Italia. Un asse tra il Vaticano e gli Usa sulla bioetica
"A Palazzo Chigi non piace la parola 'commissione'. Perche' il tavolo sulla bioetica, lanciato a San Martino in Campo, sara' in realta' un semplice, anche se strategico, 'coordinamento'. E avra' come obiettivo quello di trovare 'punti di convergenza' all'interno del governo su alcuni temi 'sensibili'. Facile a dirlo, difficile ovviamente a farlo. Ecco perche' -scrive il Corriere della Sera- e' stato chiamato all'arduo compito di mettere d'accordo l'ala cattolica con quella radicale della maggioranza, una personalita' come Giuliano Amato. La partenza del Coordinamento e' ancora incerta. C'e' chi parla del Consiglio dei ministri di venerdi' prossimo, come luogo in cui se ne potrebbe parlare. Ma non e' detto. Anche perche' non e' scontato che il nuovo organismo abbia bisogno di essere formalizzato piu' di tanto. L'importante e' che funzioni. E qui nascono i primi interrogativi. Perche' al momento non si conoscono ancora i suoi componenti. La previsione e' che siano tutti ministri, proprio per caratterizzare l'origine governativa del Coordinamento sui temi etici. Quindi siedera' al tavolo anche Fabio Mussi? Il ministro dell'Universita' non ne ha ancora avuto conferma. Ieri ha incontrato Romano Prodi, ma si e' trattato prevalentemente di una riunione tecnica sui fondi per la ricerca. Nonostante il vivace dibattito, fuori e dentro la maggioranza, provocato dalla sua scelta di ritirare la firma dell'Italia dalla 'dichiarazione etica', il documento che bloccava la ricerca sugli embrioni. È ovvio comunque che Mussi si aspetta di essere chiamato. Come anche Rosy Bindi, che in quanto ministro della Famiglia, non nasconde la sua disponibilita' a lavorare su questi temi. Si parla anche di Barbara Pollastrini (Pari Opportunita'), Livia Turco (Salute), Clemente Mastella (Giustizia), Giuseppe Fioroni (Istruzione) ed Emma Bonino (Affari Europei). Attenendosi al criterio strettamente governativo dovrebbero quindi essere esclusi i semplici esponenti di partito come il radicale Daniele Capezzone, la cattolica Paola Binetti o il chirurgo diessino Ignazio Marino, eletto ieri presidente della commissione Sanita' del Senato. Ma l'ultima parola spettera' a Giuliano Amato che ha gia' cominciato a lavorare sulla composizione della squadra e su come potra' funzionare".
"A Palazzo Chigi -continua il Corriere- si pensa al Coordinamento come uno strumento agile, che sara' chiamato ogni volta che verra' portato sul tavolo del governo un tema etico: per discuterlo, avviare un'istruttoria ed elaborare possibili sintesi. E Amato potrebbe anche variare la squadra a seconda degli argomenti o, di volta in volta, aggiungere la partecipazione di alcuni esperti. In altre parole: il lavoro e' appena iniziato e ci sono ancora molte decisioni da prendere. A partire dai temi che potranno essere affrontati dal Coordinamento. Romano Prodi non vorrebbe dilatare troppo il campo di azione, ma concentrarlo sui temi etici di cui parla il programma dell'Unione. La' dove si fa un discorso complessivo e sono poche le citazioni tematiche, come quella del testamento biologico e delle 'unioni civili'. Ovviamente non si potra' ignorare il tema della ricerca sulle staminali, dal quale sono nati i primi 'litigi etici' nella maggioranza e che hanno fatto nascere l'idea del nuovo tavolo di confronto. Ma la scelta di affidare l'incarico a Giuliano Amato e' legata alle capacita' di mediazione che lo stesso Prodi gli attribuisce. Insieme alla funzione di moderare gli eventuali eccessi. Non a caso, si ricorda a Palazzo Chigi, di Pacs nel programma non c'era traccia...".
