Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Associazione Coscioni audita in Senato sul testamento biologico. Marino: caso Englaro potrebbe essere risolto con legge

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Il caso di Eluana Englaro potrebbe benissimo essere risolto da una legge sulle direttive anticipate di vita che dia ai familiari la possibilità di dare delle indicazioni su quello che il paziente voleva quando era in grado di esprimere la propria opinione". Lo ha detto il presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Ignazio Marino (Ulivo), avvicinato dai giornalisti margine dei lavori della commissione sul testamento biologico, commentando la decisione, presa ieri, della Corte d'Appello di Milano, di respingere la richiesta dei familiari di Eluana Englaro, la ragazza 36enne in coma da 14 anni a seguito di un incidente stradale, di staccare le macchine che la tengono in vita. "Questo è compreso nelle leggi di molti altri Paesi e in molti, fra gli 8 ddl presentati in materia, come quello da me firmato". "Non c'è un atto scritto da parte di Eluana - ha aggiunto Marino - ma vi sono tutti i pareri concordi dei familiari della ragazza, che affermano che la ragazza, quando era cosciente, aveva detto, riferendosi ad un evento drammatico accaduto ad un suo amico caduto in coma vegetativo permamente, che non avrebbe mai voluto vivere in quelle condizioni. In questo senso la sua vicenda è diversa da quella di Terry Schiavo. Al di là di un documento scritto lasciato dall'interessato, anche i familiari hanno il diritto di interpretare la volontà del paziente, perché è inimmagibinabile che il 100% delle persone scrivano il testamento biologico, comunque ne parleremo in commissione".         
Il presidente della commissione Sanità ha poi detto ai giornalisti che prima di arrivare ad un ddl sul testamento biologico, dovranno essere ascoltati ancora alcuni esperti. "A noi mancano dieci audizioni - ha sottolineato Marino - oggi abbiamo avuto l'audizione dell'associazione Luca Coscioni, alla ripresa dei lavori a gennaio avremo le audizioni di monsignor Carrasco De Paola, un teologo, poi sentiremo Stefano Rodotà, Umberto Veronesi e, come deciso oggi in ufficio di presidenza, terminate le audizioni, inizieremo subito il dibattimento per arrivare ad un disegno di legge da proporre all'Aula del Senato". "I lavori procedono con rigore e con i tempi adeguati che sono completamente separati da quelli di altre vicende - ha chiuso Marino - anche drammatiche, che non hanno nulla a che vedere con la legge sul testamento biologico. Il caso Welby è diverso, la sua vicenda può essere regolata con una legge sulle direttive anticipate di vita, per il semplice fatto che lui è in grado di esprimere la sua opinione, noi ora in commissione ci stiamo occupando di disegni di legge per coloro che non sono più in grado di esprimere la loro opinione".

ASS. COSCIONI: TESTAMENTO BIOLOGICO VINCOLANTE ANCHE PER URGENZE

La guerra che l'associazione Luca Coscioni sta combattendo per "garantire la piena attuazione dell'articolo 32, comma 2 della Costituzione", che garantisce che nessuno possa essere obbligato a subire cure mediche senza essere d'accordo, ha conosciuto un'altra battaglia, l'audizione in commissione Sanità del Senato di alcuni esponenti dell'associazione sul 'testamento biologico'. Nella conferenza stampa che ha fatto seguito all'audizione, il co-presidente dell'associazione e alcuni dei partecipanti hanno spiegato quali sono stati i punti cardini della relazione. "Innanzitutto - ha detto Claudia Moretti - la revoca del consenso al trattamento sanitario deve riguardare anche l'idratazione e la nutrizione assistite. Poi, il testamento biologico deve essere vincolante, e infine il vincolo deve sussistere anche quando subentri lo stato di incapacità di intendere e volere del malato in un periodo successivo a quello della redazione del testamento". Senza queste caratteristiche, per l'Associazione Luca Coscioni "il testo di legge non avrebbe alcuna valenza". Soprattutto, poi, "tutto quello che vale per un paziente capace di manifestare con la parola o con gesti volontari la propria decisione deve valere anche per chi non lo può fare. Se così non fosse - ha insistito Moretti - vorrebbe dire che ci sono malati di serie A e di serie B". "In Senato - hanno raccontato i partecipanti all'audizione - abbiamo ricevuto forti obiezioni, alcune anche meramente 'morali'. La sinistra - ha raccontato Giulia Simi, un'altra delle partecipanti per l'associazione - è tutta d'accordo nel fare una legge sul testamento biologico, ma vengono posti tanti e tali veti e paletti incrociati che alla fine verrà una legge che non servirà a nessuno". Meno pessimista il senatore dei Ds Furio Colombo, primo firmatario del ddl all'esame della commissione del Senato. "Quanlunque cosa succeda - ha detto durante la conferenza stampa dell'associazione Luca Coscioni - nulla ci fermerà. Andremo avanti, perchè non si può consentire che persone come Piergiorgio Welby si trovino da 89 giorni in un inferno come quello che ci ha descritto con impressionante lucidità".   

