Italia. Ass. Coscioni: commissione parlamentare non comprende situazione
'Si tratta di una ricostruzione mistificatrice e manipolatrice della volonta' di Nuvoli che viene interpretato in modo abusivo e ricattatorio dai due senatori, come se l'interruzione delle terapie possa essere ottenuta da Nuvoli soltanto in condizioni di abbandono e andando incontro a una morte atroce invece che con il conforto dell'assistenza medica'. Lo dichiarano in una nota congiunta Maria Isabella Puggioni , Paolo Ruggiu e Marco Cappato dell'associazione Luca Coscioni, commentando le dichiarazioni dei membri della commissione parlamentare che si occupa del caso Nuvoli e che ieri si e' recata a Sassari.
'Secondo i senatori Antonio Tommassini e Piergiorgio Massidda il fatto che Nuvoli accetti la terapia anticoagulante significa che vuol vivere. Come Pier Giorgio Welby, infatti, anche Giovanni Nuvoli rifiuta l'idea di morire per abbandono terapeutico e vorrebbe essere curato al meglio, almeno fino al momento in cui dovesse trasformare in decisione definitiva la volonta' espressa di interrompere la respirazione artificiale'.
'Curare Nuvoli oggi, come Nuvoli chiede e' soltanto un dovere che non puo' servire da pretesto per trattarlo come un minorato incapace di intendere e di volere, sequestrandogli il corpo e la possibilita' di decidere sulle sue cure'.
'Alla senatrice dell'Udc, Sandra Monacelli poi, che invita i radicali ad occuparsi d'altro, ed al senatore Tommasini, che parla di turbolenze attorno al caso che complicano la vicenda, rispondiamo che senza l'interessamento dell'associazione Coscioni, dei radicali e della stampa, il sintetizzatore vocale, (richiesto, senza risposta, dalla famiglia dal 2005), non sarebbe mai arrivato, del ritorno a casa non si parlerebbe neppure, e la senatrice, arrivata all'ultim'ora a dettar sentenze, di Nuvoli non conoscerebbe neppure l'esistenza'.
'Secondo i senatori Antonio Tommassini e Piergiorgio Massidda il fatto che Nuvoli accetti la terapia anticoagulante significa che vuol vivere. Come Pier Giorgio Welby, infatti, anche Giovanni Nuvoli rifiuta l'idea di morire per abbandono terapeutico e vorrebbe essere curato al meglio, almeno fino al momento in cui dovesse trasformare in decisione definitiva la volonta' espressa di interrompere la respirazione artificiale'.
'Curare Nuvoli oggi, come Nuvoli chiede e' soltanto un dovere che non puo' servire da pretesto per trattarlo come un minorato incapace di intendere e di volere, sequestrandogli il corpo e la possibilita' di decidere sulle sue cure'.
'Alla senatrice dell'Udc, Sandra Monacelli poi, che invita i radicali ad occuparsi d'altro, ed al senatore Tommasini, che parla di turbolenze attorno al caso che complicano la vicenda, rispondiamo che senza l'interessamento dell'associazione Coscioni, dei radicali e della stampa, il sintetizzatore vocale, (richiesto, senza risposta, dalla famiglia dal 2005), non sarebbe mai arrivato, del ritorno a casa non si parlerebbe neppure, e la senatrice, arrivata all'ultim'ora a dettar sentenze, di Nuvoli non conoscerebbe neppure l'esistenza'.
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