Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Arrestati agenti di polizia che rapinavano droga e soldi a trafficanti

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Come guardie e ladri a ruoli invertiti. Cosi' un gruppo di sette poliziotti romani, aiutati da sei complici, si e' preso gioco di alcuni malavitosi locali rapinandoli di denaro e droga. La banda entrava in azione con la parola d'ordine 'andiamo a pescare' ed agiva grazie alle segnalazioni di uno dei complici che, fingendosi commissario disponeva le perquisizioni e le conseguenti rapine, sotto la minaccia di arresto.
I sette poliziotti erano in servizio nel commissariato Trastevere, in una zona centrale della capitale. A porre fine ai loro traffici e' stata un'indagine condotta dalla procura della Repubblica di Roma e della guardia di finanza che ha portato a 13 arresti: i sette poliziotti, quattro complici, tra cui uno che si spacciava per il commissario capo Antonio Contini, e due spacciatori di droga che si occupavano dello smercio degli stupefacenti.
Da quanto accertato, gli agenti operavano in maniera mirata: una volta che il finto commissario segnalava la vittima scattava la perquisizione. I poliziotti si recavano nell'abitazione della persona segnalata, appartenente quasi sempre alla malavita, e, dietro minaccia di arresto, si facevano consegnare droga o la valuta straniera posseduta. In particolare, cocaina, dinari iracheni, pesos argentini fuori corso (di particolare valore commerciale per i collezionisti) e won nordcoreani.
L'inchiesta ha preso spunto da un'altra indagine riguardante un giro di valuta straniera cambiata in nero e della quale erano entrati in possesso alcuni agenti di polizia a Bologna. Tramite intercettazioni, pedinamenti e perquisizioni, gli inquirenti hanno poi ricostruito le modalita' di azione del gruppo di poliziotti arrestati oggi.
Lo scorso settembre uno dei poliziotti arrestati oggi e l'uomo che si spacciava per Contini furono arrestati, insieme con altre tre persone, dalle Fiamme gialle in un treno all'altezza di Bologna, mentre si recavano a Milano per riciclare pesos argentini del valore di alcuni milioni di euro. L'agente fu subito rilasciato perche' ritenuto estraneo all'attivita' di riciclaggio, mentre il sedicente Contini torno' successivamente in liberta'. Nonostante quell'episodio, hanno accertato gli inquirenti, l'attivita' di rapina e' poi proseguita in modo seriale e sistematico.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip Guglielmo Muntoni su richiesta dei pubblici ministeri Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri. Il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara, in una nota, ha spiegato che gli accertamenti, svolti dal Gico della guardia di finanza con l'ausilio della squadra mobile, hanno consentito di accertare che "il gruppo, con la complicita' di esponenti della criminalita' avrebbe costituito un'associazione per delinquere diretta a perpetrare, sfruttando la propria posizione di dipendenti della Ps, i reati di rapina pluriaggravata, mediante perquisizioni illegali, nonche' i reati di falso in atti pubblici, ricettazione e riciclaggio". Nell'ambito della stessa inchiesta sono stati inoltre accertati episodi di detenzione e spaccio di droga.
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