Italia. Antinori insegna: cosi' si clonano gli uomini
Tutti sono curiosi di sapere come si fa a duplicare un essere umano, e il quotidiano "La Nazione" ha deciso di chiederlo ad un esperto: il ginecologo Severino Antinori.
"Prima di tutto bisogna decidere dove prelevare la cellula. Normalmente va presa dalla pelle, perche' e' piu' facile e si coltiva meglio. Poi va messa in coltura e poi prendiamo l'ovulo della donna. Addormento per cinque minuti la paziente, con un ago aspiro dal follicolo delle ovaie l'ovulo e lo metto in un'altra coltura, a 37 gradi. In un microscopio in ambiente caldo comincio a studiare la cellula uovo e quando arriva a una certa maturita', cosa che puo' avvenire anche in poche ore, denudo la cellula uovo, tolgo le cellule che ha intorno in modo che rimanga solo l'ovulo con il nucleo della donna. Poi inietto la cellula somatica dell'uomo nell'ovulo vicino al nucleo della donna e il nucleo della donna non lo tolgo subito, ma aspetto un po', e mi rimane il pacchetto genetico dell'uomo. A quel punto riparte l'embriogenesi, cioe' si forma l'embrione. Si puo' fare tutto questo in uno o due giorni, vanno presi dieci ovuli, e se ne bastano tre, quelli che non vengono usati si congelano. A questo punto c'e' l'embrione, dopo poche ore ci saranno due cellule, dopo quarantott'ore quattro cellule, poi otto. Dopo cinque giorni, quando ci sono 120 cellule staminali, facciamo il trasferimento dell'embrione nell'utero e comincia la gravidanza normale. Una verifica del suo andamento sara' possibile al 18o giorno."
"Resta la grande domanda: quanti malformati ci potranno essere? Per rispondere non resta che ricorrere alle misure preventive, che si applicano nelle normali gravidanze. A 8 settimane possiamo fare l'amniocentesi. Sulle scimmie, sui conigli, su tutte le specie vicine ai primati le malformazioni non superano il 6, 7 per cento, sull'uomo non abbiamo dati negativi. Si consideri pero' che nelle riproduzioni naturali le malformazioni sono 5, 6 per cento. E non e' vero che gli esseri clonati invecchiano prima. E' una teoria che parte dalla convinzione che si debba sommare la vita gia' vissuta dalla cellula somatica. E non e' vero perche' la cellula somatica nell'ovulo si riprogramma e torna indietro". Ma in natura questo ritorno indietro nel tempo non esiste. "Invece nella cellula staminale accade. E non lo dico solo io".
Antinori ne e' convinto: "Con la clonazione potremmo aiutare migliaia e migliaia di coppie". E il problema non risolto qual'e'? "Che non ci sono studi a distanza di bimbi clonati e non abbiamo elementi di valutazione sulle malformazioni, sebbene io sia certo che non ci sia motivo di avere paura. La domanda che angoscia e': e dopo la nascita quali problemi avra' questo bambino? E' una domanda probabilmente frutto di paura, ma ci vuole certamente un vaglio. Sono almeno tre i bimbi clonati nel mondo: in vari paesi dell'Europa dell'est e dell'Asia, come l'India e l'Ucraina".
Alla domanda "E se domani venisse autorizzata in Italia la clonazione lei sarebbe in grado di far nascere bimbi clonati?", la risposta e' chiara: "Assolutamente si'". Quanto costerebbe? "Quanto una riproduzione assistita". Ovvero? "Sui 4-5mila euro. So che [il biologo Panayiotis Zavos n.d.r.] chiede 2mila dollari solo per una consultazione. E' un pazzo! Per i primi casi chiederei delle sovvenzioni e lo farei gratis. Non si puo' commercializzare oggi questa cosa. Solo quando diventera' una routine si potra', se diventera'. E secondo me diventera'".
"Prima di tutto bisogna decidere dove prelevare la cellula. Normalmente va presa dalla pelle, perche' e' piu' facile e si coltiva meglio. Poi va messa in coltura e poi prendiamo l'ovulo della donna. Addormento per cinque minuti la paziente, con un ago aspiro dal follicolo delle ovaie l'ovulo e lo metto in un'altra coltura, a 37 gradi. In un microscopio in ambiente caldo comincio a studiare la cellula uovo e quando arriva a una certa maturita', cosa che puo' avvenire anche in poche ore, denudo la cellula uovo, tolgo le cellule che ha intorno in modo che rimanga solo l'ovulo con il nucleo della donna. Poi inietto la cellula somatica dell'uomo nell'ovulo vicino al nucleo della donna e il nucleo della donna non lo tolgo subito, ma aspetto un po', e mi rimane il pacchetto genetico dell'uomo. A quel punto riparte l'embriogenesi, cioe' si forma l'embrione. Si puo' fare tutto questo in uno o due giorni, vanno presi dieci ovuli, e se ne bastano tre, quelli che non vengono usati si congelano. A questo punto c'e' l'embrione, dopo poche ore ci saranno due cellule, dopo quarantott'ore quattro cellule, poi otto. Dopo cinque giorni, quando ci sono 120 cellule staminali, facciamo il trasferimento dell'embrione nell'utero e comincia la gravidanza normale. Una verifica del suo andamento sara' possibile al 18o giorno."
"Resta la grande domanda: quanti malformati ci potranno essere? Per rispondere non resta che ricorrere alle misure preventive, che si applicano nelle normali gravidanze. A 8 settimane possiamo fare l'amniocentesi. Sulle scimmie, sui conigli, su tutte le specie vicine ai primati le malformazioni non superano il 6, 7 per cento, sull'uomo non abbiamo dati negativi. Si consideri pero' che nelle riproduzioni naturali le malformazioni sono 5, 6 per cento. E non e' vero che gli esseri clonati invecchiano prima. E' una teoria che parte dalla convinzione che si debba sommare la vita gia' vissuta dalla cellula somatica. E non e' vero perche' la cellula somatica nell'ovulo si riprogramma e torna indietro". Ma in natura questo ritorno indietro nel tempo non esiste. "Invece nella cellula staminale accade. E non lo dico solo io".
Antinori ne e' convinto: "Con la clonazione potremmo aiutare migliaia e migliaia di coppie". E il problema non risolto qual'e'? "Che non ci sono studi a distanza di bimbi clonati e non abbiamo elementi di valutazione sulle malformazioni, sebbene io sia certo che non ci sia motivo di avere paura. La domanda che angoscia e': e dopo la nascita quali problemi avra' questo bambino? E' una domanda probabilmente frutto di paura, ma ci vuole certamente un vaglio. Sono almeno tre i bimbi clonati nel mondo: in vari paesi dell'Europa dell'est e dell'Asia, come l'India e l'Ucraina".
Alla domanda "E se domani venisse autorizzata in Italia la clonazione lei sarebbe in grado di far nascere bimbi clonati?", la risposta e' chiara: "Assolutamente si'". Quanto costerebbe? "Quanto una riproduzione assistita". Ovvero? "Sui 4-5mila euro. So che [il biologo Panayiotis Zavos n.d.r.] chiede 2mila dollari solo per una consultazione. E' un pazzo! Per i primi casi chiederei delle sovvenzioni e lo farei gratis. Non si puo' commercializzare oggi questa cosa. Solo quando diventera' una routine si potra', se diventera'. E secondo me diventera'".
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