Italia. Ancora sulle narcosalas in Toscana
"Ho visto che ha espresso dubbi anche l'assessore regionale della Toscana. Condivido i suoi dubbi, ma soprattutto non mi pare questo il momento per avanzare un progetto di legge in una fase di campagna elettorale nazionale". Lo ha detto l'on. Rosy Bindi, parlando della proposta di legge regionale sulla droga avanzata da alcuni gruppi consiliari della Toscana. La proposta prevede, tra l'altro, l'introduzione nelle Asl delle 'Safe injection rooms', ovvero delle stanze dove i tossicodipendenti possano drogarsi assistiti però da medici e psicologi. Parlando in un incontro elettorale a Trieste, Rosy Bindi ha detto di "non conoscere nei dettagli la proposta" e su questo tema ha rimandato al programma dell'Unione dove c'è "un equilibrio davvero interessante", rinviando "tranquillamente a questo anche per la legge della Toscana". Per quanto riguarda invece la legge nazionale approvata negli ultimi giorni di legislatura da parte del Parlamento, Bindi ha sottolineato che "siamo stati compatti nel respingerla. E' una delle leggi da abrogare perché non condividiamo quell'impostazione"."Spero che le agenzie di stampa abbiano riassunto male il pensiero dell'onorevole Bindi, ma esprimere dubbi sulla strampalata idea che circola in Toscana sulla creazione di stanze per drogarsi solo perché si è in campagna elettorale è molto grave. L onorevole Bindi ha il dovere di dire, senza se e senza ma, se condivide questa roba, sia prima che dopo le elezioni. Credo che dire ai giovani drogatevi dove vi pare e fatelo in silenzio sia un messaggio devastante", e' quanto gli ha risposto il ministro della Salute, Francesco Storace.
"Consentire a chi consuma sostanze stupefacenti illecite di poterlo fare in ambienti sicuri e salubri, vuol dire ridurre i danni del proibizionismo e dell'assunzione di sostanze tossiche, nonche' affermare il diritto alla salute dei cittadini della Repubblica italiana di cui Storace, ancora per poco, e' ministro della Salute!", lo afferma Marco Perduca, segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista e candidato della Rosa nel Pugno. "Il ministro della salute Francesco Storace nel rispondere ai dubbi di Rosy Bindi in merito alle narcosalas proposte in Toscana, ha affermato che 'dire ai giovani drogatevi dove vi pare e fatelo in silenzio sia un messaggio devastante'. Quel che c'e' di devastante, devastante dello stato di diritto quanto della salute degli italiani sono le misure contenute nella legge Fini-Giovanardi".
"Penso non ci sia nessun bisogno di istituirla, perché lancerebbe un messaggio devastante e non aggiungerebbe nulla, a mio parere, alla efficacia e all'umanità dei nostri servizi pubblici". E' questo il commento dell'assessore alla sanità della Toscana Enrico Rossi in merito alla "safe injection room". Secondo l'assessore "sarebbe anzi un rinnegare anni e anni di lavoro che hanno visto la Toscana affrontare il problema con una forte integrazione tra il pubblico e il privato sociale e con la centralità dei Sert". "La proposta di legge in cui questa ipotesi è inserita, è fatta del resto di tante cose e si propone di estendere gli interventi a tutti i settori della tossicodipendenza, quindi anche a quelli a più forte marginalità sociale. Questo significa rafforzare gli interventi sul territorio, creando le unità di strada, aprendo centri diurni e notturni, significa prendere in carico le persone con problemi di dipendenza per curarle e riabilitarle". "Il modello toscano è un modello che parla di integrazione, di inclusione, di presa in carico, all'opposto della legge Fini-Giovanardi che semplifica e non distingue, che si basa su logiche repressive ed espulsive: da una parte mette sullo stesso piano, con ansia punitiva, droghe leggere e droghe pesanti, e dall'altra vuole destrutturare il servizio pubblico". "Temo che l'effetto di tanto clamore sia quello di spostare l'attenzione dal vero problema, ovvero la vergognosa legge attualmente in vigore".
Chi promuove la 'stanza del buco' "vuole solo nascondere i tossicodipendenti". Lo afferma, in una lettera ad Affaritaliani.it, il responsabile della Comunità San Patrignano, Andrea Muccioli contrario all'ipotesi avanzata in Toscana. "I promotori di idee come questa sebbene seggano sugli scranni di qualche assessorato o posto di potere, non hanno la più pallida idea di cosa sia la tossicodipendenza, di come siano i tossicodipendenti, di quali siano i loro bisogni e di quali interventi delle istituzioni serie e responsabili debbano attivare per aiutarli ad uscire dalla loro condizione". "Dei tossicodipendenti, del loro dramma e del dramma delle loro famiglie a questi signori, esponenti delle istituzioni non interessa nulla, altrimenti avrebbero facilitato gli invii di ragazzi in comunità o valutato con ricerche scientifiche i servizi che finanziano in Toscana. Il loro scopo è esclusivamente quello di nascondere in asettici locali quello che considerano il pattume della società, come si fa con la sporcizia sotto un tappeto, in modo che non dia fastidio alla loro coscienza di benpensanti. Sperando, da buoni amministratori, di spendere poco e di ottenere il massimo del risultato. Che per loro è: non averli davanti agli occhi. Poi, e questo è il colmo, hanno il coraggio di dipingere quest'operazione come caritatevole e solidale: 'Vogliamo salvare i ragazzi che muoiono per overdose, aids, epatiti. Li assisteremo'. Nella stanza del buco? Ogni ulteriore commento è superfluo".
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