Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Associazione Coscioni incontra Prodi, che assicura: su nomina Cnb tempi brevi

U.E. - ITALIA
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"Abbiamo trovato grande attenzione alle ragioni del nostro sciopero della fame e della nostra iniziativa". Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni, racconta cosi' l'incontro di ieri col premier Romano Prodi. Incontro che ha avuto al centro proprio la protesta dei Radicali e dell'associazione Coscioni sui ritardi nella nomina del nuovo Cnb-Comitato nazionale di bioetica, organo consultivo della presidenza del consiglio.
"Abbiamo spiegato le ragioni dell'urgenza di della nomina. Urgenza formale, la legge lo prevede, e sostanziale: il ritardo puo' diventare il sintomo di una paralisi decisionale sui temi della vita, della nascita, della morte...".
Serve, auspica l'esponente radicale, "un segnale, quantomeno della capacita' dal presidente del Consiglio di incardinare il confronto e il dibattito intorno a questi temi".

Un Comitato nazionale di bioetica 'in tempi rapidi e piu' snello' rispetto al passato. Queste le rassicurazioni del presidente del Consiglio Romano Prodi.
'Nel corso del colloquio -riferisce una nota della presidenza del Consiglio dei ministri- si e' discusso in particolare dell'imminente nomina del nuovo Comitato nazionale di bioetica. Il Presidente Prodi  ha illustrato alla delegazione le procedure che si stanno seguendo per l'individuazione dei componenti la Commissione, sottolineando l'impegno del Governo per una designazione in tempi rapidi e per uno snellimento della Commissione stessa'.

ALTRI COMMENTI

"Se rispondesse al vero la notizia che il ritardo nella nomina del Comitato nazionale di bioetica, scaduto sei mesi fa, è dovuto ai veti incrociati, da parte delle nove forze politiche che compongono l'ammucchiata di Sinistracentro, sul nome del presidente e dei componenti e sul numero degli stessi, saremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita". Lo afferma l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. "E lo stesso si dovrebbe dire -continua Pedrizzi- se rispondesse al vero un'altra notizia, e cioè che, per le nomine, il criterio è quello di consentire ad ognuno dei nove partiti che compongono il caravan serraglio unionista, di esprimere tre nomi. Saremmo, infatti, -sottolinea l'esponente di An- al mercato delle vacche, alla politica e al governo che allungano le mani perfino su un organismo chiamato ad occuparsi di vita, morte ed etica. Un organismo che, invece, come avvenuto quando a nominarlo fu il governo Berlusconi, deve essere composto da personalità autonome, indipendenti e competenti. Come ad esempio Francesco D'Agostino, il presidente uscente, insigne bioeticista, che ha tutti i titoli per essere riconfermato. E non vorremmo che non lo fosse soltanto perché è cattolico. Non vorremmo, cioè, -conclude Pedrizzi- che prevalesse, ancora una volta, il pregiudizio anticattolico di cui sono affetti ampi settori dell'ammucchiata di Sinistracentro, che infatti, in questi giorni, hanno messo in campo un pesante fuoco di sbarramento".
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