Italia. L'andrologo ai padri: parlate di sesso ai figli contro tossicodipendenza
'Padri, per combattere la droga parlate di sesso con i vostri figli maschi'. E' l'insolito consiglio che scaturisce da una ricerca diretta dall'andrologo Giuseppe La Pera, dell'Ospedale San Camillo di Roma, i cui risultati sono stati sintetizzati in un articolo pubblicato da Isp notizie, notiziario dell'Isp (Istituto di studi sulla paternita') che ne ha diffuso una anticipazione. La ricerca, finanziata anche dall'Istituto superiore di sanita' e compiuta su oltre 200 ragazzi intervistati nei Sert e nelle comunita' terapeutiche, ha dimostrato una stretta connessione fra l'uso di droghe e un disagio sessuale frequente tra gli adolescenti. I giovani hanno scoperto (ma La Pera lo definisce 'un segreto di Pulcinella' fra i tossicodipendenti) che eroina e cocaina migliorano le prestazioni sessuali, sia in termini di erezione che di durata del rapporto, una scoperta facilitata anche dal basso costo che queste droghe hanno raggiunto. 'E poiche' molto spesso i giovani sono lasciati soli ad affrontare le problematiche sessuali, soli con le loro incertezze, le loro paure, le loro ansie, il ricorso alla droga e' un rischio molto realistico'.
Dalla ricerca e' emerso che nel 35% dei ragazzi intervistati il problema sessuale era stato la causa specifica di inizio della tossicodipendenza. L'ansia di prestazione, l'eiaculazione precoce, un rapporto insoddisfacente? sono tutti motivi che possono spingere i giovani a cercare aiuto nello stupefacente. 'Se vogliamo rivalutare il ruolo del padre dobbiamo consigliare a tutti i padri di interessarsi della sessualita' dei propri figli, con domande dirette e specifiche'.
Se il padre non se la sente, per la delicatezza dell'argomento o perche' lui stesso non saprebbe consigliare (il 40 degli uomini ignora che e' possibile decidere il momento dell'orgasmo), allora dovrebbe accompagnare il figlio da un andrologo, cosi' come le madri accompagnano le figlie dal ginecologo.
La Pera lamenta poi disinteresse verso questo approccio al problema della tossicodipendenza e conclude l'articolo affermando che 'nel campo delle tossicodipendenze prevale l'ideologia', che 'la classe politica non stimola efficacemente la ricerca in questo settore' e che quando si parla di tossicodipendenze esiste ''il professionismo dell'antidroga', simile a quello che lo scrittore Sciascia usava dire dell'antimafia, che vive, si nutre ed ingrassa proprio fin quando il problema non si risolve'.
Dalla ricerca e' emerso che nel 35% dei ragazzi intervistati il problema sessuale era stato la causa specifica di inizio della tossicodipendenza. L'ansia di prestazione, l'eiaculazione precoce, un rapporto insoddisfacente? sono tutti motivi che possono spingere i giovani a cercare aiuto nello stupefacente. 'Se vogliamo rivalutare il ruolo del padre dobbiamo consigliare a tutti i padri di interessarsi della sessualita' dei propri figli, con domande dirette e specifiche'.
Se il padre non se la sente, per la delicatezza dell'argomento o perche' lui stesso non saprebbe consigliare (il 40 degli uomini ignora che e' possibile decidere il momento dell'orgasmo), allora dovrebbe accompagnare il figlio da un andrologo, cosi' come le madri accompagnano le figlie dal ginecologo.
La Pera lamenta poi disinteresse verso questo approccio al problema della tossicodipendenza e conclude l'articolo affermando che 'nel campo delle tossicodipendenze prevale l'ideologia', che 'la classe politica non stimola efficacemente la ricerca in questo settore' e che quando si parla di tossicodipendenze esiste ''il professionismo dell'antidroga', simile a quello che lo scrittore Sciascia usava dire dell'antimafia, che vive, si nutre ed ingrassa proprio fin quando il problema non si risolve'.
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