"A prima vista, si tratta di un intreccio improbabile: bioetica e politica estera, matrimoni omosessuali e ritiro dall'Iraq. Ma analizzando le prese di posizione vaticane di ieri, e affiancandole a quelle dell'Amministrazione statunitense, si avverte una certa sintonia. È il contrario di quanto emerge mettendo a confronto il lessico della Santa Sede con quello di una parte dell'Unione. In questo caso, si ha l'impressione di una divergenza netta. I rapporti con le gerarchie cattoliche e gli Stati uniti sono destinati a rimanere un fronte insidioso per il governo di Romano Prodi. Oltre tutto, conflitto iracheno e questioni etiche fanno aumentare il fossato fra la Margherita e alcuni settori del centrosinistra; e complicano le prospettive del futuro Partito democratico. Era prevedibile -scrive Massimo Franco sul Corriere- la durezza con la quale il Vaticano ha ribadito i propri imperativi su fecondazione artificiale, crisi della famiglia, unioni di fatto, additate addirittura come segni di un''eclissi di Dio'. Colpisce, invece, l'approccio molto simile usato da George Bush contro i matrimoni omosessuali; e la coincidenza temporale della loro offensiva. Il documento della Santa Sede contro manipolazione genetica, aborto, 'coppie insolite', e' di ieri. E fa il paio con il braccio di ferro che sugli stessi temi il presidente degli Stati Uniti ha ingaggiato con il Congresso. Ritenere che si tratti di una strategia concordata sarebbe fuorviante; ma che li accomuni, e' un fatto. Il dubbio che sulla campagna di Bush influisca anche la prospettiva del voto di novembre (in Usa si terranno le elezioni di meta' mandato) e' forte. Ma il fattore religioso connota la sua presidenza dall'inizio. Sembra riemergere cosi' un asse che lega Vaticano e Casa Bianca, attraversando l'Atlantico e facendo apparire l'Europa un continente secolarizzato. Il modo in cui il Pontificio Consiglio per la famiglia evoca 'l'istituzione naturale del matrimonio vittima di attacchi violenti', suona come un messaggio in primo luogo al Vecchio Continente. E le reazioni di chi si sente ingiustamente attaccato, tendono a confermarlo. Il parlamentare diessino Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, usa parole significative. Grillini ritiene 'sproporzionato, incoerente e ridicolo' il linguaggio della Santa Sede. Ricorda che 'la stragrande maggioranza dei Paesi europei hanno applicato leggi piu' radicali dei Pacs'. Si parla di 'attacco oscurantista'. Si accusa il Vaticano di fomentare 'l'odio sociale nei confronti degli omosessuali', e di essere il vero responsabile della crisi della famiglia. È uno scontro destinato a tenere alta la tensione non solo fra queste minoranze dell'Unione e i vescovi italiani, ma fra i partiti del centrosinistra".
"La Cei -continua Franco- ha gia' fatto sapere di non aver gradito gli accenni di Piero Fassino, segretario dei Ds, ad una modifica della legge sulla fecondazione artificiale, confermata dal referendum del 2005: sembra che i vertici diessini avessero riservatamente dato assicurazioni in questo senso, nei mesi scorsi. La stessa commissione per la bioetica costituita da Romano Prodi, e guidata dall'ex premier Giuliano Amato, e' valutata in modo controverso. L'opposizione tende a presentarla come 'una torre di Babele'. E dubita che l'eterogeneita' dell'Unione permettera' di trovare risposte comuni; e a Prodi di mediare posizioni che appaiono a volte agli antipodi. A queste incognite va aggiunta la divergenza sull'Iraq fra Ds, Margherita e Rosa nel Pugno da una parte; e Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani dall'altra. Dopo il nuovo attentato a Nassiriya, l'Osservatore Romano ha parlato di sangue di chi 'e' impegnato in una missione di pace': un omaggio ai militari italiani, che va oltre la condanna vaticana del conflitto iniziato unilateralmente dagli angloamericani nel 2003; e la conferma dei timori che un rientro immediato aggravi la guerra civile irachena. Sono parole che sottolineano il bivio di fronte al quale si trova il governo. La coalizione prodiana e' divisa fra l'esigenza di tenere fede agli impegni internazionali; e quella di non scontentare gli alleati della 'sinistra antagonista', che invocano il ritiro subito. Quando Prodi assicura al Parlamento che i piani non cambieranno, sembra rivolgersi non tanto a loro, ma a Washington e a Londra".
"A Palazzo Chigi -continua il Corriere- si pensa al Coordinamento come uno strumento agile, che sara' chiamato ogni volta che verra' portato sul tavolo del governo un tema etico: per discuterlo, avviare un'istruttoria ed elaborare possibili sintesi. E Amato potrebbe anche variare la squadra a seconda degli argomenti o, di volta in volta, aggiungere la partecipazione di alcuni esperti. In altre parole: il lavoro e' appena iniziato e ci sono ancora molte decisioni da prendere. A partire dai temi che potranno essere affrontati dal Coordinamento. Romano Prodi non vorrebbe dilatare troppo il campo di azione, ma concentrarlo sui temi etici di cui parla il programma dell'Unione. La' dove si fa un discorso complessivo e sono poche le citazioni tematiche, come quella del testamento biologico e delle 'unioni civili'. Ovviamente non si potra' ignorare il tema della ricerca sulle staminali, dal quale sono nati i primi 'litigi etici' nella maggioranza e che hanno fatto nascere l'idea del nuovo tavolo di confronto. Ma la scelta di affidare l'incarico a Giuliano Amato e' legata alle capacita' di mediazione che lo stesso Prodi gli attribuisce. Insieme alla funzione di moderare gli eventuali eccessi. Non a caso, si ricorda a Palazzo Chigi, di Pacs nel programma non c'era traccia...".
