Italia. Associazione Coscioni presenta firme petizione al Presidente della Camera: vuoto da colmare
E' previsto per le 17.00 l'incontro tra il presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, e una delegazione dell'Associazione Luca Coscioni. Obiettivo dell'incontro -riferisce una nota dell'Associazione- la consegna delle prime 10.000 firme raccolte in calce alla petizione, rivolta al Parlamento, perche' affronti la questione dell'eutanasia, dei temi bioetici e l'esposizione degli obiettivi dell'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame, giunta oggi all'ottavo giorno.
Saranno ricevuti dal presidente Bertinotti l'eurodeputato e segretario dell'Associazione, Marco Cappato, la co-presidente, Maria Antonietta Coscioni, il vice-segretario Rocco Berardo, e il consigliere generale, Gianfranco Spadaccia. Intanto, in queste ore, hanno firmato la petizione anche il sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, e il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon, mentre il Consiglio comunale di Roma ha votato un ordine del giorno in tema di eutanasia, a sostegno dell'iniziativa di Piergiorgio Welby.
Il caso Welby 'indica che c'e' un vuoto che va colmato', ha detto Bertinotti alla delegazione dell'Associazione Coscioni. 'Sull'eutanasia c'e' una diversita' ampia. E quando i problemi sono cosi' aperti, la politica deve conoscere e, nella sfera che le e' propria, dare risposte', ha detto il presidente della Camera. Per Bertinotti, 'la politica deve rispettare le scelte di vita, e poi ha il compito di intervenire senza lasciare altri vuoti che creano sofferenze'. Nel caso specifico di Welby, alla domanda se si trattasse di accanimento terapeutico, Bertinotti ha replicato: 'Credo che in questo caso si possa determinare una valutazione scientifica utile anche per ci deve prendere una decisione'.
Il presidente della Camera, da parte sua, ha spiegato: 'Io credo che l'appello del presidente della Repubblica vada ascoltato. In questi casi, la politica si deve disporre con serieta' e umilta' e affrontare le questioni'. Nello specifico, per il presidente della Camera 'se c'e' accanimento terapeutico si puo' e si deve mettere fine allo stesso. Altra cosa e' il testamento biologico. C'e' la proposta del Senato, il percorso deve essere proseguito in commissione. Qui, poi, si pone la questione di una indagine conoscitiva. Le istituzioni devono accogliere, ascoltare e poi riflettere su come andare incontro a queste richieste'. Secondo il presidente della Camera, 'alla politica toccano le risposte della politica, fare norme e leggi per avere certezze'.
COMMENTI
Il caso di Piergiorgio Welby, l'uomo malato di distrofia muscolare progressiva che vuole l'eutanasia, è usato per "strappare a un'opinione pubblica riottosa il consenso a legittimare l'eutanasia, attraverso l'oggettiva strumentalizzazione politica di un delicato e dolorosissimo caso umano": lo denuncia l'associazione 'Scienza & Vita' in un comunicato.
"Riteniamo che la questione che lo riguarda sia stata impostata sin dall'inizio in modo sbagliato: creando un clima che oggettivamente è di disturbo a un corretto rapporto tra lui e i suoi medici e caricando sul paziente l'onere non solo della malattia, ma anche di divenire portabandiera di una causa, quella dell'eutanasia. L'Associazione Scienza & Vita deplora, quindi, l'uso che si fa del caso Welby ai fini di strappare a un'opinione pubblica riottosa il consenso a legittimare l'eutanasia, attraverso l'oggettiva strumentalizzazione politica di un delicato e dolorosissimo caso umano".
"Non si può discutere questioni tanto delicate e complesse come quelle di fine vita in un contesto caratterizzato dal ricorso a situazioni emotivamente coinvolgenti oppure a strumenti come i sondaggi d'opinione, che non sono adatti a tematiche così complesse", si legge nel comunicato. Per questo motivo l'associazione ha intrapreso "una capillare campagna di informazione seria e responsabile: 'Né accanimento, né eutanasia', in corso fino al 5 dicembre in oltre 50 località italiane".
'Ho profonda vicinanza e commozione per il caso umano di Piergiorgio Welby. Commozione determinata da una vicinanza spirituale perche' si tratta di un uomo che soffre'. Monsignor Rino Fisichella, Rettore della Pontificia Universita' Lateranense, interviene cosi' sulla vicenda di Piergiorgo Welby, co-presidente dell'Associazione 'Luca Coscioni' che ha chiesto il distacco del respiratore che lo tiene in vita, a margine della presentazione del libro di Antonio Stagliano' 'Teologia e spiritualita'.
'Pero' quando si appartiene a una comunita' di persone e cristiani non si puo' assolutramente immaginare che eventi del genere impediscano di giungere a situazioni dialoganti e piu' mature'. Riguardo poi all'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, monsignor Fisichella ha precisato che 'il capo dello Stato e' riuscito a cogliere nel segno. Si tratta infatti di questioni delicate che coinvolgono anche il futuro, che esigono un confronto serio e appassionato ma soprattutto la capacita' di non escludere l'intervento della Chiesa che ha a cuore il bene della vita'.
BINDI, SU CASO WELBY CONDIVIDO SCELTA DEL MEDICO
'A titolo personale sono contraria all'eutanasia: la legislazione vigente non permette di invocare la sospensione delle cure'. Cosi' il ministro per le Politiche della famiglia, Rosy Bindi, ha commentato la scelta del medico che si e' rifiutato di assecondare la richiesta di Piergiorgio Welby, di distacco del ventilatore polmonare sotto sedazione terminale.
