Alleanza Nazionale.
Daniele Farina, del Prc, non reputa necessaria un'indagine conoscitiva sulla droga, ed invita a cambiare 'senza alcun indugio' la legge vigente, giudicata 'liberticida'.
'Sull'uso delle droghe nel nostro paese esistono decine di studi e ricerche in grado di dare una esatta fotografia del fenomeno', afferma Farina, che giudica 'inappropriata la proposta di una commissione di inchiesta che si prolunghera' per mesi senza aggiungere nulla di nuovo a quanto gia' si sa'.
'Nel frattempo, pero', migliaia di persone - secondo Farina - continueranno a subire i devastanti effetti di una legge liberticida come la Fini-Giovanardi'.
Farina ricorda che 'nella passata legislatura la legge Fini- Giovanardi e' rimasta bloccata per due anni in commissione prima di essere approvata dalle Camere con doppio voto di fiducia e senza discussione alcuna'. 'Ora e' tempo di intervenire senza alcun indugio - conclude l'esponente del Prc - come del resto prevede anche il programma dell'Unione'.
An ha presentato una mozione al Consiglio regionale della Lombardia per chiedere che l'incarico dato dal Governo all'ex terrorista Susanna Ronconi, condannata per duplice omicidio, nella consulta nazionale sulle tossicodipendenze sia revocato.
'Il fatto di avere le mani sporche di sangue innocente - osserva Carlo Maccari, che ha presentato la mozione -, di aver ucciso chi aveva l'unica colpa di non pensarla politicamente come lei non sembra valere molto, specialmente oggi con un Governo della sinistra'.
Una cosa, secondo il consigliere di An, 'inaccettabile' che per questo nella mozione invoca l'intervento della Regione perche' 'la Ronconi e' e resta colpevole e deve essere cacciata'.
No a qualsiasi revisione delle legge Fini/Giovanardi "che abbia come obiettivo una maggiore liberalizzazione del consumo di stupefacenti, riproponendo la dicotomia scientificamente superata tra droghe pesanti e leggere". E' questa la posizione espressa dai nove consiglieri regionali di Forza Italia, sottoscrittori della risoluzione in cui chiedono alla Giunta "di esprimere parere contrario" a ogni tipi di cambiamento della legge sul sonsumo di droga.
"La Fini/Giovanardi mira a disincentivare con ogni mezzo l'uso di tutte le sostanze stupefacenti, coerentemente con le direttive di farmacologi, neuropsichiatri e sociologi, partendo dal presupposto che anche le droghe 'leggere' sarebbero sempre e comunque molto nocive per l'organismo umano, ed in particolare per i più giovani, in quanto alterano il processo evolutivo".
"La recente approvazione di un ordine del giorno al Senato avrebbe di fatto bocciato la proposta firmata dai tre Ministri Livia Turco, Paolo Ferrero e Clemente Mastella di raddoppiare la dose di cannabis consentita per uso personale (corrispondente a 30/40 spinelli), proposta che non solo comporterebbe il proliferare del traffico degli stupefacenti, ma insinuerebbe anche l'idea che il consumo dei derivati della cannabis sia comunque tollerabile, con la conseguenza di incentivarlo, creando confusione e diseducazione fra i giovani".
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