Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ancora reazioni sui provvedimenti del Governo

U.E. - ITALIA
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"Sono preoccupato. Anzi molto preoccupato perche' da un lato stanno demolendo gli argini che avevamo faticosamente costruito contro l'immigrazione clandestina. Dall'altro non vengono avviate iniziative apprezzabili per il governo degli immigrati regolari e il loro inserimento nel nostro tessuto economico e sociale. Tutto cio', peraltro, proprio nel momento in cui nel resto d'Europa, dalla Francia al Regno Unito, adottano politiche piu' restrittive e norme molto piu' severe della stessa Bossi-Fini che pure avrebbe ormai bisogno di fare il tagliando". Lo ha dichiarato l'ex ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, in un'intervista a 'Il Giornale'.
"Temo - ha aggiunto Pisanu - che si proceda solo in base alle sollecitazioni ideologiche di quella sinistra estrema che gia' da tempo pretendeva l'apertura delle nostre frontiere e la smobilitazione dei Cpt". Sul decreto flussi l'ex ministro dell'Interno ha detto:"Chiamiamo le cose con il loro nome: si tratta di una sanatoria che, oltretutto, rischia di realizzarsi in maniera del tutto illegale". "Il motivo? Basti pensare - ha concluso Pisanu - che gli immigrati illegali che beneficiano di questo provvedimento dovrebbero rientrare nel loro Paese, raccogliere il visto di ingresso nei consolati italiani e poi ritornare in Italia. Lei crede che tutto questo iter verra' rispettato?".

"Quello adottato dal governo in materia di ricongiungimenti familiari e' un significativo cambio di rotta. Il provvedimento del Consiglio dei Ministri non solo uniforma la nostra normativa a quella europea ma assicura un diritto fondamentale: i ricongiungimenti familiari sia per i figli che per i genitori". E' quanto affermano i senatori Emanuela Baio e Luigi Bobba, rispettivamente responsabili dei dipartimenti della Solidarieta' e del Welfare della Margherita. "Se l'unita' della famiglia e' al centro delle politiche sociali del governo, tale diritto non puo' essere certo negato agli immigrati. E' un'elementare norma di civilta' che la legge Bossi - Fini aveva fortemente limitato".
Per di piu' "e' l'unica strada ragionevole - aggiungono Baio e Bobba - per facilitare l'integrazione sociale dei cittadini immigrati. Chi viene in Italia per lavorare non puo' essere considerato mera forza lavoro, ma persona con tutti i diritti, in primo luogo quello a vivere con la propria famiglia. Inoltre, come si evince da un recente studio dell'Iref - sottolineano - questa e' l'unica strada ragionevole e graduale per realizzare un'integrazione vera nel rispetto delle diverse culture e nel rispetto della legislazione del nostro Paese. Chi, tra i cittadini immigrati, ha famiglia tende ad integrarsi piu' facilmente e piu' rapidamente. La prospettiva poi di attribuire la cittadinanza dopo cinque anni di regolare soggiorno, come ha proposto il ministro Amato, e' l'unica strada per far diventare gli immigrati cittadini come noi".
I due senatori, inoltre, "incoraggiano il governo ad andare avanti nel riformare radicalmente la legge Bossi-Fini garantendo insieme accoglienza, sicurezza e integrazione".

"Il ricongiungimento familiare dei nonni era consentito dalla legge Bossi-Fini se nel paese d'origine non erano rimasti altri figli, perche' in questo caso comunque il nucleo familiare sarebbe stato diviso": lo ricorda Carlo Giovanardi dell' Udc a proposito del provvedimento sull' immigrazione, ponendo anche un problema di costi assistenziali.
"La decisione del Governo Prodi di consentire ai nonni di venire in Italia 'se non dispongono di adeguato sostegno familiare nel paese d'origine' - sottolinea l'ex ministro per i Rapporti col Parlamento - apre la porta del nostro Paese a centinaia di migliaia di anziani che non hanno mai versato un contributo e sono destinati in un periodo breve a gravare pesantemente sul nostro sistema sanitario ed assistenziale. Ma qualcuno nel Governo ha fatto i conti anche alla luce del processo di invecchiamento record dela popolazione italiana - chiede Giovanardi - di chi paghera' i costi di tale devastante decisione?'".

"Il governo, ampliando la possibilita' del ricongiungimento familiare per gli immigrati, mira a smantellare la Fini-Bossi colpendola al cuore del suo impianto". Lo afferma Italo Bocchino, capogruppo di Alleanza Nazionale in commissione Affari costituzionali alla Camera. "Il principio della Fini Bossi - aggiunge Bocchino - e' quello di collegare l'integrazione dell'immigrato alla certezza del reddito. Ora, aprire indiscriminatamente al ricongiungimento familiare, significa attirare una nuova tipologia di immigrazione, quella della terza eta'. Con tutti i bisogni di assistenza sanitaria che ne conseguono. Dubito che il welfare italiano - conclude - sia in grado di reggere a questa ondata d'urto".
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