'Quel medico aveva ragione ha fatto bene...'. 'Sebbene credo si possa prevedere una forma di testamento biologico e' necessario escludervi la parola eutanasia'.
Saranno ricevuti dal presidente Bertinotti l'eurodeputato e segretario dell'Associazione, Marco Cappato, la co-presidente, Maria Antonietta Coscioni, il vice-segretario Rocco Berardo, e il consigliere generale, Gianfranco Spadaccia. Intanto, in queste ore, hanno firmato la petizione anche il sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, e il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon, mentre il Consiglio comunale di Roma ha votato un ordine del giorno in tema di eutanasia, a sostegno dell'iniziativa di Piergiorgio Welby.
Il caso Welby 'indica che c'e' un vuoto che va colmato', ha detto Bertinotti alla delegazione dell'Associazione Coscioni. 'Sull'eutanasia c'e' una diversita' ampia. E quando i problemi sono cosi' aperti, la politica deve conoscere e, nella sfera che le e' propria, dare risposte', ha detto il presidente della Camera. Per Bertinotti, 'la politica deve rispettare le scelte di vita, e poi ha il compito di intervenire senza lasciare altri vuoti che creano sofferenze'. Nel caso specifico di Welby, alla domanda se si trattasse di accanimento terapeutico, Bertinotti ha replicato: 'Credo che in questo caso si possa determinare una valutazione scientifica utile anche per ci deve prendere una decisione'.
Il presidente della Camera, da parte sua, ha spiegato: 'Io credo che l'appello del presidente della Repubblica vada ascoltato. In questi casi, la politica si deve disporre con serieta' e umilta' e affrontare le questioni'. Nello specifico, per il presidente della Camera 'se c'e' accanimento terapeutico si puo' e si deve mettere fine allo stesso. Altra cosa e' il testamento biologico. C'e' la proposta del Senato, il percorso deve essere proseguito in commissione. Qui, poi, si pone la questione di una indagine conoscitiva. Le istituzioni devono accogliere, ascoltare e poi riflettere su come andare incontro a queste richieste'. Secondo il presidente della Camera, 'alla politica toccano le risposte della politica, fare norme e leggi per avere certezze'.
COMMENTI
Il caso di Piergiorgio Welby, l'uomo malato di distrofia muscolare progressiva che vuole l'eutanasia, è usato per "strappare a un'opinione pubblica riottosa il consenso a legittimare l'eutanasia, attraverso l'oggettiva strumentalizzazione politica di un delicato e dolorosissimo caso umano": lo denuncia l'associazione 'Scienza & Vita' in un comunicato.
"Riteniamo che la questione che lo riguarda sia stata impostata sin dall'inizio in modo sbagliato: creando un clima che oggettivamente è di disturbo a un corretto rapporto tra lui e i suoi medici e caricando sul paziente l'onere non solo della malattia, ma anche di divenire portabandiera di una causa, quella dell'eutanasia. L'Associazione Scienza & Vita deplora, quindi, l'uso che si fa del caso Welby ai fini di strappare a un'opinione pubblica riottosa il consenso a legittimare l'eutanasia, attraverso l'oggettiva strumentalizzazione politica di un delicato e dolorosissimo caso umano".
"Non si può discutere questioni tanto delicate e complesse come quelle di fine vita in un contesto caratterizzato dal ricorso a situazioni emotivamente coinvolgenti oppure a strumenti come i sondaggi d'opinione, che non sono adatti a tematiche così complesse", si legge nel comunicato. Per questo motivo l'associazione ha intrapreso "una capillare campagna di informazione seria e responsabile: 'Né accanimento, né eutanasia', in corso fino al 5 dicembre in oltre 50 località italiane".
'Ho profonda vicinanza e commozione per il caso umano di Piergiorgio Welby. Commozione determinata da una vicinanza spirituale perche' si tratta di un uomo che soffre'. Monsignor Rino Fisichella, Rettore della Pontificia Universita' Lateranense, interviene cosi' sulla vicenda di Piergiorgo Welby, co-presidente dell'Associazione 'Luca Coscioni' che ha chiesto il distacco del respiratore che lo tiene in vita, a margine della presentazione del libro di Antonio Stagliano' 'Teologia e spiritualita'.
'Pero' quando si appartiene a una comunita' di persone e cristiani non si puo' assolutramente immaginare che eventi del genere impediscano di giungere a situazioni dialoganti e piu' mature'. Riguardo poi all'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, monsignor Fisichella ha precisato che 'il capo dello Stato e' riuscito a cogliere nel segno. Si tratta infatti di questioni delicate che coinvolgono anche il futuro, che esigono un confronto serio e appassionato ma soprattutto la capacita' di non escludere l'intervento della Chiesa che ha a cuore il bene della vita'.
BINDI, SU CASO WELBY CONDIVIDO SCELTA DEL MEDICO
'A titolo personale sono contraria all'eutanasia: la legislazione vigente non permette di invocare la sospensione delle cure'. Cosi' il ministro per le Politiche della famiglia, Rosy Bindi, ha commentato la scelta del medico che si e' rifiutato di assecondare la richiesta di Piergiorgio Welby, di distacco del ventilatore polmonare sotto sedazione terminale.
'Quel medico aveva ragione ha fatto bene...'. 'Sebbene credo si possa prevedere una forma di testamento biologico e' necessario escludervi la parola eutanasia'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti