Italia. Ancora reazioni al ddl del Governo sull'immigrazione
"L'immigrazione clandestina si combatte favorendo l'immigrazione legale, semplificando le modalita' di assunzione del lavoratore proveniente dall'estero, dimostrando a quanti arrivano in Italia la nostra capacita' di accoglierli senza discriminarli". Enrico Buemi, responsabile Giustizia della Rosa nel pugno, replica alle accuse che piovono dall'opposizione sul ddl Amato-Ferrero. "E' necessaria una sola condizione: il rispetto delle regole e delle leggi in vigore nel nostro paese".
Secondo Buemi "e' la legge Bossi-Fini ad essere criminogena: la dimostrazione sta nei numeri degli immigrati clandestini presenti nel nostro Paese, e dall'elevato numero di detenuti extracomunitari, oltre il trenta per cento , presenti nelle nostre carceri". Secondo Buemi, "e' indecente strumentalizzare i problemi che derivano dal disagio derivante dalla non conoscenza delle nostre leggi e della cultura e dei modi di vivere diversi dai nostri".
Il ddl Amato-Ferrero avrebbe il solo scopo di 'concedere il voto agli extracomunitari per le elezioni amministrative' che andrebbe a vantaggio della sinistra. Ne e' convinto il leghista Roberto Maroni che, in un'intervista a 'Il Giornale' non esita a definire 'criminoso' il disegno di legge delega sull'immigrazione approvato martedi' dal Consiglio dei Ministri. 'Altro che 'voto di scambio' -incalza Maroni- questa e' una 'legge di scambio'. E annuncia: 'Se il ddl diventera' legge il referendum e sicuro. Ma bisogna iniziare a mobilitarsi da subito, proprio per impedire che si arrivi a tanto. E non parlo solo della Lega ma di tutto il centrodestra'.
E non e' tanto un problema della sinistra radicale ma di chi 'radicale non e', come il ministro dell'Interno. Amato sa -prosegue Maroni- cosa vuol dire accogliere un meccanismo che aumenti'era' certamente ilm tasso di criminalita' e se accetta le conseguenzze di tutto questo e' solo perche' la finalita' e' quella di dare il voto agli immigrati e ottenere nuovi equilibri politici soprattutto al Nord'. Dunque, conclude Maroni, 'il peggior porovvedimento concepito dal governo' perche' di fatto 'cancella ogni regolamentazione, in barba a quello che fa il resto d'Europa'.
"Se questa legge non viene bloccata in Parlamento non escludiamo l'ipotesi referendum". Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore azzurro, sintetizza così la posizione di Forza Italia sul Ddl immigrazione, sul quale l'opposizione degli azzurri sarà fermissima.
In una conferenza stampa convocata ad hoc, è Jole Santelli, già sottosegretario alla Giustizia, a spiegare per prima che, con questo testo, "il Governo sacrifica la sicurezza del Paese per la stabilità", visto che cittadinanza e immigrazione "sono temi appaltati alla sinistra radicale". Duro anche il capogruppo a Montecitorio, Elio Vito, per il quale il centrosinistra "periodicamente, ha il bisogno fisiologico di ricompattarsi adottando un provvedimento contro il Governo Berlusconi".
Peraltro, aggiunge, "sono sicuro che ci siano posizioni diverse, ad esempio non si esprime il Guardasigilli, mentre Amato contraddice le sue posizioni passate". Non solo, ma dal punto di vista tecnico, accusa Vito, probabilmente "il Governo chiederà un voto di fiducia in bianco su una delega molto ampia".