"A prima vista, si tratta di un intreccio improbabile: bioetica e politica estera, matrimoni omosessuali e ritiro dall'Iraq. Ma analizzando le prese di posizione vaticane di ieri, e affiancandole a quelle dell'Amministrazione statunitense, si avverte una certa sintonia. È il contrario di quanto emerge mettendo a confronto il lessico della Santa Sede con quello di una parte dell'Unione. In questo caso, si ha l'impressione di una divergenza netta. I rapporti con le gerarchie cattoliche e gli Stati uniti sono destinati a rimanere un fronte insidioso per il governo di Romano Prodi. Oltre tutto, conflitto iracheno e questioni etiche fanno aumentare il fossato fra la Margherita e alcuni settori del centrosinistra; e complicano le prospettive del futuro Partito democratico. Era prevedibile -scrive Massimo Franco sul Corriere- la durezza con la quale il Vaticano ha ribadito i propri imperativi su fecondazione artificiale, crisi della famiglia, unioni di fatto, additate addirittura come segni di un''eclissi di Dio'. Colpisce, invece, l'approccio molto simile usato da George Bush contro i matrimoni omosessuali; e la coincidenza temporale della loro offensiva. Il documento della Santa Sede contro manipolazione genetica, aborto, 'coppie insolite', e' di ieri. E fa il paio con il braccio di ferro che sugli stessi temi il presidente degli Stati Uniti ha ingaggiato con il Congresso. Ritenere che si tratti di una strategia concordata sarebbe fuorviante; ma che li accomuni, e' un fatto. Il dubbio che sulla campagna di Bush influisca anche la prospettiva del voto di novembre (in Usa si terranno le elezioni di meta' mandato) e' forte. Ma il fattore religioso connota la sua presidenza dall'inizio. Sembra riemergere cosi' un asse che lega Vaticano e Casa Bianca, attraversando l'Atlantico e facendo apparire l'Europa un continente secolarizzato. Il modo in cui il Pontificio Consiglio per la famiglia evoca 'l'istituzione naturale del matrimonio vittima di attacchi violenti', suona come un messaggio in primo luogo al Vecchio Continente. E le reazioni di chi si sente ingiustamente attaccato, tendono a confermarlo. Il parlamentare diessino Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, usa parole significative. Grillini ritiene 'sproporzionato, incoerente e ridicolo' il linguaggio della Santa Sede. Ricorda che 'la stragrande maggioranza dei Paesi europei hanno applicato leggi piu' radicali dei Pacs'. Si parla di 'attacco oscurantista'. Si accusa il Vaticano di fomentare 'l'odio sociale nei confronti degli omosessuali', e di essere il vero responsabile della crisi della famiglia. È uno scontro destinato a tenere alta la tensione non solo fra queste minoranze dell'Unione e i vescovi italiani, ma fra i partiti del centrosinistra".
"La Cei -continua Franco- ha gia' fatto sapere di non aver gradito gli accenni di Piero Fassino, segretario dei Ds, ad una modifica della legge sulla fecondazione artificiale, confermata dal referendum del 2005: sembra che i vertici diessini avessero riservatamente dato assicurazioni in questo senso, nei mesi scorsi. La stessa commissione per la bioetica costituita da Romano Prodi, e guidata dall'ex premier Giuliano Amato, e' valutata in modo controverso. L'opposizione tende a presentarla come 'una torre di Babele'. E dubita che l'eterogeneita' dell'Unione permettera' di trovare risposte comuni; e a Prodi di mediare posizioni che appaiono a volte agli antipodi. A queste incognite va aggiunta la divergenza sull'Iraq fra Ds, Margherita e Rosa nel Pugno da una parte; e Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani dall'altra. Dopo il nuovo attentato a Nassiriya, l'Osservatore Romano ha parlato di sangue di chi 'e' impegnato in una missione di pace': un omaggio ai militari italiani, che va oltre la condanna vaticana del conflitto iniziato unilateralmente dagli angloamericani nel 2003; e la conferma dei timori che un rientro immediato aggravi la guerra civile irachena. Sono parole che sottolineano il bivio di fronte al quale si trova il governo. La coalizione prodiana e' divisa fra l'esigenza di tenere fede agli impegni internazionali; e quella di non scontentare gli alleati della 'sinistra antagonista', che invocano il ritiro subito. Quando Prodi assicura al Parlamento che i piani non cambieranno, sembra rivolgersi non tanto a loro, ma a Washington e a Londra".
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