Italia. Ancora sui dati di San Patrignano, inattendibili
Il 72% di esiti positivi "non sta ne' in cielo ne' in terra, nessuna realta' al mondo puo' arrivare a questi risultati": Maurizio Coletti, presidente di Itaca Europa (associazione europea degli operatori delle dipendenze) denuncia l'inattendibilita' scientifica della ricerca della Comunita' di San Patrignano e preannuncia un'iniziativa della 'Consulta delle associazioni scientifiche e delle organizzazioni professionali nel campo delle dipendenze patologiche'.Coletti contesta innanzitutto il fatto che la ricerca sia stata presentata nel corso di una conferenza stampa. "Gli studi scientifici si discutono in ambito scientifico e si presentano nei convegni" puntualizza. Poi, premette di non conoscere il documento della ricerca, se non attraverso quello che la stampa ha reso noto. "Non posso criticare quello che non conosco ma si capisce comunque che la ricerca di San Patrignano pone problemi irrisolvibili al mondo scientifico". La ricerca ha preso in considerazione 511 persone uscite dalla comunita' in 3 anni, di cui e' riuscita a monitorarne 287. "Non si puo' fare un calcolo percentuale di successi su un campione cosi' limitato di persone che hanno finito il trattamento". Un trattamento, spiega, si misura anche dal fatto che c'e' un certo numero di persone che lo interrompe, insomma dalla sua capacita' attrattiva. "Quanti se ne vanno nelle prime fasi?". Le prime settimane di permanenza in una comunita', aggiunge, sono decisive.
Per "lanciare un guanto di sfida all'attendibilita' di questi dati" la Consulta delle associazioni scientifiche e delle organizzazioni professionali, che si riunira' sabato prossimo, chiedera' un confronto scientifico pubblico alla Comunita' di San Patrignano. "Vogliamo discuterne in maniera seria" conclude il presidente di Itaca Europa.
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