Per Forza Italia insomma l'adozione del Ddl che modifica la Bossi-Fini va in controtendenza rispetto ai messaggi dialoganti lanciati dai congressi di Ds e Margherita. All'assise dei Dl, ricorda Cicchitto, "Rutelli parlò di mano tesa all'opposizione", ma dopo l'ok a questo Ddl "sembra più uno schiaffo". Perché, spiega Cicchitto, "vogliono fare i signori dialogando sulla legge elettorale e poi puntano a cambiare il corpo elettorale in cinque anni. Una cosa gravissima". Dunque, nessun confronto, mentre invece "il terreno adatto sarebbe proprio quello che riguarda la famiglia, la cittadinanza, l'immigrazione".
E poi, attacca Cicchitto, il Ddl, che ripristina la figura degli sponsor per gli immigrati, è "criminogeno, dà il via libera alle centrali della criminalità". Perché gli sponsor, dice la Santelli, "non sono solo le associazioni, possono essere anche privati". E non a caso, aggiunge, "quando Ferrero propose di ripristinarli Amato disse che erano rischiosi".
"Ne abbiamo parlato con Prodi, ovviamente non sono d'accordo con l'idea di tagliare la 'Bossi-Fini, vedremo il testo in commissione, ma non sono d'accordo". Umberto Bossi manifesta la sua contrarieta' alla riforma presentata dal governo Prodi alla legge sull'immigrazione che posta il suo nome insieme a quello del leader di An Gianfranco Fini. Bossi ha parlato al termine dell'incontro milanese con il premier Romano Prodi.
"Il ministro Ferrero, invece che attaccare la destra, pensi piuttosto a rimettere mano ad un tentativo di revisione della legge Bossi-Fini nato male gia' in partenza, perche' in alcuni punti palesemente incostituzionale". Lo dice Maurizio Gasparri, di Alleanza nazionale. "Non vorrei cadere nel gioco di chi deve fare piu' o meno ammenda, ma un dato e' certo. Le proposte di Amato e Ferrero offendono la nostra Costituzione nel punto in cui vorrebbero dare diritto di voto amministrativo agli immigrati, spianando il terreno per prossimi elettori di sinistra".
Gasparri aggiunge: "Capisco che l'attacco e' la miglior difesa, ma ci vorra' una gran corazza in Parlamento per far passare anche solo una delle proposte del governo Prodi sull'immigrazione. La destra fara' di tutto in Parlamento per impedire che leggi che favoriscono l'ingresso a flotte di immigrati con mezzucoli tra l'altro bocciati anche dall'Unione europea vedano mai la luce'.
'Io non accuso il Governo di una legge che aumentera' la criminalita', ma di una legge che alimentera' la xenofobia e temo che fra qualche anno avremo esplosioni di razzismo in Italia'.
Il leader di An, Gianfranco Fini, ospite a 'Porta a porta', torna a criticare aspramente la modifica della cosiddetta 'Legge Bossi-Fini' sull'immigrazione.
Il leader di An ha criticato il testo del governo sostenendo che contiene 'tre mine': il fondo per il rimpatrio; l'autocertificazione (definito come una soluzione 'scandalosa e ridicola'); il diritto al voto dopo cinque anni.
In ogni caso, ha concluso Fini, 'siamo pronti a discutere in Parlamento eventuali modifiche al testo ma a condizione che la maggioranza ascolti i nostri dubbi e le nostre perplessita''.
"Che faccia tosta a parlare di rischio xenofobia, dopo che la destra ha costruito con la Bossi-Fini le condizioni materiali del razzismo e con il taglio alla spesa sociale, a cominciare dalla casa, il rischio di una guerra tra poveri". Lo afferma il Ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero, che replica alla parole di Gianfranco Fini sulla nuova legge sull'immigrazione. "Come puo' parlare di rischio xenofobia in Italia un politico che ha firmato una legge come la Bossi-Fini, che ha costruito le basi materiali per il razzismo costringendo alla clandestinita' moltissimi immigrati.
Non solo: il governo di cui Fini e' stato uno degli esponenti di primo piano ha deliberatamente tagliato la spesa sociale, e penso in particolare a quella destinata alle politiche abitative, creando le condizioni per una possibile guerra tra poveri".
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