Italia. Associazione cattolica critica card. Martini sul fine vita
Con un comunicato diffuso nella serata di oggi l'associazione cattolica 'Scienza e Vita', impegnata sui temi bioetici e in sintonia con il vertice della Cei, ha criticato la posizione del cardinale Carlo Maria Martini in merito alla proposta di arrivare a una legge sul rifiuto delle cure da parte del malato e quindi in materia di accanimento terapeutico. Secondo Scienza e Vita solo il medico e' in grado di comprendere il vero stato del paziente e ogni decisione va presa dunque nell'ambito del rapporto medico-paziente o medico-famigila piuttosto che assecondando la volonta' del paziente anche espressa nel testamento biologico.
Dopo aver citato l'intervento del cardinale, nel comunicato di Scienza e Vita si afferma: 'Innanzitutto suscita perplessita' l'auspicio che in Italia si possa giungere all'adozione di una legge simile a quella francese. Quella normativa, infatti, non risolve - tra l'altro - la questione della anticipazione della morte, quando ci si trovi a fare i conti con la non attivazione o la sospensione di trattamenti che non costituiscono accanimento terapeutico, in quanto considerati dalla medicina 'proporzionati e ordinari''. Scienza e Vita insiste su questo punto: 'Per fare un esempio, tra tanti, prendiamo in esame la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione a pazienti non coscienti, ma non per questo in fase terminale'.
'Si possono considerare queste cure come una forma di 'accanimento terapeutico'? Non attivarle o sospenderle non configurerebbe, invece un caso di eutanasia per omissione? Ricordiamo tutti il caso drammatico di Terry Schiavo e la sua lenta morte per fame e per sete'. 'In questo caso - si legge nella nota - e in molti altri, la sottoscrizione di direttive anticipate, che per ovvie ragioni devono restare molto generali, non apporterebbe alcuna soluzione efficace'.
Ancora si spiega che 'Nella realta' della malattia e' il medico ad avere la possibilita' di comprendere il vero stato del paziente e a farsi carico della responsabilita' di informare sulle varie possibilita' di intervento terapeutico o di cure palliative'. E' Quindi 'nel rapporto medico-paziente o medico-paziente-famiglia - sostiene l'associazione cattolica - che vanno assunte le decisioni e queste non possono essere affidate ad aride dichiarazioni, sottoscritte ma per ovvie ragioni astratte e generiche'.
Dopo aver citato l'intervento del cardinale, nel comunicato di Scienza e Vita si afferma: 'Innanzitutto suscita perplessita' l'auspicio che in Italia si possa giungere all'adozione di una legge simile a quella francese. Quella normativa, infatti, non risolve - tra l'altro - la questione della anticipazione della morte, quando ci si trovi a fare i conti con la non attivazione o la sospensione di trattamenti che non costituiscono accanimento terapeutico, in quanto considerati dalla medicina 'proporzionati e ordinari''. Scienza e Vita insiste su questo punto: 'Per fare un esempio, tra tanti, prendiamo in esame la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione a pazienti non coscienti, ma non per questo in fase terminale'.
'Si possono considerare queste cure come una forma di 'accanimento terapeutico'? Non attivarle o sospenderle non configurerebbe, invece un caso di eutanasia per omissione? Ricordiamo tutti il caso drammatico di Terry Schiavo e la sua lenta morte per fame e per sete'. 'In questo caso - si legge nella nota - e in molti altri, la sottoscrizione di direttive anticipate, che per ovvie ragioni devono restare molto generali, non apporterebbe alcuna soluzione efficace'.
Ancora si spiega che 'Nella realta' della malattia e' il medico ad avere la possibilita' di comprendere il vero stato del paziente e a farsi carico della responsabilita' di informare sulle varie possibilita' di intervento terapeutico o di cure palliative'. E' Quindi 'nel rapporto medico-paziente o medico-paziente-famiglia - sostiene l'associazione cattolica - che vanno assunte le decisioni e queste non possono essere affidate ad aride dichiarazioni, sottoscritte ma per ovvie ragioni astratte e generiche'.
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