ALTRI COMMENTI

"Un atto di preoccupante arroganza a ridosso della chiusura per le festività natalizie è stato consumato tra la Commissione Sanità e la Commissione Giustizia al Senato, facendo sospettare una vera e propria manovra concordata dietro le quinte per forzare verso esiti già decisi la legge sul testamento biologico". E' la denuncia della senatrice Sandra Monacelli dell'Udc, membro della Commissione Sanità. "Infatti - spiega la senatrice dell'Udc - contravvenendo agli accordi presi in sede di ufficio di presidenza e in contrasto con lo stato dei lavori della Commissione Sanità, abbiamo appreso che la Commissione Giustizia presieduta dal ds Cesare Salvi ha avviato l'esame delle proposte di legge in materia, dando una accelerata che inevitabilmente penalizza la richiesta dell'opposizione e di parte della stessa maggioranza di procedere con la dovuta cautela e circospezione". "Si tratta di una scorrettezza tanto più grave in quanto sia il presidente Salvi, sia il presidente della Commissione Sanità, Ignazio Marino dell'Ulivo, sono a loro volta presentatori di due distinte proposte di legge (anzi, Marino le ha firmate entrambe) che vanno nella stessa direzione". "Ci appelliamo - conclude la sen. Monacelli - al presidente del Senato, Franco Marini affinchè su una materia così delicata e complessa non ci siano forzature, magari dettate dalla spinta emotiva del pur doloroso caso Welby, ripristinando il corretto svolgimento dei lavori così come precedentemente concordato all'unanimità".         

"La decisione di convocare congiuntamente le Commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera e' un fatto positivo: l'augurio e' che questa sia un'occasione utile per avviare concretamente in parlamento un dibattito serio sui temi del testamento biologico e della lotta all'accanimento terapeutico". Lo ha affermato il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali Tommaso Pellegrino, che ha sottolineato come "la politica non dovra' essere piu' sorda e miope di fronte ai drammi di persone, come Piergiorgio Welby, che stanno vivendo una condizione di estrema sofferenza". Pellegrino, che ha ricordato di aver presentato una proposta di legge sul consenso informato e sul testamento biologico, ha ribadito che "occorre venire incontro anche alle esigenze dei medici, che non vanno lasciati soli in situazioni cosi' drammatiche".         

 Dobbiamo ragionare concretamente sui tempi: non possiamo aspettare la riconvocazione del Senato a meta' gennaio". Sul testamento biologico, Felice Casson, senatore diesse e relatore dei testi di legge in commissione Giustizia, vuole fare presto: "Dobbiamo insistere per accelerare i tempi". Per questo, spiega, insieme al presidente Salvi e al sottosegretario Scotti abbiamo pensato di avanzare la richiesta, al presidente del Senato Marini, "di poter esaminare congiuntamente con la commissione Sanita' i disegni di legge in materia di accanimento terapeutico, consenso informato e dichiarazioni di volonta' anticipate nei trattamenti sanitari". 
"La drammatica vicenda di Piergiorgio Welby e la decisione pronunciata nei giorni scorsi dal giudice sul suo caso- spiega Casson- confermano che esiste un vuoto normativo e mancano gli strumenti giuridici adeguati a tutelare alcuni tra i diritti fondamentali dell'uomo in questo ambito".
L'ex pm mette in luce alcuni punti essenziali di cui il nuovo testo dovra' tenere conto: le direttive formulate dall'interessato devono avere carattere vincolante; l'intervento di un fiduciario o in alternativa di uno tra i parenti piu' stretti che seguano le indicazioni e le direttive dell'interessato; il fatto che sia cruciale e indispensabile garantire il diritto ad un'informazione preventiva completa, specifica ed esauriente, affinche' il paziente sia messo in condizione di esprimere un consenso effettivamente informato; prevedere l'intervento, in caso di difficolta' nell'interpretazione delle dichiarazioni o di contrasto tra paziente (o il fiduciario) e medico del giudice tutelare".
Infine, sottolinea Casson, "proponiamo alcune misure per il momento non previste in nessuno dei testi all'esame del Senato e che proponiamo di includere. Le direttive devono accompagnare la cartella clinica del paziente, in modo da essere disponibili e risultare con chiarezza in ogni passaggio. Inoltre- chiude- e' necessario prevedere l'esonero di ogni responsabilita', anche penale, per il medico che si attiene alle dichiarazioni anticipate".

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