Italia. Antiproibizionisti.it: deputati abbiate fiducia in cio' che rappresentate
Dichiarazione di Marco Contini, Segretario di Antiproibizionisti.it.Chi ha avuto modo di ascoltare gli interventi del dibattito generale svoltosi in Aula alla Camera lo scorso 3 febbraio, avrà certamente riscontrato la pochezza e la superficialità delle argomentazioni espresse dai rappresentanti del Governo della maggioranza, nonché il silenzio assordante di tutte le voci liberali (o sedicenti tali) che fanno parte dell CdL.
Unico intervento apparentemente in controtendenza quello dell'On. Moroni, che è arrivata - dai banchi del centrodestra - addirittura ad auspicare una prospettiva di legalizzazione (almeno per quanto riguarda la cannabis e i suoi derivati).
Peccato però che a tutte le considerazioni, per la maggior parte più che ragionevoli, portate in aula dall'esponente del Nuovo PSI non abbia fatto seguito una dichiarazione di voto che tenesse conto in alcun modo di quelle stesse argomentazioni.
Non possiamo astenerci dal porre una domanda all'On. Moroni: se non condivide il merito di questo provvedimento, né il metodo con cui il Governo l'ha presentato, ci può spiegare in base a quale criterio intende dare (comunque) il Suo voto di fiducia? Fiducia nei confronti di chi? Di che cosa?
Questa potrà sembrare forse una domanda impertinente, ma se si osserva la questione da questo punto di vista, appare evidente che il Suo altro non può essere che un voto di appartenenza a una determinata fazione, del tutto indipendente dalla condivisione - che diventa opzionale - dei contenuti e dalle istanze che tale fazione rappresenta.
Tuttavia, Onorevole Moroni, Lei si sente in dovere di dissociarsi pubblicamente da questa maggioranza, di prendere le distanze. Perché?
Sa bene, Onorevole, che con il suo voto a favore concorrerà dell'approvazione di quella legge che non condivide e che non mancherà di portare dolore e sofferenza proprio ai soggetti più deboli e indifesi di questa società. Anche a causa Sua.
È un meccanismo perverso che altera fortemente il concetto stesso della rappresentanza parlamentare, secondo il quale, non essendo sottoposto a vincolo di mandato, il Deputato o il Senatore della Repubblica dovrebbe votare per ciascun singolo provvedimento secondo coscienza, e non affidandosi a una indicazione di partito.
Ma il momento è certamente dei più delicati e far mancare il proprio voto di fiducia al Governo significherebbe con buona probabilità non essere ricandidato o, peggio, essere candidati in un collegio perdente.
È questo il ricatto a cui i nostri rappresentanti in Parlamento debbono sottostare. È per questo che il loro voto non può essere libero.
E quando una donna o un uomo perde la propria libertà, non è più in grado di rappresentare neanche se stesso.
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