Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Arrestate mio figlio tossicodipendente

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"Per favore, arrestate mio figlio. Deve essere fermato prima che sia troppo tardi": e' l'appello che un padre di Ponte Lambro (Como), Domenico Beneventi, ha diffuso alla stampa locale dopo averlo rivolto, senza essere ascoltato, alle autorita': al Sindaco del paese, poi al prefetto e al procuratore della repubblica, senza ottenere risposta. Il figlio e' tossicodipendente.
Lo scorso febbraio, ha raccontato l'uomo, il figlio, che ha 25 anni, ha aggredito la sorella e la nonna minacciandole con una tanica di benzina e un coltello. Il giovane e' stato denunciato piu' volte, anche per tentativo di omicidio nei confronti di un immigrato, ha patteggiato un'altra volta per avere ferito a coltellate un barista ed infine e' stato in vari centri di salute mentale e servizio tossicodipendenze dell'Asl, ed ha usufruito talvolta dell'assistenza sociale.
"Lo devono arrestare", chiede il padre, ex carabiniere, oggi camionista. "Tutto ha avuto inizio con la maggiore eta', quando ha cominciato a frequentare brutte compagnie. Tutti abbiamo sperato che si trattasse soltanto di una fase Passeggera". Invece la situazione e' precipitata: "gli psichiatri non mi hanno detto mai nulla. Per loro mio figlio e' maggiorenne e responsabile delle sue azioni. Questione anche di privacy. Non potevo neppure sapere se soffriva di qualcosa". In famiglia il ragazzo chiedeva sempre soldi: "chi gli vendeva la coca (albanesi o nordafricani) telefonava anche a me, minacciando l'intera famiglia. Non avevo scelta, pagavo". Lo scorso febbraio il ragazzo e' entrato in casa brandendo il coltello e la tanica di benzina. "Devo ammazzare tutti, devo bruciare la casa, devo ammazzare papa'", ha detto ai familiari terrorizzati, che da allora vivono nell'angoscia e nella paura. "L'unica soluzione, conclude il padre, e' che lo arrestino. Aiutatemi".
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